Bollettino economico Banca d’Italia aprile 2022

di lettura

Banca d’Italia pubblica le stime dell’impatto sull’economia nazionale del conflitto Russia - Ucraina.

Image

In seguito all’invasione, un’ampia parte della comunità internazionale ha risposto tempestivamente nei confronti della Russia con sanzioni senza precedenti per severità ed estensione. Gli effetti immediati del conflitto sulle quotazioni nei mercati finanziari globali sono stati significativi, sebbene si siano attenuati dalla metà di marzo.

Secondo le valutazioni diffuse dall’OCSE in marzo, la dinamica del PIL mondiale (escludendo la Russia) si indebolirebbe di quasi un punto percentuale nei dodici mesi successivi all’invasione. Tale scostamento è per circa due terzi spiegato dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dal deterioramento dei mercati finanziari, e per la parte restante dalla contrazione della domanda dei paesi direttamente coinvolti. L’area dell’euro subirebbe un impatto negativo più pronunciato rispetto agli Stati Uniti (-1,4 punti percentuali contro circa -0,9).

Secondo le stime di Banca d’Italia, nel 2022 la crescita del commercio mondiale si ridurrebbe al 3,4 per cento (dal 10,7 nello scorso anno), oltre un punto percentuale in meno di quanto previsto nel Bollettino economico di gennaio.

I prezzi delle materie prime, soprattutto energetiche, per le quali la Russia detiene una quota rilevante del mercato mondiale, sono aumentati ulteriormente. Nel complesso, la guerra acuisce i rischi al ribasso per il ciclo economico mondiale e al rialzo per l’inflazione.

L’euro si è ulteriormente deprezzato contro il dollaro, rispecchiando sia aspettative di una politica monetaria più restrittiva negli Stati Uniti, sia la maggiore vulnerabilità dell’area dell’euro alle possibili conseguenze della guerra.

L’impatto della guerra sull’economia italiana

La valutazione delle conseguenze economiche del conflitto sull’economia italiana è soggetta a un elevato grado di incertezza. I tre scenari proposti da Banca d’Italia illustrano le potenziali ripercussioni della crisi in corso, non esprimono una valutazione circa l’andamento ritenuto più probabile per l’economia italiana negli anni a venire (non sono un aggiornamento delle proiezioni per l’Italia).

  1. Nello scenario più favorevole, che ipotizza una rapida risoluzione del conflitto e un significativo ridimensionamento delle tensioni internazionali, la crescita del PIL sarebbe di circa il 3% nel 2022 e nel 2023. Rispetto alle precedenti proiezioni, l’aumento del prodotto sarebbe inferiore di quasi un punto percentuale quest’anno; la crescita risulterebbe invece superiore di oltre mezzo punto nel 2023.
  2. Nello scenario intermedio, formulato supponendo una prosecuzione delle ostilità, il PIL aumenterebbe attorno al 2,2 per cento nel 2022 e all’1,8 nel 2023 (crescita inferiore di 1,6 punti percentuali nel 2022 e di 0,7 nel 2023)
  3. Nello scenario più severo – che presuppone anche un’interruzione dei flussi di gas russo solo in parte compensata da altre fonti – il PIL diminuirebbe di quasi mezzo punto percentuale nel 2022 e nel 2023 (il prodotto risulterebbe ridimensionato per più di 7 punti percentuali complessivamente nel biennio 2022-23).

Le conseguenze del conflitto dipenderanno anche in misura rilevante dalle politiche economiche che potranno essere adottate per contrastare le spinte recessive e frenare le pressioni sui prezzi evidenziate negli scenari presentati.

Alla fine dello scorso anno la crescita dell’economia italiana ha perso slancio, frenata dal ristagno dei consumi e dal contributo negativo della domanda estera netta. Nel primo trimestre del 2022 il PIL sarebbe diminuito, in un contesto congiunturale di forte incertezza per gli sviluppi dell’invasione dell’Ucraina.

Nel quarto trimestre del 2021 si è arrestata l’espansione delle esportazioni, mentre è proseguita a ritmi sostenuti quella delle importazioni.

Le vendite in Russia costituivano, nel 2021, l’1,5 per cento del totale delle esportazioni di merci dell’Italia, valutate a prezzi e cambi correnti (7,7 miliardi di euro). La domanda finale della Russia assorbe una quota del valore aggiunto prodotto in Italia leggermente superiore a quella media delle economie avanzate, ma comunque contenuta.

