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Turchia: partner strategico per l’Italia

Nel corso della Conferenza “Turchia 2020: l’economia, la società, la politica estera” - organizzata a Milano da Promos, Centro italiano per la pace in Medio Oriente e UniCredit - sono emerse interessanti riflessioni sul Paese che, entro il 2023, diventerà una delle prime 10 potenze mondiali in termini di Pil.

Negli ultimi 15 anni la progressiva integrazione con l’Europa ha avuto un ruolo importante nel sostenere la crescita economica turca. Basti ricordare che nel decennio 2002-2011 gli IDE provenienti dai paesi UE sono stati pari a 70 miliardidi  USD (il 77% degli IDE totali affluiti in Turchia) e gli IDE turchi nei paesi UE sono stati pari a 10 miliardi USD (il 64% degli IDE totali della Turchia).

Il peso decisivo degli investimenti provenienti dai paesi UE evidenzia come l’integrazione economica con la UE sia destinata a rimanere il fattore dominante nelle prospettive economiche della Turchia (linterscambio Turchia-UE è stato, nel 2012, di 146,6 miliardi di dollari con 87 miliardi di importazioni e 59 miliardi di esportazioni dal lato UE).

Malgrado questa forte interdipendenza economica, negli ultimi due anni i negoziati di adesione all’UE si sono bloccati (su trentacinque capitoli negoziali la Turchia ne ha aperti soltanto tredici e chiuso solo uno, mentre i restanti diciotto sono bloccati dai veti incrociati di Cipro e Francia, a causa del rifiuto turco di aprire i porti e gli aeroporti al traffico proveniente dalla parte greca dell’isola). Contemporaneamente negli ultimi tempi è cresciuta l’integrazione economica della Turchia con l’area MENA (Middle East and North Africa) anche grazie agli accordi di libero scambio siglati con Autorità Palestinese, Egitto, Giordania, Marocco, Siria e Tunisia.

Nonostante la reputazione dell’Unione europea sia stata compromessa dalla cattiva gestione della crisi dell’euro, negli primi mesi del 2013 il dialogo Ue - Turchia sembra essersi riavviato:

  • da un lato la Turchia, vede nel mondo Occidentale e nella vicina Europa un importante alleato per arginare il pericolo Siria e per dialogare con Israele
  • dall’altro l’Europa, alle prese con una crisi che sembra non aver fine, non vuole rinunciare a uno sbocco commerciale così interessante come quello turco (il Pil pro capite è passato, in termini nominali, dai 3 mila $ del 2001 agli oltre 10 mila $ del 2011, con un aumento del 48% in termini reali).

La crescita economica turca e l'interscambio con l'Italia

Dal 2001 al 2011 il Pil della Turchia è cresciuto in media del 5,3% l’anno in termini reali; il Pil è aumentato, nel 2011, dell’8,5% (il secondo a livello mondiale dopo la Cina) e nel 2012 del 2,2%.

Il Paese ha dimostrato una notevole stabilità economica nel corso della crisi finanziaria internazionale del 2008 e 2009 e ha introdotto, nel 2010, una riforma costituzionale in linea con gli standard europei.

Nella valutazione delle prospettive economiche turche gli analisti si stanno interrogano sul reale grado di vulnerabilità dell’economia turca che si caratterizza per le seguenti debolezze strutturali: elevato fabbisogno finanziario estero, disavanzo della bilancia dei pagamenti correnti e della bilancia commerciale e alta disoccupazione.

La Turchia è un polo produttivo europeo (ad esempio, auto e elettrodomestici) e rappresenta:

  • il più importante partner commerciale per l’Italia nell’area mediterranea
  • nel 2012 l’Italia si è confermata come secondo partner economico a livello europeo della Turchia, dopo la Germania, con un interscambio pari a 19,7 miliardi di USD (uno dei maggiori avanzi commerciali bilaterali registrati dall’Italia)
  • una meta privilegiata degli IDE italiani (sono più di 1.000 le nostre imprese attive in Turchia) che nel 2012 sono stati pari a 178 milioni di USD con un +60% rispetto al 2011.

Anche i rapporti economici tra Lombardia e Turchia sono particolarmente intensi. Secondo l'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Milano:

  • è lombardo un quarto dell’intero interscambio nazionale con la Turchia
  • dei 1.907 imprenditori turchi attivi in Italia, 438 hanno scelto di insediarsi in  Lombardia (la maggior parte a Milano).

La Lombardia, nel 2012, ha esportato verso la Turchia merci per 2,6 miliardi di euro (+4,3% rispetto all’anno precedente). Le voci più importanti dell’export lombardo sono: macchinari ed apparecchi, prodotti chimici e metalli di base.


Paese: Turchia