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Opportunità di investimento a Abu Dhabi e a Dubai

Interprofessional Network ha predisposto, su richiesta del Ministero dello Sviluppo Economico, un dossier sugli Emirati Arabi Uniti. Pubblichiamo una sintesi delle opportunità di investimento a Abu Dhabi e a Dubai.

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Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono una federazione di sette emirati: Dubai, Abu Dhabi (la capitale che occupa l’85% della superficie totale e detiene il 94% delle riserve energetiche), Sharjah, Ajman, Ras Al-Khaimah, Fujairah e Um Al-Quwain. Hanno una posizione strategica di collegamento tra Medio Oriente e Subcontinente indiano e sono ricchi di risorse naturali (quinto posto al mondo per riserve di petrolio e gas naturale), ma tuttora carenti di infrastrutture, in particolare di autostrade, ferrovie e ospedali.

Pur non essendo a livello nazionale un vasto mercato di consumo, con una popolazione che non supera i 5 milioni di abitanti, presentano tuttavia un potenziale per le imprese italiane:

  • grazie ad una consolidata politica di incentivi per la creazione di zone franche, gli EAU sono uno dei principali centri di riesportazione non solo del Medio Oriente, ma del mondo intero
  • grazie a un reddito annuo pro capite medio di oltre 60 mila dollari la popolazione locale rappresenta un target privilegiato per i settori di alta gamma e per l’intero comparto dei beni di lusso
  • il Governo intende investire gran parte dei colossali proventi derivanti dalla vendita di petrolio e gas in una serie di settori strategici che implicano un potenziale di commesse per le aziende italiane, difficilmente replicabile altrove: grandi infrastrutture, alta tecnologia, immobiliare, difesa, formazione e ricerca scientifica, energia (con attenzione particolare alle energie rinnovabili), cultura, turismo, impianti industriali.

La posizione dell’Italia nella classifica degli scambi commerciali tra Emirati Arabi e il resto del mondo è passata dal 12° posto del 2006 al 6° posto nel 2008, mentre gli EAU sono diventati dal 2007 il principale sbocco di esportazione dei prodotti italiani nell’area del Vicino e Medio-oriente.

Le zone franche

Gli EAU sono considerati un paradiso fiscale per quanto riguarda le “free zone”, ovvero le zone di libero scambio (ZLS). All’interno di queste zone gli investitori possono godere di numerosi vantaggi:

  • l’insediamento di società con il 100% di capitale straniero
  • l’esenzione fiscale totale per le importazioni e le esportazioni
  • il rimpatrio totale del capitale e degli utili
  • nessuna imposta sui redditi
  • nessuna tassazione per le persone giuridiche per almeno 15 anni
  • assistenza per reclutare la manodopera.

1. Abu Dhabi

Secondo un rapporto pubblicato dal Dipartimento dello Sviluppo Economico nel 2008, il settore non petrolifero è proiettato a sorpassare il settore del petrolio entro il 2025, quando il contributo del settore petrolifero si ridurrà al 40% del PIL ed a meno del 20% entro il 2050.

Il Progetto Economico 2030 di Abu Dhabi delinea i piani di diversificazione economica del governo locale e individua le seguenti priorità:

  • creare un ambiente di business aperto, efficiente e integrato a livello globale
  • adottare una politica fiscale ben disciplinata
  • creare un contesto di mercato monetario e finanziario resistente con livelli gestibili di inflazione
  • migliorare l’efficienza del mercato del lavoro e accrescere la qualificazione professionale
  • sviluppare infrastrutture potenti ed efficienti capaci di supportare la prevista crescita economica.

Il denaro investito in precedenza al di fuori del Paese sta tornando e gli investitori sono alla ricerca di opportunità di investimento domestiche nella speranza di ottenere una copertura contro gli elevati rischi legati all’investimento in fondi esteri e nei mercati finanziari. Questo afflusso di capitale darà una spinta ai piani del Governo per promuovere la partecipazione del settore privato nello sviluppo di vari settori economici.

Le misure attualmente adottate dal governo comprendono cinque aree principali:

  • privatizzare un certo numero di imprese statali
  • rafforzare l’Abu Dhabi Securities Exchange Market
  • diversificare il settore industriale concentrandosi sul petrolchimico, le industrie dell’acciaio e dell’alluminio
  • istituire nuove zone economiche speciali
  • sviluppare il settore turistico.

Business climate

Al momento, gli investimenti diretti esteri incidono per il 14% del PIL di Abu Dhabi con il progetto di realizzare una crescita del 23% entro il 2030. Per creare un contesto imprenditoriale sano ed efficace, amichevole nei confronti degli investimenti stranieri e ben integrato con l’economia globale, Abu Dhabi sta adottando gli standard più elevati e cercando di classificarsi al top degli indici globali di libertà economica e di competitività.

