L’esecuzione all’estero del decreto ingiuntivo

di lettura

Per ricorrere in via monitoria contro i debitori stranieri è necessario che il Tribunale italiano possa pronunciarsi, che sussista cioè la sua giurisdizione nei confronti della controparte straniera.

Image

Molte aziende italiane non si curano di formalizzare un contratto scritto quando devono effettuare una o più forniture ai propri clienti stranieri. Questa abitudine crea una serie di problemi nei casi in cui i clienti si rifiutino di pagare la fornitura senza alcuna giustificazione.

Dopo l'emanazione del D. Lgs. n. 231/2002 è quindi molto importante prevedere, per iscritto, una disciplina dettagliata che contempli anche la clausola attributiva della giurisdizione.
Senza tale clausola, il fornitore italiano non potrà, alla bisogna, richiedere un decreto ingiuntivo.

Attenzione quindi: l'informalità delle negoziazioni impedisce di sfruttare l'estrema rapidità del procedimento monitorio. Dunque la raccomandazione è quella di stipulare un contratto scritto con tutti i crismi, che preveda un patto di attribuzione della giurisdizione e della competenza ad un Tribunale italiano.

Regole speciali per la notifica all'estero

Il procedimento monitorio si snoda con molta rapidità; pertanto, il D. Lgs. n. 231/2002 ha previsto alcune regole speciali, tese a concedere termini più lunghi per il caso della notifica all'estero.

  • 1. L'art. 641, comma 1°, c.p.c., modificato dall'art. 9, comma 2°, D. Lgs. n. 231/2002, dispone che il decreto ingiuntivo dovrà essere emesso nel termine di 30 giorni dal deposito del ricorso
  • 2. L'art. 641, comma 2°, c.p.c., modificato dall'art. 9, comma 2°, D. Lgs. n. 231/2002, stabilisce un termine più lungo, a vantaggio del debitore straniero, per proporre opposizione contro il decreto ingiuntivo. "Se l'intimato risiede in uno degli altri stati dell'Unione europea, il termine è di 50 giorni e può essere ridotto fino a 20. Se l'intimato risiede in altri stati, il termine è di 60 giorni e, comunque, non può essere inferiore a 30 né superiore a 120". Ricordiamo che il debitore italiano fruisce di un termine di 40 giorni per l'opposizione.
  • 3. All'art. 648, comma 1°, c.p.c., modificato dall'art. 9, comma 3°, D. Lgs. n. 231/2002, è stata aggiunta la seguente disposizione: "il giudice concede l'esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo opposto limitatamente alle somme non contestate, salvo che l'opposizione sia proposta per vizi procedurali"; si evita, così, che l'opposizione del debitore, che riguardi soltanto la misura degli interessi o, comunque, una parte delle somme oggetto dell'ingiunzione, possa bloccare la soddisfazione immediata dell'intero credito (anche per le somme non contestate).

Le modifiche indicate nei punti 1) e 3) riguardano il procedimento monitorio in via generale, mentre quella relativa al punto 2) riguarda specificatamente il caso della notifica all'estero.

L'esecuzione del decreto ingiuntivo all'estero

Il decreto ingiuntivo può assumere in via definitiva la veste e gli effetti giuridici di un titolo esecutivo. Nella fase dell'esecuzione forzata il creditore, ottenuto il decreto e notificatolo, cerca concretamente di ottenere il pagamento (il decreto, quale provvedimento giudiziario, è suscettibile di essere attuato coercitivamente).
In altre parole, il creditore, sulla base del suo titolo esecutivo, può chiedere alle pubbliche autorità di attivarsi per realizzare il suo diritto.

Il problema è che il Tribunale italiano, dopo aver emesso il decreto, ha esaurito la propria funzione e, soprattutto, i propri poteri. Nessun Ufficiale giudiziario o Giudice italiano potrà recarsi in missione all'estero, pignorare le proprietà del debitore e venderle all'asta come accadrebbe in Italia.
È necessario, allora, che le autorità giudiziarie del paese in cui si trova il debitore (e in cui si trovano i suoi beni) riconoscano le decisioni dei Tribunali italiani e vi diano esecuzione.

L'Italia è parte della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 sulla competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (ratificata con la Legge 21 giugno 1971, n. 804).
Tale convenzione, all'art. 25, così dispone: "ai sensi della presente Convenzione, per decisione si intende, a prescindere dalla denominazione usata, qualsiasi decisione resa da un organo giurisdizionale di uno stato contraente, quale ad esempio, decreto, sentenza, ordinanza o mandato di esecuzione, nonché la determinazione da parte del cancelliere delle spese giudiziali".

L'art. 26, comma 1°, della Convenzione di Bruxelles aggiunge che "le decisioni rese in uno stato contraente sono riconosciute negli altri stati contraenti senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento".

Infine, l'art. 31, comma 1°, della stessa Convenzione stabilisce che "le decisioni rese in uno stato contraente, e ivi esecutive, sono eseguite in un altro stato contraente dopo essere state ivi dichiarate esecutive su istanza della parte interessata."

Applichiamo tali norme al nostro esempio concreto.