L’esposizione verso la Russia è invece maggiore dal lato delle importazioni di beni (17,6 miliardi nel 2021, pari al 3,7 per cento del totale delle merci acquistate dall’Italia), con una forte concentrazione nei prodotti energetici.

Secondo valutazioni preliminari, l’eventuale interruzione dei flussi di gas russo potrebbe essere compensata per circa due quinti, entro la fine del 2022 e senza intaccare le riserve nazionali di metano, attraverso l’incremento dell’importazione di gas naturale liquefatto, il maggiore ricorso ad altri fornitori e l’aumento dell’estrazione di gas naturale dai giacimenti nazionali. Nel medio periodo sarebbe possibile compensare pienamente le importazioni di gas russo con più cospicui investimenti sulle fonti rinnovabili, oltre che mediante il rafforzamento delle importazioni da altri paesi.

Oltre ai prodotti energetici, da Russia, Ucraina e Bielorussia, considerate in aggregato, proviene una quota significativa (superiore al 10 per cento) delle importazioni italiane di concimi, nichel e cereali.

L’inflazione in Italia ha raggiunto il 7 per cento in marzo, collocandosi sui livelli più alti dall’inizio degli anni novanta, principalmente sulla spinta della crescita eccezionale dei prezzi dell’energia e, in misura minore, di quelli alimentari. Le pressioni sulle quotazioni del gas e del petrolio prefigurano un’inflazione elevata nel corso dell’anno.

Fonte: Banca d’Italia (Bollettino economico 2 - aprile 2022)

Analisi di mercato
Stime della Commissione europea primavera 2022
Stime della Commissione europea primavera 2022
La piena ripresa economica dell’Unione europea dagli impatti della pandemia è stata compromessa dall'invasione russa dell'Ucraina.
Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2022
Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2022
Il Rapporto analizza le produzioni di eccellenza, l’offerta ristorativa, gli agriturismi, i musei del gusto, le Strade del vino e il posizionamento del sistema eno-gastro-turistico italiano.
La cosmetica in Lombardia
La cosmetica in Lombardia
Assolombarda e Cosmetica Italia hanno pubblicato dati aggiornati sul settore cosmetico lombardo e sulle principali destinazioni del made in Italy.
Foreign Direct Investment 2021
Foreign Direct Investment 2021
I flussi globali degli Investimenti Diretti Esteri sono aumentati dell'88% nel 2021 a 1.815 miliardi di USD (+37% rispetto ai livelli pre-pandemici). Tuttavia, le prospettive restano incerte, dato l'attuale contesto geopolitico.
SACE - Simest: export italiano febbraio 2022
SACE - Simest: export italiano febbraio 2022
Tra gennaio e febbraio 2022 le esportazioni italiane sono cresciute del +22,6% in termini tendenziali mostrando, da un lato, una componente di rimbalzo rispetto a inizio 2021, e dall’altro, una forte crescita dei valori esportati a fronte di un aumento più contenuto dei volumi.
Vino: performance 2021 e impatto del conflitto in Ucraina
Vino: performance 2021 e impatto del conflitto in Ucraina
Secondo il Focus SACE, il 2021 è stata un’annata scarsa per la produzione mondiale di vino: 250 milioni di ettolitri (-4% rispetto al 2020 e -7% rispetto alla media ventennale).
Rapporto sulla competitività dei settori produttivi
Rapporto sulla competitività dei settori produttivi
Il Rapporto dell’Istat sulla competitività dei settori produttivi fornisce un quadro informativo sulla struttura, la performance e la dinamica del sistema produttivo italiano.
L’economia globale del benessere
L’economia globale del benessere
Il rapporto del Global Wellness Institute stila una classifica di 150 paesi in base alla loro spesa annuale in 11 comparti del settore benessere (alimentazione, attività fisica, bellezza, benessere mentale...).
Congiuntura agroalimentare 2021
Congiuntura agroalimentare 2021
Il Report Agrimercati di Ismea analizza le dinamiche dell’agroalimentare italiano nel 2021 e le nuove criticità legate al conflitto Russia - Ucraina.
MedTech: trend globali e previsioni
MedTech: trend globali e previsioni
L’Area Studi Mediobanca ha analizzato i conti annuali delle 227 maggiori imprese del MedTech italiano con fatturato aggregato pari a 18,6 miliardi di cui il 40% realizzati all’estero.