Gli Emirati Arabi Uniti sono classificati in 33a posizione nell’indice della Banca Mondiale dei migliori paesi al mondo nella facilità di doing business e si propongono di migliorare la loro posizione nei prossimi anni.
Un altro rapporto pubblicato dalla World Bank and International Finance Corporation (IFC) classifica gli Emirati Arabi Uniti tra i primi 10 paesi che offrono un clima più favorevole agli investimenti stranieri.

Nel 2008, gli Emirati Arabi Uniti hanno attirato 14 miliardi di USD di investimenti diretti esteri, con una quota significativa investita ad Abu Dhabi, nonostante un consistente calo dei flussi di investimento globale. Nel corso degli ultimi anni, il numero di aziende straniere che hanno aperto le loro filiali ad Abu Dhabi ha raggiunto quota 994.

Settore industriale

Alluminio, ferro, acciaio, vetro, metallo, materie plastiche e industrie petrolchimiche sono alcune delle industrie pesanti individuate per stimolare la crescita del settore industriale.

La disponibilità di terreni industriali, di materie prime, di energia a buon mercato, l’avanguardia delle infrastrutture industriali, le procedure semplificate per il rilascio di licenze industriali e la flessibile regolamentazione sulla proprietà straniera sono alcuni dei principali fattori che rendono Abu Dhabi una destinazione attraente per gli investimenti nel settore industriale e manifatturiero.

Turismo

Il turismo rappresenta oggi il 2,1% del PIL di Abu Dhabi e il 6,4% del settore non petrolifero e viene considerato un settore vitale per la crescita economica. Negli ultimi tempi è cresciuto notevolmente il numero di alberghi, parchi di divertimento e tematici, centri commerciali, complessi residenziali di lusso, comunità sul mare, sport e altre strutture ricreative, gallerie d’arte e musei.

Il settore ha visto una crescita dell’8% nel 2009, anche se è stato duramente colpito dalla crisi economica mondiale. L’Emirato ha in programma di investire 230 miliardi di USD in diversi progetti turistici nel corso dei prossimi cinque anni. Il numero degli ospiti alberghieri è destinato ad aumentare a 2,7 milioni e le camere di albergo a 25.000 entro il 2012.

La politica del governo locale è soprattutto incentrata sul settore del turismo d’affari che comprende principalmente meeting, congressi ed eventi (si prevede che il turismo d’affari raggiunga il 50% del numero totale di turisti entro il 2015 rispetto al 25% attuale).

Abu Dhabi Free Zone

All’interno dell’Abu Dhabi Free Zone le società possono svolgere attività di immagazzinamento, commercio di metalli preziosi e generi alimentari. Le attività esercitate in tale zona beneficiano di:

  • esenzione totale dal prelievo sulle importazioni ed esportazioni
  • esenzione totale dal prelievo sul rimpatrio di capitali e utili
  • non soggezione all’imposta sulle società per 15 anni, rinnovabili di altri 15
  • assenza di tassazione sulle persone fisiche.

2. Dubai

Dubai è primario centro degli affari del Medio Oriente e centro dell’attività internazionale e della ri-esportazione grazie alla vicinanza geografica ai mercati del Medio Oriente, del subcontinente Indiano e dell’Africa e alle infrastrutture all’avanguardia.

L’attraente tasso di valuta negli Emirati Arabi Uniti, la politica tax free e il basso prezzo degli immobili hanno contribuito ad attirare gli investitori stranieri provenienti da tutto il mondo, trasformando la città di Dubai in una moderna metropoli con punti di forza nella tecnologia, nel commercio, nel settore dei servizi e in quello manifatturiero.

Presentandosi come una porta tax free sul mondo, senza l’imposta sulle vendite o l’imposta sul reddito, Dubai ha acquisito una posizione ideale e redditizia per l’avviamento di un’attività o l’apertura di una succursale da parte degli investitori esteri. Inoltre, Dubai sta emergendo come il più grande mercato immobiliare di tutto il mondo; lo stipendio esentasse offerto dalle società di Dubai è un incentivo per i residenti a rimanere negli alloggi con affitti elevati.

Il settore dei servizi rappresenta la quota più elevata del PIL dell’Emirato e può essere ulteriormente suddiviso nei settori dell’ospitalità, del trasporto, immobiliare e dei servizi personali e di lavoro. Dal 2000, l’industria dei servizi è stata anche il settore che ha registrato la crescita più rapida. Uno dei fattori che ha permesso tale crescita riguarda il tentativo di miglioramento delle infrastrutture di e-commerce della città, con l’introduzione di mezzi sicuri di vendita online e di aiuti in questo settore.

