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Le prospettive del mercato dello shipping

Secondo il Rapporto Unicredit sul mercato dello shipping presentato al Mare Forum di Sorrento 2011 l’industria del trasporto mercantile ha sperimentato nel 2010 una crescita molto sostenuta ed è tornata a livelli superiori a quelli pre-crisi.

Tale crescita dei volumi non è ancora tale da produrre effetti positivi sul corso dei noli che resta al di sotto dei livelli pre-crisi per tutte le tipologie di navi.

La crisi mondiale ha infatti investito il settore in una fase in cui gli operatori avevano effettuato massicci investimenti per l’ampliamento e l’adeguamento della flotta. Questo eccesso di offerta caratterizza oggi il mercato e rappresenta la variabile cruciale.

Le caratteristiche intrinseche dell’industria cantieristica non consentono un pronto adeguamento della flotta, in termini di tonnellaggio e caratteristiche del naviglio, alle esigenze espresse dal mercato.

Rinfuse liquide

Il 2010 si è chiuso con un incremento dei volumi trasportati pari al 3,9% rispetto all’anno precedente. Il petrolio rappresenta la merca più rilevante, con un ‘incidenza sul totale pari a circa il 66%. Il mercato petrolifero fra il 2008 e il 2009 ha risentito di un forte eccesso di offerta che ha portato, a seguito della saturazione dei depositi terrestri, all’impiego di tanker per lo stoccaggio galleggiante.

Secondo gli analisti occorrerà attendere il 2013 – 2015 per il riassorbimento dell’eccesso di offerta connesso a una riduzione degli ordinativi che dovrebbe manifestarsi a partire dal 2012.

Carichi secchi

Questo segmento del trasporto via mare, che in termini di volumi ha risentito meno di altri della recessione economica globale, registra sia un crollo delle quotazioni dei noli marittimi sia la drastica caduta dei valori delle portarinfuse. Tale circostanza è riconducibile alla massiccia immissione sul mercato di nuove navi che la dinamica della domanda (+10,9% nel 2010) non è stata in grado di compensare. In questo contesto un effettivo riequilibrio del mercato dei carichi secchi è atteso a partire dalla seconda metà del 2012 ai primi mesi del 2014.

Nell’ambito delle rinfuse secche, le merci che hanno un peso maggiore sono i minerali di ferro e il carbone che insieme incidono per circa il 60% del totale.

A fine 2010, la flotta mondiale di portarinfuse secche risultava costituita da 8.143 unità, per un tonnellaggio complessivo pari a 536 mln tpl. A fronte di tassi di crescita medi annui, nel periodo 2006 – 2010, del 6,4% per il numero di navi e del 9,9% per la capacità di stiva, nel corso dell’ultimo anno si è registrata una significativa accelerazione con incrementi rispettivamente pari al 12,1% e al 17%.

Traffico container

Questo mercato è stato particolarmente colpito dalla crisi: fra il 2008 e il 2009 i volumi sono scesi dell’8,9% (rispetto a una flessione del traffico marittimo  complessivo del 4,3%); i prezzi hanno subito un calo compreso tra il 50% e l’80% e le shipping company hanno registrato perdite stimate nell’ordine dei 20 mld USD.

A livello geografico le ripercussioni della crisi sono state più forti per i porti europei e statunitensi. Le rotte sulle quali si segnala la flessione più marcata sono quelle trans – Atlantiche, in particolare con riferimento alla direzione ovest – est che segna un -24,2% (-17,6% sulla direzione est – ovest).

Le rotte da e per il Far – East mostrano invece una certa tenuta, in particolare con riferimento alla direzione nord – sud. Il fulcro dell’industria internazionale dei container è ormai da più di 10 anni rappresentato dall’Asia i cui porti movimentano circa il 70% del traffico mondiale. Singapore, ad esempio, gestisce volumi di traffico container pari a circa 3 volte quelli movimentati da Rotterdam, il principale porto europeo (cha da solo movimenta un traffico superiore a quello gestito dall’intero sistema portuale italiano).

Nel 2010 la ripresa è stata significativa segnando un +12,3% in termini di volumi. Permangono tuttavia problemi di oversupply che mantengono basso il livello dei noli (la flotta mondiale portacontainer è cresciuta negli ultimi 5/6 anni a tassi elevatissimi che hanno portato la capacità complessiva dai 7,3 mln TEU del 2005 ai 14,3 mln del 2010).

Per il 2011 si prevede un rallentamento dei tassi di crescita dei volumi trasportati che dovrebbero attestarsi sul 7% medio annuo, tasso di crescita che dovrebbe mantenersi fino al 2015.


Fonte: Unicredit (maggio 2011)