Investire in Cambogia

Nell’articolo una presentazione del mercato cambogiano per le aziende interessate ad investire nel Paese. In particolare, sono riportati i principali dati di interscambio, i settori per i quali sono previsti incentivi all’investimento e i principali accordi di investimento bilaterali.

Investire in Cambogia

Relazioni Internazionali

La Costituzione cambogiana adotta una politica di assoluta neutralità e di non allineamento del Paese con o contro le principali potenze mondiali, come espressamente previsto all’articolo 53. La Cambogia mantiene, pertanto, relazioni pacifiche con le nazioni confinanti e, più in generale, con tutti i paesi del mondo. La sua politica non prevede interventi militari all’estero e/o alcuna interferenza, diretta o indiretta, nella gestione degli affari pubblici di altri paesi.                                           

Nel 1955 la Cambogia è entrata a far parte delle Nazioni Unite ed è anche membro di altre organizzazioni internazionali, tra cui FAO (Food and Agriculture Organization), IMF (International Monetary Fund), Interpol (International Criminal Police Organization), UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development), UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) UNIDO (United Nations Industrial Development Organization) WHO (World Health Organization)

Quadro economico

Secondo le previsioni formulate dalla Banca Mondiale, la Cambogia e’ uno dei 5 paesi che nel corso del 2017 dovrebbero realizzare la crescita economica più rapida all’interno dell’area dell’Asia-Pacifico
Il tasso di crescita nel 2017 dovrebbe attestarsi intorno al 6,9%, in un’economia, il cui valore ad oggi e’ stimato in 19,4 miliardi di dollari.

Le aspettative di aumento delle quotazioni internazionali del greggio hanno, tuttavia, indotto l’Asian Development Bank ad ipotizzare una moderata ripresa dell'inflazione, che dovrebbe toccare il 3,4% nel 2017. Al fine di meglio comprendere le prospettive di crescita dell’economia cambogiana non va sottovalutato il dato della spesa pubblica, aumentata deliberatamente dal Governo nella misura del 15,6% nel corso del 2016 con l’obiettivo dichiarato di aumentare i salari in seguito alla crescita della pressione fiscale. 

Il commercio con l’estero presenta un saldo positivo. 

  • L’industria manifatturiera nell’ultimo anno è cresciuta del 7% e rappresenta ancora oggi il 70% del valore totale dell’export.                             
  • L’industria del calzaturificio è aumentata del 22% mentre quella della produzione di riso segna un + 43%. 
  • Il ministero cambogiano dell’Agricoltura fa sapere che la vendita del caucciù è cresciuta del 24,4% su base annua, nonostante il prezzo sia calato del 2,5%. In aumento anche il settore delle esportazioni di legname, che ha segnato una crescita del 50% verso il Vietnam, anche se il partner principale rimane la Cina. 

Quadruplicati, invece, i proventi nel settore minerario, che hanno raggiunto i 17,25 milioni di dollari.  
Dalla vendita di petrolio e gas, il governo cambogiano ha ricavato rispettivamente 8,85 e 8,4 milioni di dollari. E’ cresciuto del 16% anche il dato relativo alle esportazioni di biciclette verso l’Europa che si e’ avvicinato alla quota di 1 milione.

In ottemperanza alle direttive previste per i paesi che aderiscono al WTO, la Cambogia nel novembre del 2011 ha provveduto ad effettuare, per la prima volta, una revisione globale delle proprie politiche e prassi commerciali. Il prossimo intervento è previsto nel 2017.  Clicca qui per consultare il rapporto ufficiale completo degli interventi realizzati dal Governo.

Alla luce di quanto evidenziato, provvediamo a riassumere sinteticamente qui di seguito, le riforme realizzate:

  • Abolizione dell’obbligo di allegare il certificato di origine delle merci, qualora si tratti di esportazioni verso paesi che non lo richiedono;
  • Implementazione del sistema di registrazione online delle imprese commerciali;
  • Adozione, da parte del Ministero del Commercio, di procedure di assunzione del personale efficienti e selettive;
  • Creazione di un Dipartimento, all’interno del Ministero del Commercio, che si occupi di garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti e dei servizi, di vigilare sulla protezione degli interessi economici dei consumatori, sulla loro salute e di garantire la conformità ai requisiti normativi nelle pratiche commerciali, nella gestione dei rischi e nella prevenzione di eventuali frodi;
  • Emanazione, nel febbraio del 2015, di una legge sugli Appalti Pubblici;
  • Istituzione di appositi tribunali, chiamati a dirimere controversie in materia commerciale. 

