Commercio internazionale e cambiamento climatico

di lettura

Nel dibattito sul cambiamento climatico poca attenzione è riservata al ruolo del commercio internazionale. Le potenzialità degli accordi bilaterali e multilaterali – e, in generale, dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc) – di supportare il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sono notevoli, ad esempio, attraverso la rimozione dei dazi su beni e servizi ecologici o l’armonizzazione degli standard ambientali negli scambi tra Paesi.

Image

Eppure, storicamente ci si è mossi nella direzione opposta: la riduzione dei dazi e l’aumento dei sussidi sono stati superiori nei settori più inquinanti e a più alto impatto ambientale, come i combustibili fossili e l’allevamento animale, mentre i Free trade agreement (Fta) generalmente trascurano il tema delle emissioni di gas serra. Alcune menzioni, seppure ancora insoddisfacenti, si ritrovano nell’accordo Ue-Singapore, che riconosce la necessità di tenere in dovuta considerazione le emissioni inquinanti nella progettazione dei sistemi di sussidio, e nel Ceta, che consente alle parti di promuovere obiettivi e standard ambientali nelle specificazioni delle gare d’appalto.

Per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, il pianeta dovrebbe eliminare 42 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2050, attraverso l’utilizzo prioritario di energie rinnovabili, la sostituzione dei motori a combustione interna di tutte le auto oggi presenti nel mondo con alternative meno inquinanti, e così via. 

A inizio 2019, 184 dei 197 Paesi firmatari, che rappresentano il 97% delle emissioni globali, avevano ratificato l’Accordo di Parigi. I risultati raggiunti, tuttavia, sono a oggi insufficienti, anche a causa degli obiettivi poco ambiziosi imposti a livello nazionale o regionale e del ritiro (esplicito o de facto) di alcune economie chiave, come Stati Uniti, Australia e Brasile.

Le conseguenze economiche, oltre che ambientali e sociali, del cambiamento climatico si riverserebbero in particolare sui Paesi in via di sviluppo in Africa, America Latina e Asia, più vulnerabili ad alterazioni della catena di fornitura, trasporto e distribuzione, soprattutto nel settore primario. La dipendenza di alcuni di questi Paesi dall’export di materie prime agricole e danni relativamente maggiori dovuti al cambiamento climatico potrebbero portare a una modifica dei vantaggi comparati di queste economie, modificandone la struttura degli scambi con l’estero e indebolendone la bilancia commerciale.

L’interazione tra politiche commerciali e politiche climatiche è dunque indispensabile per raggiungere gli obiettivi di preservazione ambientale. Da un lato, le regole e gli accordi che disciplinano il commercio tra Paesi possono favorire la diffusione di beni e tecnologie sostenibili; dall’altro, azioni più incisive in favore dell’ambiente richiedono una revisione delle normative domestiche che a loro volta possono avere effetti significativi sugli scambi. È quindi necessario che le misure e le leggi emanate a livello nazionale per combattere l’inquinamento siano armonizzate con le regole e i requisiti dei Fta e dell’Omc. Ad esempio, il principio di non discriminazione impone che i prodotti importati siano trattati nello stesso modo dei prodotti locali, rendendo complessa la distinzione tra beni in base a fattori quali la carbon footprint; inoltre, alcuni provvedimenti come i border carbon adjustment, potrebbero essere usati “impropriamente” e di fatto agire come misure protezionistiche. Si tratta di questioni che necessitano di essere approfondite, anche al fine di comprendere quali siano gli strumenti adeguati da implementare per evitare distorsioni. Di questi aspetti, insieme ad altri più noti, dovrebbe discutersi nell’ambito più ampio del processo di riforme auspicate per un miglior funzionamento dell’Omc.

Le opportunità per favorire flussi commerciali in linea con gli obiettivi di contrasto al cambiamento climatico sono numerose.

Tra queste: la rimozione delle barriere tariffarie e non tariffarie su beni e servizi a basso impatto ambientale, la limitazione dei sussidi ai combustibili fossili e ad altre industrie altamente inquinanti, l’approvazione di sussidi non discriminatori sulle energie rinnovabili, l’implementazione di border carbon adjustment e la promozione del green procurement da parte degli enti pubblici. Nell’attesa che l’approccio multilaterale, ovvero il confronto tra i Paesi in sede Omc, torni a essere lo strumento attraverso il quale stabilire regole condivise a livello globale, i Fta potrebbero iniziare a incentivare i Paesi nella creazione di un quadro di cooperazione internazionale in materia di politiche per il clima, rafforzando la volontà delle parti nel promuovere regolamentazioni più stringenti, anche a sostegno dei Paesi meno sviluppati.

Gabriella Baldassarre
 

Analisi di mercato
Report SACE sul sistema moda
Report SACE sul sistema moda
“ Il Fashion tornerà di moda? ” analizza il settore tessile-moda italiano e gli scambi con l’estero e prevede la ripresa dallo shock pandemico nel corso di quest’anno.
SACE - Simest: export italiano novembre 2021
SACE - Simest: export italiano novembre 2021
A novembre, l’export italiano di beni si conferma in crescita (+2,7% su ottobre), grazie agli aumenti registrati verso l’area extra-Ue (+2,9%) e Ue (+2,4%).
Commercio con l’estero novembre 2021
Commercio con l’estero novembre 2021
Nel trimestre settembre-novembre 2021, rispetto al precedente, l’export cresce dell’1,9%, l’import del 4,5%.
Nota mensile Istat dicembre 2021
Nota mensile Istat dicembre 2021
In Italia, a novembre, l’indice della produzione industriale ha mostrato un deciso incremento. Nel quarto trimestre, la fiducia di famiglie e imprese si è mantenuta su livelli storicamente elevati.
Olio di oliva: campagna 2021/22
Olio di oliva: campagna 2021/22
Secondo il Rapporto Ismea dedicato all’olio di oliva, le prime stime produttive a livello internazionale attestano i volumi della campagna in corso a 3,1 milioni di tonnellate.
Ottimo 2021 per macchine utensili, robotica e automazione
Ottimo 2021 per macchine utensili, robotica e automazione
Secondo dati UCIMU-sistemi per produrre tutti i principali indicatori settoriali hanno registrato incrementi a doppia cifra. Il trend proseguirà anche nel 2022, anno in cui sarà recuperato il terreno perso nel 2020.
SACE - Simest: export italiano ottobre 2021
SACE - Simest: export italiano ottobre 2021
Nei primi dieci mesi del 2021 l'export italiano di beni è cresciuto del 18,6%. Seppur in decelerazione rispetto ai mesi precedenti, le vendite oltreconfine si mantengono superiori rispetto ai livelli pre-crisi.
Global Trade Report 2022 Euler Hermes
Global Trade Report 2022 Euler Hermes
Secondo l’analisi di Euler Hermes (Allianz), il commercio globale crescerà nel 2022 del 5,4% anche se le discontinuità nelle catene di approvvigionamento rimarranno elevate fino alla seconda metà dell’anno.
Prospettive per l’economia italiana 2021-2022
Prospettive per l’economia italiana 2021-2022
L’Istat prevede una crescita sostenuta del Pil italiano nel biennio 2021-2022 (+6,3% quest’anno e +4,7% il prossimo).
Worldwide Cost of Living 2021
Worldwide Cost of Living 2021
Secondo il rapporto dell'Economist Intelligence Unit, la città più costosa al mondo in cui vivere è Tel Aviv che guadagna 5 posizioni rispetto alla precedente edizione.