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Vettore e problematiche assicurative

Consideriamo la responsabilità del vettore incaricato del trasporto in relazione alle problematiche assicurative.

Per quanto riguarda le cose oggetto del trasporto, il vettore (intendendosi per tale sia colui che lo esegue materialmente sia chi assume l'obbligo di eseguirlo, anche se con mezzi di terzi) è responsabile della loro perdita e/o avaria dal momento in cui le riceve fino a quello in cui le riconsegna al destinatario, se non è in grado di provare che la perdita o l'avaria sono derivate:

  • da caso fortuito
  • ovvero dalla natura o dai vizi delle cose
  • dal loro imballaggio
  • dall'operato del mittente o del destinatario
  • a circostanze che il vettore stesso non poteva evitare e alle cui conseguenze non poteva ovviare.

In altre parole, il vettore che assume l'incarico del trasporto assume anche la responsabilità dello stesso ed è quindi presunto responsabile di tutto quanto accade alle merci durante l'esecuzione del trasporto.
Ciò significa quindi che è a carico del vettore la prova liberatoria, cioè dimostrare la sua estraneità al fatto che ha provocato il danneggiamento delle cose trasportate.

Se è vero che esiste questo onere a carico del vettore, è altrettanto vero che questi può invertire l'onere ponendolo a carico del reclamante. La presunzione di responsabilità cessa con la consegna della merce nel luogo definito come termine del trasporto (magazzino del destinatario, porto, aeroporto, stazione ferroviaria, eccetera) e all'atto della consegna il ricevente deve operare nel rispetto delle normative previste dalla legge applicabile al trasporto, ponendo il vettore nella condizione di presunto responsabile, ovvero facendo presente al vettore lo stato della merce nei termini previsti dalla norma convenzionale applicabile a quel determinato trasporto.

Il mancato rispetto dei termini, previsto per le riserve circa lo stato della merce, non libera automaticamente il vettore dalle proprie responsabilità, ma pone, viceversa, a carico del destinatario l'onere della prova e cioè sarà questi che dovrà fornire adeguata prova che il danno lamentato si è verificato durante il trasporto, ovvero mentre la merce si trovava sotto la custodia del vettore.

Come si è detto, con la consegna delle merci da parte del mittente al vettore si ritiene comunemente che nei confronti di quest'ultimo nasca sempre la responsabilità per la perdita o l'avaria delle merci stesse.
Dato quanto precede, ci si potrebbe domandare perché sia necessaria una copertura assicurativa-merci per il loro proprietario.
Per comprendere tale necessità, è sufficiente tenere presente che:

  • non sempre il vettore è responsabile dei danni e delle perdite alle merci
  • qualora a fronte di un danno sussista la responsabilità del vettore, in difetto della dichiarazione del valore della merce sul documento di trasporto, tale responsabilità può trovare precise limitazioni di entità.

Va detto inoltre che, mentre non è possibile in alcun modo abbassare a favore del vettore detti limiti (eventuali pattuizioni contrattuali in tal senso sono nulle), è possibile al contrario superarli indicando, prima della consegna della merce, il valore pieno della medesima e dichiarando tale valore sul documento di trasporto con il consenso del vettore, al quale dovrà essere corrisposto un nolo "ad valorem" (cioè basato su una "rate" che tiene conto del valore).
In altre parole, si può riassumere affermando che, a fronte di una dichiarazione di valore mediante pagamento del relativo nolo, il vettore a fronte di una sua responsabilità risponde per il valore integrale del carico.

Qualora a fronte di un danno sussista la responsabilità del vettore, il meccanismo riparatore del danno potrebbe anche non funzionare (per eccezioni infondate, per il ritardo oppure per inadempienza del responsabile), anche e malgrado il superamento del limite di risarcimento attraverso la corresponsione di una tariffa di trasporto più elevata.

Giovanna Bongiovanni