Resa EXW sempre più a rischio

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Il nuovo Codice Doganale dell’Unione, Reg. 952/2013, ha cambiato sostanzialmente il concetto di Esportatore. Alla luce di questa nuova definizione e degli orientamenti espressi dall’Agenzia delle Dogane con nota Nr. 70662 RU del 07.07.2016, la resa EX-Works diventa ancor più critica.

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Approfondiamo innanzi tutto il concetto di “esportatore” come definito dal Regolamento Delegato al Codice Doganale (art.1, punto 19, Reg. 2446/2015).

19. Esportatore: 

a) la persona stabilita nel territorio doganale dell’Unione che, al momento dell’accettazione della dichiarazione, è titolare del contratto concluso con il destinatario nel paese terzo e ha la facoltà di decidere che le merci devono essere trasportate verso una destinazione situata al di fuori del territorio doganale dell’Unione; 

b) il privato che trasporta le merci da esportare se tali merci sono contenute nei bagagli personali dello stesso;

c) negli altri casi, la persona stabilita nel territorio doganale dell’Unione che ha la facoltà di decidere che le merci devono essere trasportate verso una destinazione situata al di fuori del territorio doganale dell’Unione.

La resa EXW comporta un livello minimo di obbligazione per il venditore che si limita unicamente a mettere a disposizione del compratore la merce ed i relativi documenti commerciali nei propri locali o in un altro luogo convenuto (magazzino, stabilimento ecc.). Conseguenza di ciò è che sono a carico del compratore ovvero del cessionario non residente le seguenti azioni:

  • la presa in carico della merce e della relativa documentazione nel luogo convenuto
  • provvedere alle formalità doganali di uscita e di entrata nel paese di destino
  • organizzare e provvedere al trasporto delle merci fuori dal territorio doganale dell’Unione.

Il compratore estero, pur essendo il proprietario delle merci per l’avvenuta consegna delle stesse e potendo, in qualità di proprietario, decidere in merito al tipo ed al contratto di trasporto, non può essere considerato “esportatore” in base alla norma di cui sopra (punto 19 – comma A) nell’espletamento delle formalità doganali di uscita, in quanto non residente nella UE.  In base a detta norma neanche il cedente italiano, pur essendo residente nella UE, può essere considerato “Esportatore” in quanto non titolare del contratto di trasporto a destinazione del paese terzo.

Nota Nr. 70662 RU del 07.07.2016

L’Agenzia delle Dogane con nota Nr. 70662 RU del 07.07.2016, è venuta in soccorso alla moltitudine di operatori che utilizzano ancora, in maniera impropria, la resa EXW “Franco Fabbrica” per gli scambi internazionali.  
L’Agenzia delle Dogane ha chiarito che potrà essere considerato “Esportatore”, applicando il punto “C” della norma di cui sopra, il cedente italiano, in quanto titolare del contratto di vendita con l’acquirente estero; quindi in grado di decidere che le merci debbano uscire dal territorio doganale della UE.

Nella sopracitata Nota, l’Agenzia stabilisce che la cessione, per ottenere la non imponibilità Iva, dovrà avvenire in rispetto dell’art. 8, comma 1, lettera B, del DPR 633/72, ovvero 
cessioni con trasporto o spedizione fuori del territorio della Comunità Economica Europea entro 90 gg, a cura del cessionario non residente o per suo conto”.

Di conseguenza il cedente italiano, in base alla disciplina Iva sopracitata, deve entro i gg 90:

  • entrare assolutamente in possesso, non solo della dichiarazione doganale effettuata a suo nome,
  • ma deve accertarsi che entro tale termine la merce risulti uscita dalla UE. 

E’ ormai noto che in tutta l’Unione Europea le operazioni doganali di esportazione avvengono con i sistemi telematici ed anche la prova dell’avvenuta uscita delle merci, che dà titolo alla non imponibilità Iva, non è più legata al fatidico visto su fattura da parte delle dogane, ma consiste nel semplice controllo telematico del MRN tramite il sito dell’Agenzia delle Dogane. 

La cessione all’esportazione, non imponibile Iva e con resa EXW,  diventa ora ancora più critica, non solo perché si affida ad un terzo l’onere di una operazione doganale, le cui responsabilità di natura fiscale ricadono sul cedente nazionale, ma anche e soprattutto per le già note difficoltà che ora si assommano al fatto che entro gg 90 occorre avere l’evidenza della uscita delle merci. Se così non fosse per uno dei seguenti motivi: 

  • mancato ritrovamento della dichiarazione doganale
  • in caso di ritrovamento, l’uscita risultasse avvenuta dopo gg 90 dalla data di cessione delle merci
  • in caso la dichiarazione doganale avvenga in un altro paese dell’Unione dove non si può avere evidenza informatica dell’effettiva uscita delle merci,

decade la “non imponibilità Iva” con la conseguenza o di una volontaria “autoliquidazione dell’Iva” o in caso di controllo, di un recupero Iva e relative sanzioni da parte dei funzionari accertatori.

Resa EXW e FCA

La resa EXW nelle transazioni internazionali con i mercati extra UE, oltre ad essere inadeguata e rischiosa dal punto di vista doganale/fiscale, risulta fattivamente non corretta anche secondo le regole internazionali INCOTERMS 2010. Con detto termine il venditore ha solo l’obbligo di mettere a disposizione le proprie merci nel luogo convenuto (fabbrica, deposito, magazzino ecc.) e consegnare la documentazione commerciale.  Nella pratica quotidiana invece questo non avviene, in quanto il venditore, quasi sempre, si prende l’onere di caricare le  merci nel mezzo di trasporto del compratore. Questo tipo di operazione è identificata nelle regole INCOTERMS 2010 con il termine FCA, ovvero: Free Carrier.

Con la resa FCA il venditore ha i seguenti obblighi:

  • consegnare le merci al trasportatore incaricato dal compratore o provvedere al carico nel caso il trasportatore arrivasse presso i propri magazzini;
  • consegnare la documentazione commerciale per l’invio delle merci all’estero;
  • provvedere ad effettuare, a proprio nome e cura, le operazioni doganali di esportazione.

Utilizzando la resa FCA si evitano tutti i rischi di natura doganali/fiscali di cui sopra e soprattutto si potrà emettere la fattura di cessione “Non imponibile art. 8, 1 comma, lettera A”. In tal caso i vantaggi per l’azienda esportatrice sono evidenti:

  • certezza di effettuare nella propria dogana di competenza italiana le dovute operazioni di esportazione;
  • rapidità nel controllare l’effettiva uscita delle merci tramite il MRN della propria bolla doganale e soprattutto avere la possibilità, con la propria dogana di competenza, di effettuare  eventuali chiusure amministrative nel caso la merce non risultasse uscita nel sistema telematico delle Dogane;
  • non avere il vincolo dei fatidici gg 90; la “Non imponibilità Iva” in base alla lettera “A” non ha vincoli temporali per l’uscita delle merci. 

Alla luce delle disposizioni dettate dal Codice Doganale dell’Unione e soprattutto da quanto stabilito dalla nota dell’Agenzia delle Dogane, per gli operatori economici nazionali e soprattutto per le loro amministrazioni, una giusta riflessione sull’opportunità di utilizzare ancora la RESA EXW, sarebbe doverosa.

Doganalista Mariaester Venturini

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