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Previsioni economia USA

L’11 dicembre 2012 il Centro studi Confindustria ha pubblicato delle previsioni sull’economia statunitense di cui riportiamo una sintesi.

Il PIL USA nel terzo trimestre 2012 è aumentato, rispetto al secondo trimestre del 2,7%, grazie al contributo, in particolare, della spesa delle famiglie e dalla spesa pubblica. Ha inoltre accelerato la crescita degli investimenti residenziali (+14,2% da +8,5% nel secondo).

La debolezza delle esportazioni (-1,1%, -0,2% i soli beni) e degli investimenti in macchinari e software, passati da un ritmo di crescita del 18,3% nel terzo trimestre 2011 al -2,7%, è invece da imputare, rispettivamente, al rallentamento dell’economia globale e all’incertezza sulla futura politica di bilancio.

I dati del terzo trimestre confermano che la ripresa americana dipende in modo cruciale dall’andamento dei consumi, rimasti piuttosto vivaci. La fiducia dei consumatori, sostenuta dalla ripresa dell’immobiliare e dell’occupazione, è salita in novembre ai massimi dal febbraio 2008 e continua a stimolare la spesa.

Tuttavia, l’aumento dei consumi non è stato finora sostenuto da un pari aumento dei redditi ed è tornato così a ridursi il tasso di risparmio, sceso al 3,4% del reddito disponibile in ottobre, dal 4,1% di giugno. Nel corso del 2012, il reddito disponibile reale è infatti progressivamente rallentato, passando da un +0,9% nel primo trimestre a un +0,1% nel terzo; in ottobre la variazione è stata addirittura negativa (-0,1% su settembre).

Condizioni molto favorevoli all’acquisto di case continueranno a spingere gli investimenti residenziali. In ottobre i dati sulle vendite di abitazioni nuove, oltre il 17% in più rispetto a un anno prima, ed esistenti (oltre il 10%) confermano la ripresa del settore, dove i prezzi (+0,4% a settembre) sono in graduale ma costante aumento dallo scorso febbraio.

Un’ulteriore significativa contrazione degli investimenti in macchinari e nuovi impianti è, invece, attesa già dal trimestre in corso, a causa dell’incertezza sulle politiche di bilancio, consistenti in aumenti di tasse e tagli di spesa che scatterebbero automaticamente dal primo gennaio 2013 a meno di interventi da parte del Congresso.

Il crollo degli ordini di beni capitali esclusa difesa e autoveicoli nel terzo trimestre (-6,6%, ma +1,7% in ottobre) conferma l’estrema cautela delle imprese, che rinviano acquisti di macchinari e attrezzature e assunzioni di fronte alla concreta possibilità di una significativa contrazione della domanda interna.

Nell’ipotesi realistica di un compromesso politico che eviti il fiscal cliff, la crescita dell’economia americana nei prossimi anni sarà limitata da una politica fiscale moderatamente restrittiva, dal processo di deleveraging dei debiti privati ancora lontano dal concludersi e da un tasso di disoccupazione strutturale più elevato che in passato.

Dopo un marcato rallentamento nel trimestre in corso, anche per gli effetti dell’uragano Sandy, il PIL americano accelererà nuovamente a partire dal primo trimestre 2013 (+2% annualizzato; grafico 1.26).

In media d’anno, il PIL crescerà del 2,2% quest’anno e dell’1,8% nel 2013. Nel 2014 accelererà al 2,4%, ritmo comunque inferiore al potenziale che veniva stimato prima della crisi finanziaria del 2008-2009.

Fonte: Confindustria “Scenari economici n. 16” (11 dicembre 2012)


Paese: USA