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Aumentano le truffe internet nel commercio internazionale: come affrontarle?

Aumentano le truffe internet nel commercio internazionale: come affrontarle?
Con sempre maggior frequenza le imprese ricevono contatti tramite e-mail o tramite il sito aziendale che apparentemente provengono da grandi aziende di vari settori con richieste di prestazioni di servizi o con ordini per la fornitura di merci. 

Tutte queste proposte devono essere esaminate con il massimo sospetto, dato che costituiscono uno dei meccanismi più comuni per mettere in atto truffe internazionali.

La costante innovazione digitale mette a disposizioni dei truffatori sistemi e accorgimenti sempre più sofisticati. Dopo aver clonato indirizzi email, domini aziendali e a volte interi siti internet appartenenti ad aziende o enti molto noti, cercano interlocutori poco accorti che cadono nella trappola e fanno loro credito o offrono garanzie.

Il caso

Un'azienda italiana del settore agroalimentare ha ricevuto via email un ordine da un noto gruppo straniero di supermercati. Mantenendo la corrispondenza solo tramite posta elettronica, l'azienda ha provveduto all'invio della merce dopo avere ottenuto l'assicurazione del credito.

Alla scadenza del pagamento, stabilita a 15 giorni dal ricevimento della merce, l'azienda si è allarmata. Non ricevendo alcuna risposta ai solleciti, ha contattato il gruppo straniero attraverso il sito ufficiale e ha scoperto che nessun ordine era partito a suo favore.

A nulla sono valse le ricerche su chi si sia, di fatto, impossessato della merce.

Anche se la merce era stata spedita con l'assicurazione del credito all'esportazione, non è stato possibile contare sul risarcimento da parte dell'assicuratore in quanto quest'ultimo aveva assicurato il soggetto che è stato dichiarato acquirente dall'azienda interessata (che ha il dovere di verificare con diligenza l'identità del soggetto a cui fa credito). L'assicuratore quindi non può essere coinvolto nella truffa in cui è caduto l'assicurato.

Aumenta quindi la necessità di adottare procedure di verifica della effettiva provenienza di ordini dall'estero, soprattutto se pervengono da clienti importanti, o comunque da soggetti con cui non vi sia stata previamente una relazione.

Altre forme di truffa via Posta elettronica

Dirette sia ad aziende sia a professionisti e al settore dei servizi, le truffe possono assumere varie forme. Tra le più ricorrenti:

  1. Ordini di acquisto con pagamento posticipato anche di poco. Tali ordini provengono da nomi e indirizzi di posta elettronica apparentemente rispondenti a quelli dell'azienda di cui è stato clonato il dato. Successivamente, se la merce è inviata secondo le istruzioni del compratore, essa sparisce e il pagamento non avviene più. A quel punto ci si rende conto di avere spedito la merce a un soggetto sconosciuto.
  1. Richieste di prestazioni professionali ad avvocati e professionisti dei settori economici da parte di società straniere che il professionista in genere non ha mai contattato. Tali prestazioni spesso prevedono un'attività di esazione dei crediti della società.  In questi casi se il professionista accetta, gli viene chiesto di dare i propri dati bancari e questo può mettere in pericolo il conto in banca del malcapitato. In casi di truffe più “grossolane” si richiede al professionista di accendere una garanzia a fronte delle somme che saranno da lui incassate per conto dell'azienda con il risultato che, tale garanzia, è poi escussa a prima domanda.
  1. Contatti da apparenti fondi sovrani o società finanziarie che si dichiarano disposti a finanziare l'azienda. Anche in questo caso vi sono problemi non appena sono fornite garanzie o dati bancari.
  1. Infine può accadere che il contatto contenga una richiesta di forniture e che il sedicente compratore si dichiari pronto ad emettere una lettera di credito per un ordine importante a fronte di una garanzia bancaria a prima domanda.
  1. Altre volte lo stesso schema è più grossolanamente usato per richiedere un finanziamento a tassi allettanti.

Le truffe quindi possono apparire anche come richieste, provenienti spesso da Paesi in via di sviluppo o nuovi emergenti, frequentemente camuffati da operatori europei o occidentali, consistenti nell'indicazione della disponibilità ad acquistare ingenti quantità di beni e di aprire una lettera di credito a fronte dell'emissione di una garanzia bancaria a prima domanda (spesso designata come performance bond) da parte del fornitore.

La complicità di soggetti locali spesso corrotti e la falsificazione di documenti bancari in genere costituiscono il supporto della truffa, che consiste nel tentativo, a volte riuscito, di escutere la garanzia.

Cosa fare se si viene contattati

Verificare l'effettiva provenienza del messaggio e-mail. Sarà necessario cercare autonomamente il sito del soggetto che appare come mittente. Si dovrà quindi fare attenzione a non cliccare su alcun riferimento indicato nell'e-mail in quanto probabilmente rimanderebbe a un sito clonato.

Il fatto che il contatto ricevuto rechi la firma del soggetto che risulta legale rappresentante della società anche nel sito ufficiale non è indice sufficiente a rassicurare, in quanto i truffatori si documentano previamente per essere più credibili.

Una volta rintracciato il vero sito ufficiale, è consigliabile entrare in contatto con il personale dell'azienda per chiedere se effettivamente è stata inviata una richiesta di fornitura o di prestazione professionale.

Solo in caso di risposta positiva sarà possibile prendere in considerazione l'ordine ricevuto e procedere di conseguenza.

Per principio non si dovrà mai rispondere a questi messaggi email.

Cosa succede se è già stata effettuata la fornitura?

In questi casi non sarà facile rientrare in possesso della merce, che viene abilmente dirottata verso mete insospettabili. Le prospettive di recupero sono minime.

Sarà comunque necessario fare una denuncia alla polizia postale fornendo i dati relativi ai contatti avuti, le copie delle email ricevute, eventuali documenti di trasporto accompagnatori delle merci e ogni informazione relativa agli IP di provenienza dei messaggi stessi.

Copia delle denunce sono in genere richieste anche dalle aziende a cui nome è stata perpetrata la truffa in quanto hanno interesse a far cessare l'attività che avviene anche a loro danno.

Alcuni siti internet raccolgono informazioni su questo tipo di truffe e sono pertanto utili sia per verificare se il soggetto che ha contattato l'azienda è già stato segnalato nella black list sia per segnalare il soggetto e ampliare quindi i dati disponibili a favore della comunità economica. 

L'unica soluzione che permette di evitare queste sgradevoli e pericolose esperienze consiste pertanto nella prevenzione e nell'aggiornamento.