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Opportunità di investimento in Arabia Saudita

Interprofessional Network ha predisposto, su richiesta del Ministero dello Sviluppo Economico, un dossier sull’Arabia Saudita. Pubblichiamo una sintesi del capitolo dedicato alle opportunità di investimento.

La sfida per le imprese italiane che operano in Arabia Saudita risiede non solo nel consolidare l’export tradizionale di macchinari e attrezzature e nel soddisfare la domanda dei consumatori di fascia alta per i gioielli, l’abbigliamento di marca, le auto di lusso, l’interior design, ma anche nel mettere a disposizione know how nei settori oggetto delle strategie di privatizzazione, quali le costruzioni, le telecomunicazioni, l’energia, le risorse idriche e la formazione amministrativa. Esistono buone opportunità di affari per le aziende italiane anche nel settore della logistica, della sanità e della tutela ambientale.

1. Quadro generale dell’economia

Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale sull’Arabia Saudita indicano una crescita del PIL per il 2010 del 3,4%, per il 2011 del 4,5% e per il 2012 del 4,4%.

Il settore petrolifero costituisce in media il 35% del PIL nazionale. Circa il 68% delle esportazioni del Paese sono rappresentate dal greggio, distribuito - secondo i dati forniti dal ministero del Petrolio e delle Risorse Naturali - per il 57% in Asia ed Estremo Oriente, per il 22,5% in America del Nord e per il 12% nell’Europa Occidentale. Nel corso del 2009 l’export del greggio è però risultato in calo del 45%.

A dicembre 2005 l’Arabia Saudita è entrata nel WTO, mentre a dicembre 2007 è entrata a far parte del GPA (WTO Committee on Governement Procurement) come membro osservatore.

Il 1° dicembre 2009 è entrato in vigore il trattato contro le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio per prevenire le evasioni fiscali tra Arabia Saudita e Italia.

Ad oggi l’Accordo di Libero Scambio tra l’UE e la CCG (Cooperazione del Golfo) è in una fase di stallo. Questo impedisce, di fatto, da un lato l’ingresso di merci saudite nell’Unione e dall’altro l’inserimento nei settori strategici dell’Arabia Saudita, quali le telecomunicazioni o i servizi finanziari, della controparte europea.

La legge sugli investimenti stranieri consente agli investitori esteri di poter possedere il 100% di aziende industriali locali, oltre che le proprietà del terreno e dell’immobile pertinenti all’impresa e di ottenere gli stessi incentivi di cui godono le società saudite. Gli investimenti diretti hanno raggiunto nel 2008 i 38 miliardi di USD (nel 2003 la cifra si aggirava sui 778 milioni di USD).

Secondo i dati forniti da SAGIA (Saudi Arabian General Investment Authority), nel 2008 gli investimenti diretti hanno visto primeggiare gli Emirati Arabi Uniti (5.873 mln USD) e gli USA (5.199 mln USD);  l’Italia ha registrato investimenti per 687 mila USD concentrati nei tradizionali settori del petrolchimico, dell’edilizio e dell’alimentare.

L’Arabia Saudita ha iniziato anche un processo di “snellimento” della burocrazia, rendendo più semplici le norme per l’avviamento e la conclusione di un’attività commerciale con la riduzione dell’80% dei costi amministrativi e riducendo a tre i giorni per il conseguimento di una licenza.

2. Opportunità di investimento

La posizione strategica tra Asia, Europa e Nord America costituisce un significativo vantaggio in termini di competitività permettendo un facile accesso a molti promettenti mercati.

Settore energetico

L’Arabia Saudita è il paese con le maggiori riserve di petrolio a livello mondiale. Nel settore energetico vasti capitali vengono stanziati per finanziare nuove capacità produttive e ampliare le strutture già esistenti. La previsione dei tassi di utilizzazione delle raffinerie superano l’86% nel 2010 con una domanda di 93.000 milioni di USD destinata a raddoppiare entro il 2030.

