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Il pagamento a mezzo assegno

Nonostante lo sviluppo di strumenti informatici e telematici è ancora molto frequente il caso di pagamenti a mezzo assegni inviati direttamente dagli acquirenti al fornitore o consegnati allo spedizioniere al momento del ritiro della merce.

L'assegno ricevuto dall'esportatore a pagamento della fornitura, viene, nella generalità dei casi, consegnato ad una banca con cui lo stesso intrattiene un rapporto di conto, con le istruzioni di:

  • negoziarlo accreditando l'importo sul proprio conto corrente
  • inviarlo alla banca estera su base di incasso.

La banca a cui l'operatore consegna l'assegno raccoglierà la firma sul retro dello stesso e, sulla base delle istruzioni ricevute, procederà alla negoziazione o all'invio su base di incasso.
Questa forma di pagamento, usata soprattutto nei rapporti con partner di Paesi europei, presenta però alcuni rischi di cui non sempre gli operatori sono consapevoli. Proviamo ad esaminarli.

1. L'accredito non è definitivo in quanto, a differenza del bonifico bancario che dà al beneficiario una disponibilità immediata dei fondi, l'assegno è soltanto un mezzo per ottenere un trasferimento. Per il venditore che ne entra in possesso il pagamento non è ancora assicurato, in quanto la banca italiana accrediterà l'importo dell'assegno salvo buon fine (sbf) con valuta di accredito (che varia da 10 a 20 giorni) a partire dalla data di negoziazione dell'assegno, riservandosi quindi il diritto di riaddebitare (magari dopo molto tempo) l'importo al presentatore, se l'assegno stesso non viene onorato (per qualsiasi motivo) dalla banca trattaria (e perciò dal cliente).

2. E’ diverso il regime giuridico in quanto, in molti Paesi esteri, l'assegno ha spesso una configurazione giuridica diversa da quella che ha in Italia. Ad esempio, il "protesto", in molti Paesi, non è altro che una dichiarazione di mancato pagamento fatta con atto pubblico da cui non discendono le pesanti conseguenze previste dalla disciplina in materia vigente in Italia.

In molte nazioni l'assegno, inoltre, non costituisce titolo esecutivo, ma solo probatorio, di legittimazione, con la conseguenza che il pagamento può essere bloccato dal cliente con una semplice richiesta di "stop payment", come può accadere, ad esempio, in Germania, negli Stati Uniti ed in altri Paesi che si ispirano al diritto anglosassone. In particolare, nel Regno Unito e negli Stati Uniti l'assegno non ha la caratteristica dell'autonomia, tipica della normativa italiana. Pertanto, a fronte di contestazioni sulla fornitura a cui l'assegno si riferisce, il pagamento può essere bloccato dal cliente fin tanto che non sia risolta la controversia.

3. Compatibilità con la normativa valutaria del Paese del compratore che, in alcuni casi (non certo nei Paesi dell'UE) può vietare l'utilizzo di questo strumento di pagamento.