Per le aziende che decidono di aprire fuori dalle Tax Free Zones di Dubai ci sono diverse forme di proprietà. La forma della società dipende tra l’altro dalla nazionalità degli investitori e dai servizi forniti: i cittadini appartenenti a Paesi non appartenenti al Gulf Cooperation Council possono costituire esclusivamente società a responsabilità limitata e società per azioni private.

Inoltre, secondo le normative stabilite dal governo di Dubai, requisito fondamentale per la creazione di una qualsiasi attività commerciale è che almeno il 51% della partecipazione a tale attività sia riconducibile a cittadini degli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, ricorrono delle eccezioni alla regola del 51% di partecipazione “domestica” nei seguenti casi:

  • quando l’attività ha luogo alla Jebel Ali Free Zone (JAFZ)
  • se la proprietà dell’attività è aperta al 100% a cittadini di Paesi GCC
  • se società la cui proprietà è al 100% di Paesi del GCC entrano in partnership con cittadini degli Emirati Arabi Uniti
  • se società straniere aprono delle loro filiali o un ufficio a Dubai
  • se si tratta di società non commerciali o aziende artigiane la cui proprietà è ammessa che sia al 100% straniera.

Per iniziare un’attività a Dubai, l’ottenimento della necessaria licenza è uno degli aspetti più importanti. Le licenze sono rilasciate dal Dubai Economic Department a seconda del tipo di attività che dovrà essere svolta, e sono di tre tipi:

  • licenze commerciali, che sono richieste per qualsiasi tipo di attività commerciale
  • licenze professionali, che sono richieste ai fornitori di servizi professionali quali artigiani e lavoratori qualificati
  • licenze industriali, che sono necessarie per qualsiasi tipo di operazione industriale o produttiva.

Le imprese nel settore assicurativo e in quello della gioielleria necessitano anche di apposita garanzia finanziaria emessa da una banca con sede a Dubai.

Le Dubai Free Zones offrono concessioni particolarmente attrattive e incentivi per gli investimenti di soggetti stranieri, compresi quelli attinenti alla manifattura di prodotti di alto livello e alle infrastrutture commerciali. Tali zone sono:

  • Jebel Ali Free Zone (JAFZ)
  • Dubai Airport Free Zone (DAFZ)
  • Dubai Technology, E-commerce and Media Free Zone (TECOM)
  • Dubai Cars and Automotive Zone (DUCAMZ)
  • Dubai Gold and Diamond Park.

Jebel Ali Free Zone (JAFZ)

La JAFZ è situata a 40 km dall’Aeroporto Internazionale di Dubaie permette la costituzione di società interamente controllate da soggetti stranieri. Il periodo di costituzione della società è di 15-20 giorni, variabili in funzione della disponibilità delle strutture richieste. Le attività esercitate in tale zona beneficiano di:

  • esenzione dall’imposta sulle società per 15 anni, rinnovabili di altri 15
  • assenza di restrizioni al rimpatrio di capitali e utili
  • assenza di tassazione sulle persone fisiche
  • assenza di restrizioni valutarie.

Dubai Airport Free Zone (DAFZ)

Le attività esercitate in tale zona beneficiano di:

  • esenzione dall’imposta sulle società per 15 anni, rinnovabili di altri 15
  • libertà di trasferire capitali, inclusi dividendi e utili
  • esenzione da dazi doganali sulle importazioni
  • assenza di tassazione sulle persone fisiche
  • piena rimpatriabilità di capitali e utili
  • assenza di restrizioni valutarie.

Dubai Technology, E-commerce and Media Free Zone (TECOM)

La nuova Free Zone ricomprende il Dubai Internet City (DIC), la Dubai Media City (DMC) e il Knowledge Village (KV), e offre concessioni attrattive e incentivi agli investitori stranieri, compresi quelli attinenti alla manifattura di prodotti di alto livello e alle infrastrutture commerciali. Le attività esercitate in tale zona beneficiano di:

  • esenzione dall’imposta sulle società per 15 anni, rinnovabili di altri 15
  • assenza di restrizioni al rimpatrio di capitali e utili
  • assenza di tassazione sulle persone fisiche
  • assenza di restrizioni valutarie.

Dubai Cars and Automotive Zone (DUCAMZ)

Istituita allo scopo di facilitarela ri-esportazione di veicoli automobilistici verso i mercati di Africa, Asia e Medio Oriente ed, essendo soggetto all’amministrazione della JAFZA, è soggetta alle relative norme e regolamentazioni.

Il Dossier contiene anche una serie di casi aziendali:

  • AluK Group Spa
  • Artemide Spa
  • Belleli Energy Srl
  • De Franceschi Spa Monfalcone
  • Doimo Contract
  • Faber Spa
  • Gruppo Interna Spa
  • Gruppo ISEO
  • Pasta Zara Spa
  • Pedrollo Spa.

Dossier (formato Pdf)


Paese: Emirati Arabi Uniti