Investimenti esteri e scambi commerciali

La Cambogia dispone di un regime liberale ed incline a favorire investimenti provenienti dall’estero
Nell’ottica di promuovere tali investimenti, sono state predisposte una serie di misure specifiche, tra le quali, possiamo ricordare: 

  • la possibilità di costituire società, interamente, partecipate da soggetti esteri
  • il riconoscimento di esenzioni fiscali per un periodo complessivo di otto anni
  • la previsione di un’imposta sul reddito pari al 20%, da applicarsi al termine del periodo di esenzione fiscale
  • l’abolizione dei dazi doganali per l’importazione di beni strumentali e
  • la mancata previsione di qualunque restrizione sul rimpatrio di capitali.   

                                                                                                                         
Per quanto concerne la costituzione di società di diritto cambogiano, sebbene le normative vigenti in materia di investimenti non contengano misure discriminatorie sulla nazionalità dei relativi azionisti,  esistono, tuttavia, delle restrizioni in merito allo svolgimento di specifiche attività imprenditoriali, tra le quali, ad esempio, quelle che si occupano della produzione di sigarette, della macinazione del riso, dell’estrazione e della lavorazione di gioielli preziosi, di produzioni cinematografiche, stampa ed editoria, artigianato e tessitura della seta. Per lo svolgimento di tali attività è, infatti, richiesta la presenza di un socio locale, accanto a quello straniero, oppure il preventivo ottenimento di apposita autorizzazione da parte delle competenti autorità governative. 
                                                                     
Nel caso di investimenti immobiliari o di investimenti esteri in imprese pubbliche, le normative stabiliscono in proposito che la partecipazione maggioritaria, pari ad almeno il 51%, debba essere riservata a cittadini di nazionalità cambogiana e/o allo stesso Governo.  

Gli investimenti diretti esteri devono essere preventivamente registrati presso il Ministero del Commercio cambogiano ed i singoli investitori tenuti ad ottenere le relative licenze dai competenti ministeri. Coloro che desiderano beneficiare di eventuali incentivi, sono chiamati a sottoporre la propria richiesta ad apposito ufficio (Cambodian Investment Board), facente capo al Consiglio per lo Sviluppo della Cambogia, il quale si pronuncerà dopo aver attentamente valutato la corrispondenza della documentazione prodotta ai criteri stabiliti dalla legge. La richiesta può essere effettuata, sia prima che dopo aver provveduto alla registrazione presso il Ministero del Commercio. Clicca qui per maggiori informazioni 

Le attività imprenditoriali, per le quali la legge non prevede la concessione di alcun incentivo, sono state dettagliatamente enumerate nel Sub-decreto, emesso nel settembre del 2005, ai sensi del quale risultano escluse le attività di vendita al dettaglio, all’ingrosso, quelle che si occupano della vendita di prodotti duty-free, ristoranti, bar, centri massaggi, casinò, agenzie turistiche, attività che offrono servizi finanziari, attività professionali e quelle che operano nei settori della produzione e della lavorazione del tabacco e/o del legno. 
Non è, inoltre, prevista la concessione di incentivi in favore degli imprenditori che si occupano della produzione di determinati prodotti, qualora l’investimento complessivo risulti inferiore a $500.000. Tra questi, possiamo menzionare, a titolo di esempio, il settore food and beverages, i prodotti tessili, gli indumenti, le scarpe e i prodotti in plastica, gomma e carta.                                                                                                                      
Di regola gli investitori stranieri non sono tenuti a versare un deposito a titolo di garanzia dell’investimento da effettuare in loco, salvo il caso in cui si tratti di concessione di appalti o di progetti per lo sviluppo immobiliare. E’ previsto, invece, il pagamento di una tassa amministrativa, pari a $1.750, a carico di ciascun investitore, che intende fare domanda per beneficiare degli incentivi messi a disposizione dal Governo. 

