Agroalimentare: mercati trainanti e frenanti l’export italiano

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Nel primo trimestre dell'anno le esportazioni italiane di Agroalimentare risultano in crescita tendenziale in ben 102 mercati mondiali (sui 152 analizzati nell'ambito del Sistema Informativo Ulisse). Inoltre, su 109 mercati la performance delle vendite italiane appare più favorevole della media dei concorrenti UE28. 

Agroalimentare: mercati trainanti e frenanti l’export italiano

Export ITALIA 1° Trimestre 2017: principali mercati trainanti e frenanti 
(variazioni tendenziali nei livelli e, tra parentesi, in termini percentuali) 

Fonte: Sistema Informativo Ulisse (Congiuntura Paesi UE)

Mercati trainanti

Nei primi tre mesi dell'anno i contributi più rilevanti alla crescita delle vendite italiane di prodotti di Agroalimentare sono derivati dai mercati:

  • Stati Uniti (con un incremento dell'export italiano di circa 79 milioni di euro rispetto al corrispondente trimestre 2016, pari al +9.5%, in linea con la performance dell'insieme dei concorrenti UE28)
  • Germania (in aumento tendenziale di circa 68 milioni di euro, pari al +4.4%, leggermente più dinamico dei concorrenti UE28)
  • Regno Unito (+63 milioni di euro, pari al +9.4%, di 7 punti in più della media UE28)
  • Spagna (in crescita di 40 milioni di euro, pari al +12.7%, di 8 punti in più della media UE28) 
  • Svizzera (+30 milioni di euro, pari al +9.5%, di quasi 3 punti in più della media UE28).

Mercati frenanti

I mercati più penalizzanti per l'export italiano di Agroalimentare nel primo trimestre dell'anno – peraltro una netta minoranza, come si diceva in precedenza - sono risultati, nell'ordine:

  • Egitto (in calo di oltre 20 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2016, pari al -53.6%, di quasi 14 punti meno dinamico dell'insieme dei concorrenti UE28)
  • Arabia Saudita (in calo di oltre 13 milioni di euro, pari al -17.1%, di oltre 14 punti meno dinamico della media dei competitori dell'area UE)
  • Danimarca (-10 milioni di euro, pari al -7.6%, di circa 9 punti meno dinamico dei competitori UE)
  • Algeria (-8.2 milioni di euro, pari ad un calo di oltre 34 punti percentuali, di quasi 62 punti meno dinamico dei competitori UE)
  • Etiopia (in calo di 8 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2016, pari al -60.1%, di 2 punti meno dinamico dell'insieme dei concorrenti UE28).

Fonte: Sistema informativo Ulisse

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