Cresce l'export del sistema moda persona Italia negli USA

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In base alle pre-stime formulate da StudiaBo, utilizzando le dichiarazioni di commercio estero delle imprese americane, raccolte dall' U.S. Census Bureau, nel I trimestre 2018 le importazioni degli Stati Uniti dall’Italia sono aumentate di quasi il 20% in dollari rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. La crescita in euro è del +2.7% ma se si considera che, nell’arco degli ultimi 4 trimestri, l’euro si è apprezzato di circa il 15% nei confronti del dollaro, risulta evidente il risultato positivo ottenuto dal Belpaese.

Sistema Moda Persona: +20% in dollari nel I trimestre 2018

Il comparto Moda-Persona

Il comparto Moda-Persona rappresenta la principale voce delle esportazioni italiane verso gli USA. Nel 2017 i prodotti importati dall’Italia si sono avvicinati alla soglia dei 7 miliardi di euro.

Come mostra il grafico, il principale partner USA di prodotti per la Persona è la Cina, che nel I trimestre 2018 ha registrato 16 miliardi di euro di export verso Stati Uniti, nonostante un calo del 5% rispetto lo stesso trimestre del 2017.
A seguire il Vietnam e l’India rispettivamente in 2° ( 4 miliardi di euro) e 3° (3 miliardi di euro) posizione. Infine, l’Italia in quarta posizione con 2 miliardi di euro di esportazioni, pari ad una crescita superiore al +9% rispetto il I trimestre dell’anno precedente.  

Il Belpaese, grazie alla forza del made in Italy, è da diversi anni uno dei principali partner commerciali statunitensi nei prodotti di abbigliamento, calzature e occhialeria.
In particolare, nel settore Lenti e Occhiali, l’Italia nel I trimestre 2018 – con oltre 214 milioni di euro esportati negli USA - ricopre la seconda posizione del podio mondiale, preceduta dalla Cina (444 milioni di euro) e inseguita ‘a distanza’ dal Regno Unito (65 milioni di euro).
Nel settore delle calzature la Cina è sempre in testa alla classifica (con 3 miliardi di euro), seguita dal Vietnam (1.2 miliardi). L’Italia combatte con l’Indonesia per la terza posizione, entrambe con valori prossimi ai 300 milioni di euro, un decimo rispetto all'irraggiungibile Cina.

L’apprezzamento dell’euro non sembra, quindi, aver penalizzato le imprese italiane di questo comparto: la fidelizzazione dei consumatori americani ai prodotti di marca permette alle imprese di traslare sui prezzi di vendita in dollari le variazioni subite dal lato del cambio. 

Annalisa Vignoli
 

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