Export 2011 macchine utensili

di lettura

Nel 2011, l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione si conferma ai vertici delle graduatorie mondiali (quarta posizione tra i produttori e terza tra gli esportatori).

Il deciso incremento della produzione, cresciuta del 13,5%, a 4.762 milioni di euro, è stato determinato dall’ottima performance delle esportazioni che hanno raggiunto il valore record di 3.260 milioni di euro (il 25,2% in più rispetto all’anno precedente).

La ripresa dell’industria italiana del settore si è riflessa sul livello di utilizzo della capacità produttiva, la cui media annua è cresciuta, dal 68,7% del 2010, al 79,6%.

Il consumo è cresciuto, del 3,4%, a 2.551 milioni, per effetto dell’incremento delle importazioni (+19,9%, 1.049 milioni). La quota di mercato coperta da macchinari stranieri è risultata pari a 41,1%.

Le consegne dei costruttori sul mercato interno, scese del 5,7%, non sono andate oltre i 1.502 milioni di euro.

Export

Il rapporto export su produzione è salito, dal 62,1% del 2010, al 68,5%. Il saldo della bilancia commerciale è aumentato del 27,9%, attestandosi a 2.211 milioni.

Nel 2011, la Cina (13,7% del totale) si è confermata primo mercato di destinazione del made in Italy di settore, seguita da Germania (11,8%), Stati Uniti (9,2%), Francia (5,8%), Brasile (5,8%).

L’export in Unione Europea, che ha coperto il 38% del totale venduto all’estero, è tornato a crescere (+30,7%), attestandosi a 1.160 milioni. Primo mercato comunitario si è confermata la Germania (362 milioni, +40,6%), seguita da Francia (179 milioni, +30,9%) e Polonia (106 milioni, +33,4%). Meno brillanti le vendite in Spagna (+8%) e Austria (-29,1%).

Molto positivo il risultato ottenuto nel resto del continente europeo, dove le esportazioni sono aumentate, del 39%, a 383 milioni, grazie al successo del made by Italians in Russia (144 milioni, +22,6%), Turchia (118 milioni, +69,9%) e Svizzera (58,7 milioni, +16,6%).

Le vendite di macchine utensili italiane in Asia sono cresciute soltanto del 2,4%, attestandosi a 811 milioni. Nonostante le vendite in Corea del Sud abbiano patito una flessione del 5,7% (46 milioni), l’export in Asia Orientale è aumentato, del 19,2%, a 501 milioni, in virtù del +20,2% registrato in Cina (421 milioni). Le esportazioni nell’area meridionale del continente asiatico sono rimaste sul valore (144 milioni) 2010, appesantite dal calo delle vendite in India (-1,5%, 136 milioni).

Nell’area ASEAN, l’export è diminuito, dello 0,9%, a 52,1 milioni, in ragione dei negativi risultati ottenuti in Malesia (-12,4%) e Thailandia (-53,2%), non compensati dalla crescita delle vendite in Indonesia (+46%).

In Medio Oriente, la diffusione del made by Italians è calata, del 34,8%, a 114 milioni, a causa del crollo delle vendite in Iran (-81%, 18,5 milioni), a fronte del quale, poco hanno potuto i buoni risultati ottenuti in Emirati Arabi (+42,2%), Arabia Saudita (+23,8%) e Israele (+44%).

L’export in Nordamerica è aumentato, del 77,3%, a 360 milioni, in buona misura originati dalle vendite in USA (282 milioni, +97,3%); in crescita anche le esportazioni in Messico (+33,5%) e Canada (+22,5%).

Molto positivo l’andamento (+34%) dell’export in Sudamerica (238 milioni), trascinato da quello in Brasile (177 milioni, +53,4%).

In controtendenza l’export in Africa, calato, del 6,5%, a 90,6 milioni, in ragione dei negativi riscontri delle vendite in Egitto (-50%) e Tunisia (-19%), non compensati dagli incrementi delle esportazioni in Marocco (+100%), Algeria (+70%) e Sud Africa (+6,8%).

Diminuite anche le vendite in Oceania (-7,5%) che hanno raggiunto i 26,6 milioni.

Anche l’ultima rilevazione export disponibile, relativa al periodo gennaio-marzo 2012, vede la Cina stabilmente al primo posto nella graduatoria dei paesi di sbocco dell’export italiano di settore, con un incremento del 30,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono gli Stati Uniti (+96,4%), Germania (-13,3%), India (-2,1%), Russia (+92%) e Francia (+0,8%).