  • Il decreto ingiuntivo, emesso dal Tribunale italiano, rientra nella definizione di decisione di cui al succitato art. 25 della Convenzione di Bruxelles.
  • Il decreto viene quindi riconosciuto, come previsto dall'art. 26, comma 1°, della Convenzione di Bruxelles, dalle autorità giudiziarie del paese in cui è domiciliato il debitore.
  • Come ricordato, lo stesso decreto è, o diventa in brevissimo tempo se il debitore non propone opposizione, un titolo esecutivo, proprio come richiesto dall'art. 31, comma 1°, della Convenzione di Bruxelles.
  • Non occorre altro, allora, se non chiedere l'esecutività presso il paese ove è domiciliato il debitore.

Al termine di tale procedura (semplice, rispetto alla materia di cui trattiamo), il decreto ingiuntivo di "produzione italiana" avrà, nei confronti, ad esempio, di un debitore di Amburgo, la medesima forza che avrebbe una sentenza resa da un Tribunale tedesco.

Queste norme valgono, però, soltanto tra i paesi aderenti alla Convenzione di Bruxelles, che sono gli stati membri dell'Unione Europea. Non a caso, del resto, l'eliminazione del divieto relativo al decreto notificato all'estero è stata prevista dal nostro legislatore in sede di recepimento di una direttiva europea.

Al di fuori del sistema della Convenzione di Bruxelles, invece, occorre essere cauti e verificare, caso per caso, paese per paese, se esistano le possibilità di vedere riconosciuto ed eseguito, all'estero, un decreto ingiuntivo (o una qualsiasi altra decisione) di un Tribunale italiano.

La materia del mutuo riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni giudiziarie è retta dai trattati internazionali (quando questi esistono).
Mentre l'Italia, infatti, è estremamente "aperta" alle sentenze straniere, altri stati perseguono la politica opposta.

Un esempio per tutti: gli Stati Uniti d'America, mercato di primario interesse per tutti gli esportatori, non hanno aderito ad alcuna convenzione internazionale per il riconoscimento delle decisioni straniere (mentre discorso diverso vale per il riconoscimento delle decisioni arbitrali, come previsto dalla Convenzione di New York del 1958).
Dunque, non esiste alcuna garanzia che un decreto ingiuntivo italiano possa mai trovare applicazione negli USA. Anzi, in proposito occorre far presente che il fatto stesso che il decreto, come si è detto, venga emesso in assenza di contraddittorio, induce a ritenere pressochè certo che le autorità giudiziarie americane impedirebbero l'accesso di tale provvedimento nel loro sistema giuridico.

Alessandro Albicini

Tag dell'informativa
Convenzione di Bruxelles

Altre tematiche
Italian Maritime economy
Italian maritime economy 2021
Il Report annuale di Srm fornisce dati aggiornati su: porti, rotte, noli, sostenibilità e logistica.
Il carnet TIR elettronico eTIR
Il carnet TIR elettronico eTIR
Il carnet TIR elettronico (eTIR) consente ai titolari di carnet TIR di effettuare transiti merci internazionali in modo più rapido, efficiente e sicuro.
Le International Standard Demand Guarantee Practice della ICC
Le International Standard Demand Guarantee Practice della ICC
Le ISDGP sono un importante strumento per l’emissione di Bond bancari a prima richiesta.
Indagine sui trasporti internazionali di merci dell’Italia nel 2020
Indagine sui trasporti internazionali di merci dell’Italia nel 2020
Secondo l’indagine della Banca d’Italia sui trasporti internazionali di merci, la pandemia ha avuto un impatto rilevante sui costi unitari del settore, rimasto pienamente operativo anche nelle fasi di maggiore emergenza sanitaria.
RoboIT: primo Polo nazionale per il trasferimento tecnologico dedicato alla Robotica
RoboIT: primo Polo nazionale per il trasferimento tecnologico dedicato alla Robotica
CDP Venture Capital SGR finanzierà RoboIT per sostenere la nascita di nuove startup all’interno delle Università e nei Centri di ricerca di eccellenza.
Nel 2020 SIMEST supporta 3.842 aziende
Nel 2020 SIMEST supporta 3.842 aziende
Secondo il bilancio 2020, SIMEST ha più che raddoppiato le aziende supportate (+112%) e concesso oltre € 1miliardo di finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione (+263%), con risorse mobilitate complessive pari a € 4,3 miliardi.
Trend costi di trasporto internazionali e materie prime
Trend costi di trasporto internazionali e materie prime
Da qualche mese le aziende stanno affrontando, oltre alla pandemia, l’esplosione dei costi di trasporto internazionali, l’aumento dei costi delle materie prime e l’allungamento dei tempi di consegna.
ONU e Banca Mondiale: le opportunità offerte da bandi e progetti
ONU e Banca Mondiale: le opportunità offerte da bandi e progetti
Gli ambiti di competenza delle Nazioni Unite vanno dal campo della sicurezza a quello socio-economico e dei diritti umani. 
Primo “Basket Bond di filiera”: 21 milioni per la crescita di tre imprese vitivinicole
Primo “Basket Bond di filiera”: 21 milioni per la crescita di tre imprese vitivinicole
CDP e UniCredit hanno sottoscritto la prima emissione per favorire lo sviluppo delle imprese appartenenti alle filiere strategiche dell’economia italiana.
Marchio di conformità UKCA
Marchio di conformità UKCA
Dal 1 ° gennaio 2021, il marchio UKCA  UK (Conformity Assessed = conformità valutata del Regno Unito)  inizierà a sostituire il marchio CE per le merci vendute in Gran Bretagna UK .