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Credito di aiuto alla Tunisia per 73 milioni di Euro

Nel 2009, l’Italia ha accordato alla Tunisia un credito di aiuto pari a 36,5 milioni di euro. Esaurita questa tranche, è stata attivata una nuova Convenzione che prevede una linea di credito di 73 milioni di euro.

Dopo la seconda guerra mondiale, si sviluppa la c.d. cooperazione allo sviluppo governativa, che si occupa del trasferimento di risorse finanziare, assistenza tecnica, beni e servizi da un paese sviluppato a favore di un paese in via di sviluppo.

Le attività della Cooperazione italiana - gestita dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri - sono regolate dalla Legge n. 49 del 26 febbraio 1987 che definisce gli strumenti messi a disposizione delle imprese nazionali per realizzare interventi nei paesi in via di sviluppo:

  • Crediti di aiuto (Legge 49/87 art. 6)
  • Crediti agevolati alle imprese italiane con il parziale finanziamento della loro quota di capitale di rischio in imprese miste da realizzarsi in Pvs (Legge 49/87 art. 7)
  • Doni in favore dei Pvs o di Organizzazioni internazionali.

Credito di aiuto alla Tunisia

I crediti agevolati concessi dal Governo italiano a stati, banche centrali o enti di Stato di Paesi in via di sviluppo, si riferiscono ad acquisizioni di beni e servizi di origine italiana (crediti di aiuto “legati”).

I termini e le condizioni di tali finanziamenti (tasso d’interesse, durata, ecc.) sono legati al livello di concessionalità attribuito al Paese in funzione del suo reddito pro-capite. L’erogazione ai Soggetti beneficiari viene effettuata dall’Ente Gestore del Fondo rotativo, attualmente Artigiancassa Spa.

Nell’ambito di tali crediti, l’Italia ha accordato alla Tunisia:

  • nel 2009 una prima tranche di credito di aiuto pari a 36,5 milioni di euro
  • una ulteriore linea di credito per altri 73 milioni di euro (Convenzione finanziaria firmata il 19 settembre 2012 fra la Banque Centrale de Tunisie e Artigiancassa Spa).

Si segnala che il Ministero degli Esteri si è impegnato ad aggiungere altri 50 milioni di euro alle linee di credito esistenti.

Eligibilità dei beni, dei fornitori e delle imprese tunisine

Il credito è utilizzabile per l’acquisizione, presso fornitori italiani, di:

  • attrezzature nuove e servizi connessi (ingegneria, trasporto, assicurazione, installazione, formazione e assistenza tecnica)
  • licenze e brevetti industriali di origine italiana.

Si potrà utilizzare fino al 35% del totale di ciascun credito per l’acquisizione diretta presso fornitori tunisini di attrezzature nuove, e dei servizi connessi, di origine tunisina (le modalità per definire l’origine dei beni sono quelle stabilite dal Codice delle dogane dell’Unione europea).

Eligibilità delle imprese tunisine

Possono accedere al credito concesso dall’Italia le Pmi private residenti di diritto tunisino (secondo la definizione di Pmi indicata nel decreto del governo tunisino n. 2008-388 dell’11.02.2008) interessate all’acquisto di macchinari produttivi nuovi e servizi connessi, licenze e brevetti industriali che operano nei settori:

  • industria (ad eccezione dell’industria degli armamenti)
  • agricoltura, pesca e silvicoltura
  • servizi (ad eccezione dei servizi commerciali, finanziari e turistici)
  • attività turistiche (agriturismo, pensioni familiari, alberghi e attività imprenditoriali legate al turismo eco-culturale).

Le PMI devono essere in regola con la legislazione ambientale, fiscale e sociale tunisina.

Ammontare del credito

Ciascun credito concernente una impresa tunisina, anche se ripartito in più contratti, dovrà essere compreso tra un minimo di Euro 55.000,00 ed un massimo di 2 milioni di Diritti Speciali di Prelievo relativamente ai finanziamenti destinati all’acquisto di beni e servizi.

Per quanto riguarda il finanziamento del capitale circolante e il riscadenzamento del debito bancario delle PMI, il finanziamento non potrà superare Euro 100.000,00.

I contratti (o le fatture proforme) potranno essere denominati in Euro o in Dinari Tunisini (per la fornitura di beni di origine tunisina). Per i contratti in Dinari Tunisini, l’allocazione sulla linea di credito sarà effettuata al tasso di cambio Euro/Dinari fissato alla data di firma del  contratto. Il tasso di cambio definitivo sarà quello stabilito al momento dell’erogazione.

