Filatura italiana: export 2013

L’industria italiana della filatura, dopo il -7,8% accusato nel 2012, rallenta il ritmo di caduta a -2,1%. Il fatturato di comparto dovrebbe superare i 3 miliardi di euro.

 

Filatura italiana: export 2013

La dinamica settoriale negativa accomuna sia la filatura laniera (anche se il filato di lana cardato è già tornato positivo), sia la filatura cotoniera. La filiera liniera, che nel 2012 aveva confermato l’evoluzione positiva, archivia il 2013 con una flessione del 10%.

Il valore della produzione italiana dovrebbe evidenziare un ridimensionamento del calo, segnando un -2,8%.

Nel 2013 l’export settoriale dovrebbe frenare, secondo le previsioni, al -1,8%. Complessivamente il fatturato estero settoriale dovrebbe restare al di sopra dei 900 milioni di euro.

Parallelamente l’import, dopo il crollo accusato nel 2012 (-20,3%), è stimato in flessione del 2%, corrispondente a poco più di 830 milioni di euro.

Il saldo commerciale della filatura si conferma positivo, assestandosi a 78 milioni di euro. Tuttavia, il risultato è da ascrivere in primis al filato cardato in lana (seguito da quello per aguglieria); viceversa, con riferimento ai primi nove mesi del 2013, il filato di cotone presenta un deficit con l’estero, così come il filato di lino.

Export di filati cardati

Da gennaio a settembre 2013, per i filati cardati si rileva una contrazione delle vendite estere pari al -6%, performance su cui grava soprattutto il decremento che ha colpito l’area UE, in flessione del 10,5%. L’area extra-comunitaria, in grado di assorbire il 58,7% dell’export complessivo di filato cardato made in Italy, frena invece al -2,5%.

A volume, peraltro, si accentua la divergenza tra le due macro-aree geografiche, con l’intra-UE in calo del 8,9% e l’extra-UE in aumento del 7,4%.

Hong Kong, confermandosi primo mercato di sbocco del filato cardato anche nel 2013, dopo il vigoroso incremento dello scorso anno (+21%), segna una flessione del -14,2%, corrispondente a 45,6 milioni di euro. Regno UnitoTurchia registrano un aumento rispettivamente del +4,4% e del +2,3%.

In crescita, tra i primi dieci mercati di sbocco della filatura cardata, risultano anche Germania, Tunisia e Serbia.

Contrazioni dell’export si rilevano, al contrario, verso Croazia (-18%), Romania (-31,2%), Cina (-19,9%) e Portogallo (-1,6%).

Export di filato pettinato

Le vendite estere di filato pettinato, nei primi nove mesi del 2013, mostrano un rallentamento del tasso di decremento, segnando un -2,7% rispetto al medesimo periodo del 2012.

A differenza di quanto rilevato per il filato cardato, la UE, che assorbe il 56,8% dell’export di filati pettinati, si rivela più performante (+5,8%) rispetto all’extra-UE (-12%).

Il primo mercato per valore dell’export di filato pettinato, Hong Kong, presenta, come del resto nel 2012, una flessione del -17,2%, mentre l’export diretto in Cina, al quarto posto nel ranking dell’export di comparto, cede il 1,7%. Con riferimento, invece, a mercati di breve raggio, cresce l’export verso la Romania (+9,7%) e la Francia (+10,7%), nonché verso Germania (+1%) e Regno Unito (+21%). Pur su valori più contenuti, dinamiche positive hanno interessato anche le vendite dirette in Turchia e Bulgaria.

Export di filati misti chimico/lana

Sempre nei primi nove mesi del 2013 l’export di filati misti chimico/lana ha fatto registrare una diminuzione, per il secondo anno consecutivo, del -10,5% a valore e del -18,3% in tonnellate.

Le aree intra ed extra-UE si muovono su ritmi piuttosto simili, evidenziando rispettivamente un decremento del -9,4% e del -11,9%. Quasi il 18% dell’export di filati chimico/lana viene destinato alla Turchia, che, nonostante il calo del -21,9%, si mantiene al primo posto per un totale di 16 milioni di euro.

La Francia, secondo sbocco del comparto, cresce del +4%, al contrario dell’Austria, che perde il -8,8%; la Spagna si assesta, invece, sui livelli dello scorso anno (+0,3%), mentre il Portogallo, pur su valori inferiori, mostra un significativo incremento (+35,5%). Romania e Hong Kong risultano interessate da cedimenti di un certo rilievo.

Export di filati di cotone

Per quanto concerne i filati di cotone, i flussi di export, dopo il forte arretramento del 2012, hanno sperimentato una decelerazione al -2,7% a valore e al -3,7% a volume. Il mercato comunitario si mantiene preponderante (copre, infatti, il 77,7% dell’export di comparto), superando di poco i livelli dello scorso anno (+0,6%); di contro, l’extra-UE cede il -12,5%.

Germania, Repubblica Ceca e Austria risultano interessate da dinamiche positive (rispettivamente pari a +9,2%, +3,4%, +13,5%). Perdono terreno, invece, Spagna (-5,1%) e Francia (-17,2%).

Fonte: SMI (22 gennaio 2014)

 

 

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