La Saudi Aramco – il maggior produttore di greggio al mondo, con sede a Dhahran – ha preso accordi con partner esteri per lo sviluppo di tre nuove raffinerie per prodotti destinati all’esportazione con una spesa di 18.000 milioni di USD e sta programmando una serie di espansioni e aggiornamenti delle sue raffinerie esistenti. L’adozione delle ultime tecnologie consentirà di mitigare l’impatto ambientale rispetto agli impianti meno recenti.

Settore petrolchimico

L’Arabia Saudita è l’undicesimo fornitore di petrolchimici al mondo, provvedendo per il 7-8% della fornitura totale ed è l’unico paese del GCC (Gulf Cooperation Council) ad aver aperto il proprio settore petrolchimico agli investimenti privati.

Il potenziamento delle forniture da parte delle nuove raffinerie e l’aumento degli investimenti in diversi composti chimici stanno trasformando il settore petrolchimico saudita (vi sono progetti per diversificare il portafoglio petrolchimico in prodotti complessi e peculiari, quali specialità chimiche e termoplastiche per applicazioni ingegneristiche).

Settore dei fertilizzanti

Grazie alla vicinanza ai mercati asiatici emergenti e alla disponibilità locale di fattori di produzione essenziali per la realizzazione dei fertilizzanti (fosfati, zolfo, acido solforico, acido fosforico e potassio), l’Arabia Saudita sta consolidando la propria leadership mondiale.

Per i produttori di fertilizzanti azotati, la disponibilità di gas naturale a basso prezzo è un forte vantaggio competitivo, dal momento che le materie prime possono contribuire fino al 90% ad abbassare i costi totali di produzione.
Attualmente il consumo mondiale di azoto, potassio e di fertilizzanti a base di fosfati ammonta a circa 154 milioni di tonnellate, con una crescita annua dal 2000 compresa tra il 2,5% e il 5%. Tale tasso è previsto in continua crescita.

Settore dell’elettricità e dell’acqua

Il repentino aumento della popolazione e lo sviluppo urbanistico e industriale hanno comportato una situazione di elevata domanda per quanto attiene all’elettricità e all’acqua, ma a fronte di limitati mezzi.

Con nuove centrali elettriche e impianti di desalinizzazione in corso di realizzazione, gli operatori in Arabia Saudita possono godere del più alto rendimento annuale al mondo, con forti margini di profitto. La privatizzazione del settore creerà ulteriori e interessanti opportunità di investimento.

Estrazione e lavorazione dei metalli

Con il più grande giacimento di risorse minerarie del Medio Oriente (bauxite, fosfati, zinco, rame e oro) l’estrazione e la lavorazione dei metalli in Arabia Saudita è un nuovo settore in crescita. Il basso costo dell’energia offre inoltre un importante vantaggio competitivo.

La crescita del settore delle costruzioni in tutto il Medio Oriente sta generando una forte domanda di acciaio necessario per la costruzione delle città finanziarie e per altri progetti di sviluppo. Inoltre la nuova disciplina in materia di estrazione metallifera aprirà le porte alle riserve nazionali, abbasserà i costi e faciliterà l’estrazione. Gli investitori minerari apprezzeranno anche la riduzione del 20% del proprio debito di imposta.

Settore dei trasporti e logistica

La posizione strategica e lo sviluppo delle infrastrutture su larga scala fanno dell’Arabia Saudita uno dei primari centri di attività logistica e di trasporto al mondo. La disponibilità di carburante a basso costo è uno dei fattori chiave che rende l’Arabia Saudita un sito ideale per centralizzare le attività logistiche ad alto consumo energetico.

Il Paese già vanta numerose rotte, sia via terra che via mare, per l’Europa dell’Est, il subcontinente indiano, il Medio Oriente, il Nord Africa, oltre che l’Asia dell’Est. È prevista una crescita annuale del 4-5% relativa alla domanda saudita per il trasporto nazionale, mentre per i flussi internazionali è prevista una crescita del 5% e del 7-8%, rispettivamente per il trasporto aereo e per quello via mare.

Gli attuali progetti infrastrutturali includono il rinnovamento di aeroporti e un massiccio sviluppo ferroviario quali per esempio la monorotaia Medina-Mekkah, il Land Bridge e la Mineral Line nord-sud.