Condizioni del credito (per i crediti di investimento)

Le condizioni di concessione del credito ai beneficiari finali sono le seguenti:

  • Tasso d’interesse del 2,50% massimo per anno per crediti in Euro
  • Tasso d’interesse del 4,50% massimo per anno, per un crediti concessi in Dinari
  • Periodo di rimborso: massimo dieci anni
  • Periodo di grazia: massimo tre anni.

Operatori finanziari autorizzati

Le banche che possono operare sulla linea di credito italiana sono le banche commerciali tunisine residenti accreditate dalla Banca Centrale di Tunisia (ad esclusione, pertanto, delle banche in regime di off-shore). Per consultare la lista delle Banche commerciali private selezionate, è consigliabile rivolgersi agli Uffici competenti presso l’Ambasciata d’Italia.

Concessione del credito: procedure in Tunisia (per i crediti di investimento)

Il promotore tunisino, all’atto della richiesta di credito alla sua Banca, deve precisare che il credito deve valere sulla linea di credito italiana. Dopo l’approvazione del credito (solitamente fornita entro un periodo di 3-4 giorni, a condizione che il dossier trasmesso dalla banca sia completo), la banca trasmette all’Ufficio di cooperazione dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi una domanda per il suo accreditamento sulla linea di credito italiana. Il Direttore dell’Ufficio di cooperazione notifica il proprio consenso all’imputazione del credito alla Banca, al promotore, alla Banca Centrale di Tunisia e al Ministero tunisino degli Affari Esteri, nonché ad Artigiancassa Spa.

Contenuto del dossier

La richiesta di finanziamento a valere sulla linea italiana da parte della banca deve essere accompagnata da:

  • Studio di fattibilità tecnico-economico completo
  • Valutazione, effettuata dalla Banca, sia del progetto che della affidabilità del promotore, accompagnata da un parere motivato relativo alla concessione del credito
  • Bilanci e conti economici degli ultimi tre anni dell’impresa del promotore (per i nuovi progetti, gli statuti societari registrati)
  • Certificato dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPE) o, in alternativa, Studio di impatto ambientale del progetto e lettera di trasmissione del medesimo all’ANPE
  • Contratto commerciale o Fatture pro-forma in originale, indicanti l’origine dei beni, la validità dell’offerta (minimo 6 mesi), i prezzi dettagliati nonché le modalità di pagamento, con timbro e firma del fornitore
  • Dichiarazione giurata del promotore, in originale e autenticata dalla Municipalità, indicante l’assenza di azionisti italiani nella società e l’impegno ad informare l’Ambasciata d’Italia relativamente ad una loro futura presenza. In caso di presenza di azionisti italiani in posizione decisionale (presidente o membro del Consiglio di amministrazione), la dichiarazione dovrà menzionare i loro dati completi.

Se è presente un fornitore tunisino il dossier deve inoltre contenere:

  • dichiarazione giurata del fornitore tunisino, in originale e autenticata dalla Municipalità, relativa alla presenza di azionisti italiani, ai procedimenti penali in corso o alle condanne penali dei rappresentanti legali dell’impresa, all’assenza di imputazioni per corruzione, ecc.
  • certificazione indipendente sulle eventuali irregolarità bancarie e sullo stato di salute finanziaria del fornitore (rapporto di solvibilità).

Concessione del credito: procedure in Italia (per i crediti di investimento)

A seguito della ricezione della notifica sul contratto, Artigiancassa S.p.A. provvederà all’imputazione dei contratti alla linea di credito, valutando, al contempo, la documentazione amministrativa del fornitore italiano quale, a titolo di esempio, la dichiarazione sostitutiva della visura camerale, la certificazione antimafia (se necessaria), la dichiarazione di impegno, ed alcuni allegati di natura amministrativa.  Terminata positivamente l’ istruttoria, Artigiancassa S.p.A. allocherà il contratto commerciale al credito di aiuto dandone opportuna informazione a tutti gli interessati.

Da questo momento, il contratto commerciale potrà essere eseguito e finanziato a valere sui fondi concessi. Il fornitore, ricevuta la comunicazione di  allocazione e finanziabilità da  Artigiancassa Spa, invierà a quest’ultima la richiesta di esborso con allegata documentazione contrattuale originale. Artigiancassa Spa dopo aver verificato la regolarità e conformità con il contratto originale della documentazione prodotta dall’esportatore pagherà il fornitore.

Sul sito Assafrica è disponibile, gratuitamente, un catalogo delle imprese per la cooperazione italo-tunisina nel settore privato che intendono avvalersi del credito di aiuto messo a disposizione dal Governo Italiano.

Domenico Del Sorbo

 


Paese: Tunisia