Turchia: 10 miliardi di opportunità o di rischi?

Dieci miliardi di euro è il totale raggiunto dall’export italiano in Turchia nel 2017. Il flusso di vendite è aumentato del 9% rispetto al 2016 e i primi mesi del 2018 sembrano confermare questa ascesa, con un incremento del 6% nei primi due mesi di quest’anno in particolare per i beni di consumo (alimentari e bevande, abbigliamento) e beni di investimento e intermedi (macchinari, metalli, gomma e plastica).

Turchia: 10 miliardi di opportunità o di rischi?

Nelle ultime settimane il Paese è stato investito da una “tempesta perfetta”, scatenata da temi politici che hanno fatto emergere alcuni punti di debolezza dell’economia turca. Il recente annuncio del presidente Erdogan di voler aumentare il controllo sulla politica monetaria se vincerà le  elezioni di giugno non è piaciuto ai mercati, che hanno reagito con un aumento della percezione del rischio sui titoli turchi e una rapida perdita di valore della lira turca e il peggioramento del rating da parte delle agenzie.

Questa “crisi lampo” potrebbe originare diversi scenari con impatti importanti per le aziende italiane esportatrici nel Paese.

Se il voto del 24 giugno non dovesse garantire l’elezione di Erdogan già al primo turno, il prolungarsi dell’incertezza politica potrebbe innervosire nuovamente i mercati e innescare effetti avversi quali fuga di capitali e un ulteriore deprezzamento della lira. In particolare, la debolezza della moneta colpirebbe principalmente le aziende turche importatrici di materie prime o beni intermedi e quelle ad elevato uso energetico (in particolare del settore manifatturiero) con un impatto negativo sulle aziende italiane esportatrici di beni intermedi e di investimento. Avrebbe inoltre un effetto negativo sulla capacità di ripagamento del debito in valuta delle aziende turche (Il debito privato totale in FX ammonta a circa 295 miliardi di dollari). Un contesto di crisi economica colpirebbe anche i consumi privati, deprimendo la domanda di beni di consumo importati dall’Italia.

Al contrario, il superamento dell’incertezza elettorale e il mantenimento di una politica economico-monetaria più ortodossa (in parte già avviata dalla Banca Centrale tramite l’aumento dei tassi) potrebbe rivelarsi efficace e il Paese potrebbe mantenere un’attività economica dinamica grazie a fattori strutturali quali la composizione demografica giovane e in aumento, ampie dimensioni dell’economia e la diversificazione delle attività produttive, con effetti benefici sulla domanda di import dall’Italia.

La scelta di controparti affidabili e la mitigazione dei rischi legati all’attuale situazione, anche attraverso strumenti di copertura assicurativa, sarà un elemento chiave per le aziende che esportano e investono in Turchia. Alla luce dell’attuale situazione, la scelta dei partner commerciali da parte delle aziende italiane deve essere guidata dalla capacità di queste ultime di poter sostenere gli effetti avversi della recente instabilità, ad esempio attraverso la disponibilità di valuta forte e la sostenibilità del proprio indebitamento in valuta locale per poter mitigare la volatilità della lira o la diversificazione del portafoglio verso clienti esteri per poter sopperire a cali della domanda interna. L’utilizzo di strumenti assicurativo-finanziari a mitigazione dei rischi-Paese costituisce un ulteriore fattore di tutela per gli esportatori.

Valentina Cariani

Analisi di mercato
Polonia: come le sanzioni Ue potrebbero (non) colpire l’economia del Paese
Polonia: sanzioni Ue e l’economia del Paese La riforma del sistema giudiziario varata nel luglio dello scorso anno dal governo polacco, che limita il potere della Magistratura, messa sotto accusa dall’Unione Europea, ha fatto sì che la Commissione Europea aprisse a inizio luglio 2018 una procedura di infrazione contro il Paese.
Che export tira? Scopri i dati di maggio
Che export tira? Scopri i dati di maggio Nell'articolo dell'Ufficio Studi SACE- SIMEST i principali dati riguardanti l'andamento dell'export italiano aggiornati a maggio 2018, con focus sui principali mercati di esportazione e sui settori che hanno trainato maggiormente le vendite.
Agroalimentare: casi di eccellenza del made in Italy
Agroalimentare: casi di eccellenza del made in Italy Le esportazioni italiane di agroalimentare continuano ad evidenziare dinamiche favorevoli.
Importazioni tedesche premium-price a quota 324.1 miliardi di euro
Crescono le importazioni tedesche premium-price L’analisi delle importazioni del mercato tedesco per fasce di prezzo disponibili nel Sistema Informativo Ulisse, rielaborate da StudiaBo per ...
India: procedura fiscale per aziende non residenti
India: procedura fiscale per aziende non residenti L’India, anno dopo anno, diventa sempre più importante nell’economia globale e, grazie all’avvio di una serie di riforme ...
Che export tira? Scopri i dati di aprile
Che export tira? Scopri i dati di aprile Nell'articolo dell'Ufficio Studi SACE- SIMEST i principali dati riguardanti l'andamento dell'export italiano aggiornati ad aprile 2018, con focus sui principali mercati di esportazione e sui settori che hanno trainato maggiormente le vendite.
Rwanda: sviluppo e opportunità di business
Rwanda: sviluppo e opportunità di business Il Rwanda, paese dell’Africa subsahariana, sta ormai avendo un enorme sviluppo economico, ampliando il proprio business a livello internazionale e attraendo numerosi buyer esteri nel suo mercato interno.
Turchia: 10 miliardi di opportunità o di rischi?
Turchia: 10 miliardi di opportunità o di rischi? Dieci miliardi di euro è il totale raggiunto dall’export italiano in Turchia nel 2017.
L'export agroalimentare italiano verso l'obiettivo di 50 mld nel 2020
Come cresce l'export agroalimentare italiano Nel 2017 l'export agroalimentare italiano si è confermato particolarmente dinamico, con un incremento del +7,8% nei valori in euro rispetto al 2016, raggiungendo a fine anno - secondo le prestime StudiaBo basate sui dati Eurostat - un valore prossimo ai 38 miliardi di euro.
Kenya: Edilizia e immobiliare, due settori chiave dell’economia
Kenya: edilizia e immobiliare, due settori chiave dell’economia Il Kenya è un paese con una superficie di 569,259 Km2 ed una popolazione di circa 48,5 milioni di persone.