Information and communication technology

Con più di 27 milioni di consumatori e numerose multinazionali, l’Arabia Saudita è il maggiore mercato nel settore dell’ICT dell’area mediorientale (le compagnie saudite delle telecomunicazioni e della tecnologia dell’informazione rappresentano, rispettivamente, più del 55% e del 51% del totale dei mercati del Medio Oriente).

Dal 2001 si è registrato un aumento della spesa per il settore ICT di più del 10%. Inoltre, è in atto una liberalizzazione del settore, con il conseguente aumento della competitività, dei livelli di servizio e del consumo. Il paese ha intrapreso un piano ventennale che permetterà una diffusa adozione di tecnologie e telecomunicazioni in tutte le famiglie e le aziende del Paese.

I vantaggi che derivano dalla localizzazione in un centro tecnologico che serve più di 350 milioni di persone di madrelingua araba, permettono eccellenti operazioni su larga scala.

Infine, i software e i contenuti dei providerusufruiscono di un ambiente sicuro per la commercializzazione, grazie a i significativi progressi effettuati dal Ministero del Commercio e dalla Communications and Information Technology Commission(CITC) inmateria di regolamentazione della protezione dei diritti intellettuali.

Settore della sanità

L’Arabia Saudita costituisce il maggiore mercato medio orientale di consumo del settore sanitario. Con il crescere dell’età della popolazione aumenteranno le opportunità per gli investitori di beneficiare dei nuovi sviluppi in materia di assistenza sanitaria (il numero di posti ospedalieri passerà dagli attuali 51.000 ai 70.000 nel 2016 e il numero di ospedali passerà da 364 a 502).

Aiutato da ampie eccedenze di budget, il settore pubblico sta effettuando investimenti per supportare le forniture sanitarie e i settori complementari quali il settore della ricerca scientifica. Tali investimenti richiedono forti contributi da parte del settore privato così come una forte presenza privata in tutto il settore sanitario, al fine di sostenere e capitalizzare la domanda prevista.

Settore delle scienze naturali e della ricerca

L’Arabia Saudita è determinata a diventare un leader a livello regionale nel settore farmaceutico, delle attrezzature mediche e agro chimiche. Per incoraggiare le attività di Ricerca e Sviluppo il Paese offre significativi finanziamenti per lo sviluppo e sovvenzioni per la ricerca.

L’Arabia Saudita è impegnata a sostenere una crescente attività scientifica con un abbondante apporto di laureati altamente qualificati nei settori scientifici e tecnici.

3. L’interscambio commerciale Italia Arabia saudita

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, l’Italia ha perso alcune posizioni in Arabia Saudita a causa della crisi economica:

  • nel 2008 il Belpaese occupava il quinto posto tra i principali fornitori del regno saudita, con una percentuale del 4,86% sulle importazioni totali di Riyād e l’ottavo posto come Paese importatore, con una quota del 2,05%
  • nel 2009 l’Italia è scesa al nono posto come Paese esportatore e al quindicesimo come importatore.

I dati ISTAT, aggiornati a luglio 2010, mostrano come l’interscambio commerciale tra il nostro Paese e l’Arabia Saudita abbia registrato nel corso del 2009 un forte calo, con un valore delle esportazioni pari a 2.445 milioni di euro (rispetto ai 3.316 mln di euro del 2008) e delle importazioni pari a 1.963 milioni di euro (rispetto ai 4.276 mln di euro del 2008), mantenendo comunque un saldo positivo della nostra bilancia commerciale.

Secondo i dati ITC (International Trade Center) l’export italiano ha registrato un radicamento su prodotti quali i reattori nucleari, le caldaie, le macchine, gli apparecchi e i congegni meccanici (per un valore di 16.050 milioni di dollari USD) e sul settore degli autoveicoli (13.162 mln di dollari USD).

Il dossier è arricchito dai seguenti casi aziendali:

  • ArtemideSpa
  • Belleli Energy Srl
  • Faber Spa
  • Gruppo Sinco Spa
  • ITC – Italcementi Group
  • Pasta Zara Spa
  • Pedrollo Spa.

Dossier Arabia Saudita


Paese: Arabia Saudita