La richiesta del settore food nei paesi emergenti

I paesi emergenti dell'area europea, asiatica e sudamericana stanno incrementasndo le importazioni di agroalimentare italiano. Pubblichiamo i dati relativi ai primi 3 trimestri del 2017 disponibili nei datamart Congiuntura WLD del Sistema Informativo Ulisse.

La richiesta del settore food nei paesi emergenti

Agroalimentare: Paesi emergenti trainanti

L'Europa  è la meta principale delle esportazioni italiane di Agroalimentare. Secondo i dati del Sistema Informativo Ulisse il 60% delle richieste del settore agroalimentare italiano, nei primi nove mesi dell'anno, sono arrivate dai paesi UE. 

Area UE

Il principale partner commerciale, tra i paesi emergenti, è la Polonia che nel 2016 ha importato 700 milioni di euro di prodotti Food dall'Italia (+9.2% per l'export italiano, a fronte del +2.7% dell'insieme dei concorrenti). Le performance positive e più favorevoli della media dei competitori sui mercati emergenti si sono registrate in:

  • Lituania (+10.3% per l'export italiano, a fronte del +34.6% dell'insieme dei concorrenti)
  • Estonia (+28.9% per le vendite dall'Italia, contro il +17% del totale competitori)
  • Croazia (+25.4% per le vendite italiane, contro il +7.7% del totale concorrenti), Ungheria (+9.2% per le vendite italiane, contro il +6.6% del totale concorrenti. 

Area Europa non UE

Da rilevare, inoltre, le performance particolarmente accelerate dell'export italiano di Agroalimentare – più favorevoli del totale dei concorrenti - sui mercati emergenti dell'area Europa NON UE. Si segnalano in particolare i risultati di:

  • Russia (+28.1% per le vendite italiane, contro il +19.3% del totale concorrenti)
  • Turchia (+25.4% per le vendite italiane, contro il +7.7% del totale concorrenti). 

America Latina

Molto positive anche le performance delle vendite italiane di Agroalimentare, superiori dell'insieme dei concorrenti, dell'America Latina:

  • Brasile (+31.7% per le vendite italiane, contro il +4.1% del totale concorrenti)
  • Cile (+59.8% per le vendite italiane, contro il +19.1% del totale concorrenti)
  • Argentina (+44% per le vendite italiane, contro il +16.5% del totale concorrenti)
  • Colombia (+16.6% per le vendite italiane, contro il +9.3% del totale concorrenti).

Asia

Andamenti positivi dell'export italiano settoriale hanno infine interessato i mercati asiatici, soprattutto in:

  • Cina (dove le vendite italiane risultano in aumento di 19.4 punti percentuali, contro il +9.4% della media dei competitori)
  • Taiwan (+13.1%, a fronte del +8.2% dell'insieme dei competitori).

Meno dinamiche della media dei concorrenti, invece, le performance - comunque positive - delle vendite italiane in India, Vietnam e Malesia.

Agroalimentare: Paesi emergenti frenanti

La principale area di mercato frenante l'export italiano di Agroalimentare nei primi 9 mesi dell'anno è rappresentata dal Medio Oriente, che ha segnato un calo complessivo delle vendite dall'Italia dovuto principalmente alle negative performance – peggiori della media dei competitori - sui mercati di:

  • Egitto (-46.2% tendenziale)
  • Arabia Saudita (-15%)
  • Emirati Arabi Uniti (-7.5%)
  • Oman e Kuwait

Il caso Egitto

Di particolare interesse è il caso dell'Egitto, dove le importazioni complessive di prodotti agroalimentari sono crollati del 23% e le esportazioni italiane del 46%. Il fattore determinante di questa debacle è stata la forte svalutazione subita dalla Lira egiziana che ha fatto crollare il potere d'acquisto degli egiziani nei confronti dell'area euro.

Le tensioni geo-politiche e il conseguente crollo del turismo in Egitto, hanno indotto la Banca Centrale del paese - nel mese di novembre del 2016 -  ad abbandonare il peg che la Lira egiziana deteneva con il dollaro, al fine di adeguare la valuta locale ai fondamentali economici del Paese. 

Il caso dell'Egitto è emblematico e mostra quanto sia importante la forza del tasso di cambio per valutare l'attrattività di un mercato di esportazione. L'Egitto, infatti, negli ultimi 3 anni ha avuto una crescita economica relativamente sostenuta (superiore al 4% annua sia nel biennio 2015-2016, sia nell'anno corrente).

Dott.ssa Annalisa Vignoli
Fonte Sistema Informativo Ulisse

 

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