I c.d. progetti di investimento “qualificato” hanno diritto a ricevere specifiche forme di incentivi, tra le quali, l’esenzione totale sugli utili realizzati, ammortamenti speciali, l’esenzione dai dazi doganali sull’importazione di attrezzature per la produzione e sui materiali di costruzione. Le stesse tipologie di incentivi sono previste anche per investimenti da effettuarsi in zone appositamente selezionate che il Governo intende promuovere. Per investimenti effettuati nei settori agricolo e agroindustriale è prevista l’esenzione sugli utili realizzati per un periodo di tre anni.                                                                          
Clicca qui per ulteriori informazioni sui criteri per la concessione degli incentivi e sui settori che ne possono beneficiare possono essere raccolte.

Secondo le stime più recenti, risalenti al 2015, il volume complessivo degli scambi commerciali tra la Cambogia ed il resto del mondo ammonta a US$29 miliardi, di cui US$18 miliardi grazie alle importazioni effettuate, principalmente, dalla Tailandia (29%), dalla Cina (22%), dal Vietnam (16%), da Hong Kong (6%) e da Singapore (6%). 
Il valore delle esportazioni effettuate dalla Cambogia verso i paesi esteri è stato, invece, pari a US$11 miliardi, dei quali ben il 35% verso l’Unione Europea, grazie all’esistenza del “Everything But Arms Scheme”, che consente ai paesi meno sviluppati di vendere i propri prodotti all’interno del mercato europeo senza che questi siano soggetti all’imposizione di dazi. Al secondo posto dopo l’Unione Europea, si sono piazzati gli Stati Uniti d’America con il 23% delle esportazioni, seguiti dal Giappone e dal Canada con il 7% e dalla Cina con il 5%.  
Per quanto riguarda, invece, gli investimenti diretti esteri nel paese, questi si sono attestati intorno ai US$1.70 miliardi, che rappresenta l’1.4% del volume complessivo degli investimenti effettuati nell’intera area dell’ASEAN. Il principale investitore in Cambogia e’ risultato essere la Cina, con un contributo pari a US$ 0.86 miliardi, seguita dalla Gran Bretagna con 0.13 miliardi (3%), da Singapore, Vietnam e Malesia per un totale pari al 2% ciascuno.

Accordi di Investimento Bilaterali

Gli accordi di investimento bilaterali sono accordi che stabiliscono i termini e le condizioni per effettuare investimenti privati da parte di cittadini ed aziende di uno Stato nel territorio di un altro Stato

Di regola tali accordi garantiscono agli investimenti, eseguiti dagli investitori di uno stato contraente nel territorio dell'altro, un certo numero di garanzie, che, tipicamente, includono un trattamento equo ed imparziale e la protezione da eventuali espropri. Quest’ultimi sono, pertanto, ammessi unicamente quando non risultano essere motivati da ragioni discriminatorie o quando perseguono scopi leciti o un interesse pubblico e sono accompagnati da un rapido risarcimento, adeguato al valore di mercato della proprietà precedentemente all’esproprio. 

Gli accordi bilaterali garantiscono, altresì, il rimpatrio degli investimenti e prevedono la risoluzione di eventuali controversie insorte in relazione a tali investimenti mediante arbitrato. Attualmente, la Cambogia ha sottoscritto accordi di investimento bilaterali con i seguenti paesi: Austria (non in vigore), Cina, Croazia, Cuba (non in vigore), Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria (non in vigore), Indonesia (rescisso), Giappone, Kuwait (non in vigore), Laos (non in vigore), Malesia (non in vigore), Olanda, Corea del Sud, Pakistan (non in vigore), Filippine (non in vigore), Russia, Singapore, Svizzera, Tailandia, Vietnam (non in vigore). Prossimamente, verranno siglati ulteriori accordi con Algeria, Bangladesh, Bielorussia, Belgio, Lussemburgo, Bulgaria, Birmania, Egitto, Ungheria, Israele, Iran, Libia, Macedonia, Malta, Qatar, Russia, Turchia, Gran Bretagna e Ucraina. Nel 2012 la Cambogia e gli Stati Uniti d’America hanno avviato negoziati esplorativi in vista della possibile sottoscrizione di un accordo, che, ad oggi, sono in fase di conclusione.   

Avv. Stefano Linares                                                                                           
 

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