L’industria mondiale della macchina utensile

Nel 2011, la produzione mondiale di macchine utensili è aumentata a 65.200 milioni di euro (+27,7%). Alla composizione del valore totale hanno contribuito, per il 61,1%, l’Asia, per il 32,4%, l’Europa, per il 6,4%, le Americhe

Il consumo è cresciuto del 27,5%, attestandosi a circa 59.000 milioni. Il mercato asiatico ha assorbito il 63,7% del totale mondiale, quello europeo il 22,3%, quello delle Americhe il 13,8%.

La Cina, la cui produzione è cresciuta, del 26,1%, fino a sfiorare i 19.900 milioni di euro, ha mantenuto il primato mondiale tra i costruttori. Il gigante asiatico ha affermato la propria leadership anche in termini di consumo, in virtù dell’incremento della domanda a oltre 27.500 milioni (+28,3%).
Il 34% delle macchine utensili richieste dal mercato è stato acquistato all’estero: i 9.400 milioni (+32,2%) delle importazioni hanno confermato la Cina al vertice della graduatoria mondiale.
La ripresa delle esportazioni, aumentate, del 22,5%, a oltre 1.700 milioni, ha permesso all’industria cinese di conservare la sesta posizione della classifica internazionale.

La produzione giapponese è aumentata, del 46%, a quasi 12.000 milioni, secondo valore mondiale. In forte crescita, sia le consegne interne (+51,7%), attestatesi oltre i 3.000 milioni, sia le vendite all’estero (+44,1%), che hanno sfiorato gli 8.800 milioni (74% della produzione), ribadendo la leadership del Giappone tra gli esportatori. Molto marcata anche la crescita (+50,3%) del consumo: superando i 3.550 milioni, la domanda giapponese si è rivelata la quinta a livello mondiale. Per altro, meno del 10% della domanda nipponica è stata soddisfatta dalla produzione estera.

Dopo la flessione patita nel 2010, la produzione tedesca è cresciuta, del 35,4%, a 9.700 milioni. In virtù dell’aumento (+34%) delle vendite all’estero, attestatesi a 6.800 milioni, la Germania ha conquistato il secondo posto tra gli esportatori; la propensione all’export è risultata pari al 70%.
Positiva anche l’evoluzione della domanda interna, cresciuta, del 41,5%, a 5.000 milioni, che ha trascinato le importazioni (2.100 milioni, +45,6%).

L’Italia si è confermata quarta potenza mondiale per produzione (4.250 milioni) e terza per esportazioni (3.070 milioni). In termini di consumo, il mercato italiano, la cui domanda è calata sotto i 2.000 milioni, si è attestato al sesto posto.

La Corea del Sud, la cui produzione è cresciuta, del 19,5%, a 4.050 milioni, ha conservato il quinto posto tra i costruttori di macchine utensili. Le esportazioni sono aumentate, del 30,6%, a 1.650 milioni. In crescita (+14,6%) anche la domanda interna, che ha avvicinato i 3.700 milioni, per il 35% generati da importazioni.

Taiwan, la cui produzione è aumentata, del 22,9%, a 3.600 milioni, è rimasta al sesto posto della graduatoria mondiale. Con vendite all’estero vicine a 2.900 milioni (+28,7%), Taiwan ha mantenuto la quarta posizione tra gli esportatori.  La domanda interna è cresciuta, del 5,6%, a quasi 1.300 milioni.

L’industria statunitense ha mantenuto la settima piazza della classifica dei costruttori, in virtù dell’incremento (+18,7%) della produzione a 2.990 milioni. Il balzo della domanda a 4.750 milioni (+46,1%) ha spinto gli USA al terzo posto della graduatoria dei consumatori. Le importazioni (3.100 milioni), che hanno soddisfatto il 65% del consumo, hanno guadagnato addirittura il 62,6%.

La produzione svizzera, cresciuta, del 37,6%, a 2.490 milioni, è risultata la ottava a livello mondiale. Le esportazioni, che hanno originato l’85% della produzione, hanno superato i 2.100 milioni (+36,6%), portando i costruttori elvetici al quinto posto della graduatoria internazionale.

