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Ocse: a zero la “black list”, Brasile e Indonesia entrano nella “white”

L’Ocse ha aggiornato il 3 giugno 2010 l'elenco degli Stati "trasparenti".
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L'obiettivo dell'adeguamento agli standard internazionali e della collaborazione fra Stati passa attraverso il costante recepimento delle nuove regole internazionali e la sottoscrizione di intese bilaterali per lo scambio di informazioni e contro le doppie imposizioni fiscali secondo gli standard Ocse 2005.

Belize, Isole Cook, Liberia, Isole Marshall, Montserrat, Nauru, Niue, Panama, Vanatu, Brunei, Costa Rica, Guatemala, Filippine e Uruguay sono le 14 giurisdizioni che, in base all'ultimo Rapporto dell'Organizzazione con sede a Parigi, ancora figurano nella cosiddetta lista grigia sotto la voce tax haven e centri finanziari.
Questi Stati, secondo l'Ocse, pur avendo sottoscritto accordi bilaterali per gli scambi delle informazioni fiscali nel rispetto degli standard internazionali, non li hanno ancora sostanzialmente applicati.

Brasile e Indonesia hanno raggiunto la fatidica lista bianca nella quale figurano ben 74 Paesi che rispettano gli standard internazionali fissati in sede Ocse. Tra questi figurano anche San Marino, Principato di Monaco, Svizzera, isole Cayman e Bermuda.

A zero invece la lista nera nella quale non compare più nessuno Stato.

  • Lista bianca (Stati, territori o giurisdizioni che hanno seguito le regole internazionali, stipulando almeno 12 accordi conformi a queste regole)
  • Lista grigia (elenco di Stati, territori o giurisdizioni che si sono impegnati a rispettare gli standard internazionali, ma che hanno siglato meno di dodici accordi)
  • Lista nera (elenco di Stati, territori o giurisdizioni che non si sono impegnati a rispettare gli standard internazionali).

Report Ocse

Gianluca Di Muro
In collaborazione con www.fiscooggi.it