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Francia: novità sui termini di pagamento

Con la legge 2008-776 “per la modernizzazione dell’economia” del 4 agosto 2008 il legislatore francese ha introdotto interessanti novità in materia di termini di pagamento per gli acquirenti professionali e i distributori che acquistano merci e servizi da fabbricanti, rivenditori e fornitori di servizi francesi.

La Loi de modernisation de l’économie (detta anche LME) per ridurre i termini di pagamento in Francia (pari in media a 67 giorni, mentre la media europea è di 57 giorni) ha introdotto nel Codice commerciale francese:

  1. tetti massimi ai termini di pagamento
  2. un aumento dell’importo minimo delle penali per pagamento tardivo.

I nuovi termini di pagamento e gli importi delle penali per ritardato pagamento sono applicabili ai contratti conclusi a partire dal 1° gennaio 2009.

1. Plafond dei termini di pagamento

Nel diritto francese - fatti salvi i termini inderogabili di pagamento stabiliti per le derrate alimentari e i trasporti - in assenza di un accordo tra le parti o di una stipulazione delle condizioni generali di vendita sul termine di pagamento, quest’ultimo è di 30 giorni dalla data di ricevimento della merce o di realizzazione della prestazione convenuta.

La LME ha fissato un tetto massimo ai termini di pagamento definiti tra le parti: non potranno superare 45 giorni “fine del mese” o 60 giorni dalla data d’emissione della fattura.

A determinate condizioni e al fine di tener conto delle specificità di determinati comparti industriali o commerciali, accordi professionali settoriali potranno derogare a tali plafond aumentandoli temporaneamente, riducendoli o prevedendo che la data di inizio di tali termini è la data della consegna delle merci o di realizzazione della prestazione.

2. Importo delle penali per ritardato pagamento

Nel diritto francese le condizioni di pagamento convenute o previste dalle condizioni generali di vendita e la fattura del fornitore devono precisare le condizioni di applicazione e il tasso di interesse delle penali di ritardo, che sono esigibili, in caso di ritardato pagamento, il giorno seguente la data di pagamento indicata sulla fattura.

Fino all’entrata in vigore della LME, il tasso minimo delle penali applicabili agli acquirenti professionali in caso di mancato pagamento alla data stabilita era di 1,5 volte il tasso dell’interesse legale.
La LME ha alzato il tasso minimo di tali penali a 3 volte il tasso d’interesse legale. In Francia il tasso d’interesse legale per il 2009 è pari al 3,79% e quindi ad oggi l’importo minimo delle penali è di 11,37%.

In assenza di una stipulazione nelle condizioni generali di vendita o nell’accordo tra le parti o nella fattura del venditore, il tasso delle penali per il ritardato pagamento, in applicazione della LME, è uguale al più recente tasso applicato dalla Banca Centrale Europea alle sue operazioni di rifinanziamento aumentato di 10 punti (e non più, come in passato, di 7 punti).

Tale tasso figura sul sito internet della BCE ed è ad oggi del 2%. Di conseguenza, in assenza di un accordo tra le parti sull’importo delle penali, il tasso d’interesse delle penali di ritardo è ad oggi pari al 12%.

Le nuove norme sui termini di pagamento e l’importo delle penali per pagamento tardivo si applicheranno anche agli ordini detti “aperti” (cioè senza un impegno fermo sulla quantità dei prodotti o sulle date di realizzazione delle consegne o delle prestazioni) che saranno emessi posteriormente al 1° gennaio 2009.

3. Sanzioni

Dal 1° gennaio 2009 sarà considerata una pratica abusiva il fatto di imporre ad un partner commerciale condizioni di pagamento che non rispettino il plafond fissato dalla legge (60 giorni o 45 giorni “fine del mese”) o che deroghino, in sfavore del creditore e senza un motivo oggettivo, al termine di pagamento suppletivo dei 30 giorni.
In particolare, sarà considerato abusivo il fatto per il debitore di richiedere al creditore, senza una giustificazione oggettiva, di ritardare la data d’emissione della fattura.

Qualsiasi persona che possa giustificare un interesse, ma anche il ministro dell’Economia, potrà far valere queste disposizioni per far rispettare i termini di pagamento convenuti o legali. In particolare, tali soggetti potranno introdurre un’azione innanzi il giudice civile o commerciale competente per richiedere il risarcimento del danno, far ordinare la cessazione delle pratiche abusive e pronunciare ammende civili fino all’importo di 2 milioni euro.

Qualora invece le parti non abbiano convenuto il termine di pagamento e il termine suppletivo di 30 giorni non sia rispettato, il contravvenente si espone all’applicazione di una sanzione penale (un’ammenda fino a 15.000 euro per le persone fisiche e a 75.000 euro per le persone giuridiche). Tale sanzione si applica anche nel caso in cui le condizioni di pagamento non indichino le modalità di applicazione e l’importo delle penali per ritardato pagamento.

4. Applicazione del plafond dei termini di pagamento nei contratti internazionali

L’applicazione di tali nuove disposizioni sui termini di pagamento ai contratti internazionali (per esempio contratti di vendita o di distribuzione tra un venditore italiano ed un acquirente francese) si impone nel caso in cui tale contratto sia disciplinato dal diritto francese.

Tuttavia, è probabile che nel futuro i tribunali si pronuncino sulla natura di “norma di applicazione necessaria” del tetto massimo dei termini di pagamento introdotto dalla LME, ai sensi dell’art. 7 della Convenzione di Roma del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (o dell’art. 9 del Regolamento CE 593/2008 detto «Roma I», che si applicherà ai contratti conclusi dopo il 17 dicembre 2009).

In questo caso e per i contratti di vendita non soggetti al diritto francese, ma disciplinati dal diritto di un altro Paese dell’UE, per esempio il diritto italiano, in cui uno dei contraenti sia francese, un giudice transalpino potrebbe considerare che l’acquirente deve rispettare il plafond dei termini di pagamento vigenti nel diritto francese.

Tale è il punto di vista della DGCCRF francese (Direzione Generale della Concorrenza, del Consumo e della Repressione delle Frodi), la quale ha già indicato che verificherà che creditori francesi non si vedano imporre termini di pagamento anormalmente lunghi da parte dei loro debitori, in particolare da coloro che utilizzeranno centrali di pagamento all’estero con l’unico scopo di evitare l’applicazione delle norme francesi (si veda a questo riguardo link).

Arianna Righi
 


Paese: Francia