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EAC
La Comunità dell'Africa orientale - che riunisce Kenya, Uganda, Tanzania, Ruanda e Burundi - ha firmato a fine 2009 una partnership economica con l'Unione Europea per eliminare progressivamente i dazi e le quote sugli scambi dei due blocchi.

EORI
Il codice EORI consiste in un numero alfanumerico di max 15 caratteri attribuito dalle singole amministrazioni doganali europee agli operatori economici comunitari ed extracomunitari (persone fisiche o giuridiche) che svolgono operazioni rilevanti ai fini doganali in ambito UE. Tale sistema di attribuzione di un unico numero di identificazione valido a livello comunitario è stato introdotto con il Reg. CE 312/2009. Con nota n. 90673 dell’8 ottobre 2010, l’Agenzia delle Dogane ha emanato ulteriori istruzioni operative per l’utilizzo del codice EORI nelle dichiarazioni doganali, obbligatorio a partire dal 1° luglio 2010 per tutti i Paesi comunitari.

ESPORTATORE AUTORIZZATO
Gli esportatori possono attestare l’origine preferenziale del prodotto mediante la richiesta di emissione del certificato EUR 1, ovvero mediante dichiarazione su fattura. La dichiarazione su fattura può essere apposta da qualsiasi operatore economico per le esportazioni di valore inferiore a 6.000 euro, esclusivamente dagli esportatori autorizzati per le esportazioni di valore superiore a 6.000 euro. Lo status di esportatore autorizzato è quindi un beneficio che permette all’operatore di poter attestare l’origine preferenziale direttamente sulla fattura indipendentemente dal valore della merce esportata. Per ottenere tale autorizzazione l'esportatore deve soddisfare due requisiti: effettuare frequenti esportazioni e offrire garanzie soddisfacenti per l’accertamento del carattere originario dei prodotti.

ESPORTAZIONE
E' il regime doganale che consente alle merci comunitarie di uscire dal territorio doganale comunitario.
In generale le merci in uscita non sono soggette ai dazi doganali comunitari e sono considerate non imponibili ai fini IVA. Per le merci soggette ad accise è prevista la restituzione d'imposta.
Alla dichiarazione doganale di esportazione corrisponde la sigla EX1 per spedizioni verso Paesi terzi non Efta, la sigla EU1 per spedizioni verso Paesi Efta (Svizzera, Liechenstein, Norvegia ed Islanda).

E-UCP
A integrazione delle Norme ed usi uniformi relativi ai crediti documentari (UCP), la Camera di Commercio Internazionale ha previsto l'utilizzo delle e-UCP, che regolano la presentazione per via elettronica dei documenti.
Anche le e-UCP, per essere applicabili e vincolanti, devono essere specificamente richiamate nel credito.

ECOWAS / CEDEAO www.ecowas.int
La Comunità Economica degli Stati dell'Africa dell'Ovest, fondata nel 1975, riunisce 16 Paesi: Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d'Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo. Obiettivi di lungo termine: la realizzazione di un mercato comune e di una moneta unica.

EURIBOR
European Interbank Offered Rate. Tasso di interesse di riferimento sui mercati internazionali.

EXPORT CONTROL SYSTEM
Il sistema ECS (export control system) - introdotto dalla Comunità europea con il regolamento 1875/2006 - offre alle amministrazioni doganali la possibilità di controllare le operazioni di esportazione tramite un sistema elettronico di scambio dei dati tra l'ufficio doganale di esportazione e l'ufficio doganale di uscita dal territorio doganale della Comunità e consente la gestione della dichiarazione di esportazione anticipata di uscita e della dichiarazione sommaria di uscita.
Dal 1° luglio 2009 è obbligatorio presentare in dogana per via telematica le dichiarazioni di esportazione, di esportazione abbinata al transito, di transito e del carnet TIR, in procedura ordinaria e di domiciliazione.
Oltre all’obbligo dell’invio di tali dichiarazioni in formato elettronico, l’altra novità consiste nella loro compilazione con i dati/sicurezza, indicati nell’Allegato 30 bis al Reg. (CEE) n. 2454/1993, che vanno riportati anche nelle dichiarazioni di transito in uscita. In questo modo è completata la seconda fase dell’ECS (esportazione) e la quarta fase dell’NTCS (transito). Resta facoltativa, fino al 31 dicembre 2010, soltanto la presentazione delle dichiarazioni sommarie di entrata e di uscita.

EXW
Nella nuova edizione degli Incoterms 2010 viene suggerito di utilizzare il termine di resa EXW solo nei contratti di contenuto domestico perchè in quelli internazionali è più appropriata la regola Free carrier. Viene inoltre esplicitamente previsto che nel caso in cui il venditore, pur non avendo alcun obbligo al riguardo, provveda perchè in posizione migliore (disponibilità di mano d’opera ed equipaggiamenti) alle operazioni di carico della merce, lo fa a spese e rischi dell’acquirente. Il termine di resa EXW non consente di controllare nè il trasporto nè l’operazione doganale.
Chi ha continuato, anche dopo l’avvio dell’automazione del visto uscire sulle bollette doganali, a vendere con resa Exw  si può trovare nella situazione di non poter conoscere gli estremi della dogana che ha provveduto alla emissione della bolletta export, la sola in possesso della dichiarazione “appurata”.