To order versus straight Transport Document

di lettura

Nella quasi totalità dei crediti documentari è richiesta la presentazione di un documento di trasporto che, in riferimento alla tipologia di trasporto utilizzata, può essere rappresentato da uno dei documenti disciplinati, rispettivamente, dagli articoli 19/20/21/22/23/24 e 25 delle UCP 600 ICC.

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Qui di seguito i principali documenti di trasporto utilizzati nel commercio internazionale:

  • Multimodal Transport Document;
  • Bill of Lading;
  • Non-negotiable Sea Waybill;
  • Charter Party Bill of Lading;
  • Air Transport Document;
  • Road, Rail o Inland Waterway Transport Document;
  • Courier Receipt, Post Receipt o Certificate of Posting

Fra questi documenti il Multimodal Transport Document, la Bill of Lading e la Charter Party Bill of Lading possono essere considerati documenti rappresentativi di merce (document of title to the goods) e possono essere emessi in “negotiable form” o in “straight form”.

Pare opportuno far notare che, qualora la merce venga trasportata a mezzo di containers, la “rappresentatività” della stessa in tali documenti può essere considerata del tutto relativa. Non a caso, i soggetti che emettono tali documenti di trasporto indicano, nel documento stesso, formule del tipo:

  •  “particulars furnished by the shipper – not checked by carrier – carrier not responsible”;
  •  “above particulars are declared by shipper”;
  •  “particulars furnished by shipper”;
  •  “according to the declaration of the consignor”; 
  •  “said to contain”; 

o altre formule similari. Ciò proprio a voler rimarcare che i soggetti emittenti tali documenti non si impegnano a consegnare la merce indicata nel documento, ma solo uno o più containers che contiene quella merce in linea con quanto dichiarato dallo shipper/consignor.

Alcuni esempi

Come abbiamo già segnalato, il Multimodal Transport Document, la Bill of Lading e la Charter Party Bill possono essere emessi in “negotiable form” (to order o to order of (named entity)) o in “straight form” (consigned to (named entity)).

Pertanto, ad esempio, se un credito richiede una “Bill of Lading consigned to ABC Import” (straight) non potrebbe essere accettata una Bill of Lading che riportasse una indicazione del tipo: “to order” o “to order of ABC Import” o “consigned to order of ABC Import” (sia stampata che pre-stampata):


 

In questo caso, il documento di trasporto deve essere emesso “straight” al soggetto indicato: “consigned to ABC Import” ovvero indicando solo “ABC Import” nella casella consignee a patto che tale casella non contenga, come indicazione prestampata, “Consigned to order of”. (cfr. ISBP 745 ICC paragrafo E12)


 
Se, invece, un credito richiede, ad esempio, una “Bill of Lading issued to the order of ABC Import” (negotiable), non potrebbe essere accettata una Bill of Lading che riportasse una indicazione del tipo “consigned to ABC Import”, ovvero indicando solo “ABC Import” nella casella consignee a patto che tale casella non contenga, come indicazione pre-stampata, “Consigned to order of”. (cfr. ISBP 745 ICC paragrafo E13 b).


 
In questo caso, il documento di trasporto deve essere emesso in “negotiable” form al soggetto indicato “to the order of ABC Import”, ovvero indicando solo “ABC Import” a patto che la casella consignee contenga una indicazione pre-stampata “Consigned to the order of”:


 
Si fa notare che se un documento di trasporto è emesso “to order” o “to order of the shipper”, tale documento deve essere girato a cura dello shipper o da una “named entity”, diversa dallo shipper, a patto che la girata sia fatta “for (or on behalf of) the shipper(cfr. ISBP 745 ICC paragrafo E13).

Per i documenti di trasporto non-negoziabili (non-negotiable sea waybills (NNSWB), air waybills (AWB), road waybills (CMR), rail waybills (CIM) o inland waterway transport documents, i crediti non dovrebbero richiedere che devono essere emessi “to order” o “to order of a named entity”. In tali casi, il documento di trasporto può indicare che la merce sarà consegnata al soggetto indicato senza dover indicare la parola “to order”.

Domenico Del Sorbo

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