In Spagna la produzione di macchine utensili è cresciuta, del 19,9%, a 757 milioni di euro, originati, per l’87% dalle esportazioni (+36,5%).

L’India, la cui produzione si è attestata a poco più di 400 milioni, si è rivelata settimo mercato consumatore (quasi 1.500 milioni, +30,5%): l’80% della domanda è stato soddisfatto dalle importazioni (1,180 milioni, +33,8%).

Il consumo del Brasile, soddisfatto per il 62% da acquisti all’estero, è aumentato a 1.430 milioni, ottavo valore mondiale.

Al decimo posto tra i consumatori, il Messico, alla cui domanda (978 milioni, +22,2%) hanno risposto quasi per intero (93%) le importazioni.

Previsioni

Secondo le previsioni elaborate da UCIMU-Sistemi per produrre, nel 2012:

  • la produzione italiana crescerà, del 4,9% rispetto all’anno precedente, a 4.995 milioni di euro
  • le esportazioni raggiungeranno il valore record di 3.660 milioni di euro, il 12,3% in più rispetto al 2011
  • le consegne sul mercato interno registreranno un arretramento dell’11,1% fermandosi a 1.335 milioni di euro, penalizzate dalla contrazione del consumo che scenderà, del 4,2%, a 2.445 milioni.

Informazioni:
Ufficio Stampa Tecnica UCIMU
Raffaella Antinori
Tel. 02 26255.244
technical.press@ucimu.it

Analisi di mercato
SACE - Simest: export italiano novembre 2021
SACE - Simest: export italiano novembre 2021
A novembre, l’export italiano di beni si conferma in crescita (+2,7% su ottobre), grazie agli aumenti registrati verso l’area extra-Ue (+2,9%) e Ue (+2,4%).
Commercio con l’estero novembre 2021
Commercio con l’estero novembre 2021
Nel trimestre settembre-novembre 2021, rispetto al precedente, l’export cresce dell’1,9%, l’import del 4,5%.
Nota mensile Istat dicembre 2021
Nota mensile Istat dicembre 2021
In Italia, a novembre, l’indice della produzione industriale ha mostrato un deciso incremento. Nel quarto trimestre, la fiducia di famiglie e imprese si è mantenuta su livelli storicamente elevati.
Olio di oliva: campagna 2021/22
Olio di oliva: campagna 2021/22
Secondo il Rapporto Ismea dedicato all’olio di oliva, le prime stime produttive a livello internazionale attestano i volumi della campagna in corso a 3,1 milioni di tonnellate.
Ottimo 2021 per macchine utensili, robotica e automazione
Ottimo 2021 per macchine utensili, robotica e automazione
Secondo dati UCIMU-sistemi per produrre tutti i principali indicatori settoriali hanno registrato incrementi a doppia cifra. Il trend proseguirà anche nel 2022, anno in cui sarà recuperato il terreno perso nel 2020.
SACE - Simest: export italiano ottobre 2021
SACE - Simest: export italiano ottobre 2021
Nei primi dieci mesi del 2021 l'export italiano di beni è cresciuto del 18,6%. Seppur in decelerazione rispetto ai mesi precedenti, le vendite oltreconfine si mantengono superiori rispetto ai livelli pre-crisi.
Global Trade Report 2022 Euler Hermes
Global Trade Report 2022 Euler Hermes
Secondo l’analisi di Euler Hermes (Allianz), il commercio globale crescerà nel 2022 del 5,4% anche se le discontinuità nelle catene di approvvigionamento rimarranno elevate fino alla seconda metà dell’anno.
Prospettive per l’economia italiana 2021-2022
Prospettive per l’economia italiana 2021-2022
L’Istat prevede una crescita sostenuta del Pil italiano nel biennio 2021-2022 (+6,3% quest’anno e +4,7% il prossimo).
Worldwide Cost of Living 2021
Worldwide Cost of Living 2021
Secondo il rapporto dell'Economist Intelligence Unit, la città più costosa al mondo in cui vivere è Tel Aviv che guadagna 5 posizioni rispetto alla precedente edizione.
Ocse rivede al rialzo Pil Italia, Pil mondiale al ribasso
Ocse rivede al rialzo Pil Italia, Pil mondiale al ribasso
Secondo gli ultimi dati Istat, nel terzo trimestre l’economia italiana è cresciuta del 2,6% e la crescita acquisita per l'intero anno supera i sei punti percentuali.