L’impatto del Covid sui prezzi dei trasporti di merci in container

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La diminuzione di container disponibili e le spese accessorie stanno provocando un aumento dei prezzi dei trasporti via mare tra Cina, UE e USA.

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La crisi sanitaria ha portato un aumento di prezzi e possibili ritardi nella organizzazione di trasporti verso la Cina con partenza dall’Unione Europea e da altri paesi (USA).

L’impatto del Covid 19 ha generato un crescente sbilanciamento tra i volumi di merci diretti verso Ovest (Unione Europea e USA in primis) e quelli aventi come destinazione il paese asiatico.

Tale sbilanciamento, che si osserva principalmente per contenitori 40 piedi e 40 piedi hc (High Cube),   provoca la mancanza di merci di ritorno (container vuoti) dalla UE alla Cina.

Per questo motivo, i vettori hanno recentemente deciso di sospendere temporaneamente l'accettazione di container da 40 piedi box e 40 piedi hc (mentre restano accettabili container da 20 piedi) dall'Italia verso le seguenti destinazioni: Giappone, India, Bangladesh, Pakistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman, Qatar, Giordania, Kuwait, Australia, Sri Lanka e Filippine.

Tale situazione ha portato a un aumento di prezzi dei trasporti di merci in container, per di più aggravata da costi aggiuntivi denominate “pick up charges”.

Tali spese sono un costo, addebitato alla compagnia di navigazione (con susseguente riflesso sul costo di trasporto per il richiedente), rappresentato da un importo “una tantum” per ogni container che viene ritirato presso il luogo di carico (POL – Place of Loading).

A solo titolo esemplificativo, le tariffe applicate dal 1 Novembre 2020 e quelle applicabili dal 15 Novembre 2020 hanno avuto un incremento del 25% circa considerando una media dei maggiori porti Europei. Tale aumento è in linea con quanto pubblicato dallo  SCFIS (Shanghai Shipping Exchange) che monitora, tra l’altro, il  livello medio delle tariffe contrattate nel mercato spot del trasporto di container per le rotte Shanghai-Europa e Shanghai-costa occidentale degli Stati Uniti. Il report ha evidenziato importanti variazioni considerando la media degli scostamenti mensili:

  • noli verso i porti del Mediterraneo 23%
  • noli verso porti Europei 21%.

Tale situazione, in continua evoluzione impone, oltre a riflessioni riguardanti politiche che riducano l’impatto di tali dinamiche sulla catena logistica (prezzi e attrezzature), una maggiore attenzione da parte dei singoli operatori.

Come affrontare la situazione

  • Valutare il termine di resa inserito nel contratto di vendita per le esportazioni/importazioni. Considerato che gli incoterms 2020 indicano che l’utilizzo dei termini FOB, CFR e CIF sono inadeguati per il trasporto navale, al fine di non esporre l’esportatore a un aumento del costo di trasporto difficilmente valutabile al momento della conclusione del contratto, prediligere un termine FCA. Con tale termine i costi di trasporto sono obbligazione dell’importatore.  Tale indicazione dovrà essere armonizzata con eventuali strumenti di pagamento concordati nel contratto. In importazione, al contrario, prediligere termini con costo di trasporto a carico del fornitore a fronte di un prezzo concordato non revisionabile in base alle variazioni dei noli marittimi e operazioni accessorie.
  • Revisione dei prezzi all’esportazione. Inserire all’interno del contratto di compravendita clausole di revisione dei prezzi per aumento dei noli marittimi e operazioni connesse e, se possibile, evitare di concordare date di arrivo a destino. Come evidenziato, infatti, la scarsità di container potrebbe comportare ritardi nell’imbarco e, di conseguenza, il mancato rispetto della data di arrivo della merce.

Marco Bertozzi
 

Convegno: Import-Export marittimo di merci containerizzate: un futuro da schiavi?

Import export di merci contaneirizzate

Controllo italiano ed interessi esteri nel rilancio internazionale dell’Italia post-Covid

Segnaliamo l’evento in programma il 15 dicembre alle ore 9.15 a Genova, presso Terrazza Colombo, che potrai seguire in diretta sul sito di Primocanale

9.15 - Saluti iniziali

  • Filippo Gallo, Presidente C.I.S.Co

9.30 - Introduzione

  • Alessandro Panaro, Responsabile servizio maritime & energy SRM / “Presentazione dello studio SRM/Ports of Genoa sulla diffusione dell’EX W delle aziende esportatrici italiane”
  • Sergio Bologna, Consigliere C.I.S.Co. / “Le ragioni della debolezza della logistica italiana nel commercio internazionale”

10.00 - Tavola rotonda

Modera: Matteo Cantile, Primocanale

  • Ivano Russo, Direttore Generale CONFETRA
  • Barbara Beltrame Giacomello, Vice Presidente per l’Internazionalizzazione Confindustria
  • Marcello Minenna, Direttore Generale Agenzia Dogane e Monopoli
  • Alessandro Morelli, Direttore tecnico SIAT (Gruppo UNIPOL)
  • Alessandro Pitto, Presidente Spediporto
  • Paolo Pessina, Presidente Assagenti

Sezione istituzionale

  • Luigi Attanasio, Presidente Camera di Commercio di Genova
  • Paolo Emilio Signorini, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale
  • Rappresentante del MAECI, Chiusura dei lavori

Per informazioni

Ufficio Stampa - Camera di Commercio di Genova
Tel. 010 2704.282
relazioni.esterne@ge.camcom.it

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