L’export di calzature italiane continua a correre

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Assocalzaturifici ha pubblicato i dati 2012: si riaffacciano le nubi, dopo che il 2010 aveva evidenziato una inversione di tendenza confermata nel 2011.

 

L’export di calzature italiane continua a correre

Rispetto alla crisi del 2008-2009, la situazione attuale vede un mercato sempre più duale: in crescita, seppure con differenze sostanziali tra Paesi, le esportazioni, e in contrazione i consumi interni.

Grazie al traino delle esportazioni dirette ai mercati non comunitari – cresciute ulteriormente sia in valore (+12,9%) che in volume (+4,1%) – il 2012 ha chiuso con un incremento nel fatturato estero complessivo del 2,5%.

La crescita delle esportazioni:

  • non è stata sufficiente a mantenere positivo il trend della produzione, ma ha contenuto la sua flessione all’1,2% in valore e al 4,4% in volume
  • ha sostenuto il saldo commerciale che ha superato i 3,8 miliardi di euro (un balzo del 12,4% in un anno commercialmente difficile).

La crescita del saldo commerciale è legata anche alla contemporanea contrazione delle importazioni che si sono ridotte del 5,8% in valore e del 15,8% in volume, ma ciò è strettamente connesso in realtà con la contrazione dei consumi, che nei dodici mesi del 2012 si è attestata al 4,2% in valore e al 3,6% in volume.

Anche nei mesi iniziali del 2013 hanno trovato conferma le dinamiche che avevano caratterizzato la congiuntura dell’anno precedente: una marcata contrazione dei consumi interni con una conseguente flessione delle importazioni, accompagnata da una crescita delle esportazioni trainata dai mercati extra-comunitari.

I dati Istat relativi ai primi 2 mesi dell’anno indicano che globalmente le esportazioni sono cresciute del 5,3% in valore e del 3,7% in volume. Il prezzo medio, seppure ancora in aumento (+1,6%), presenta ritmi di crescita decisamente più modesti rispetto al 2012. Si è stabilito così un nuovo record: 1,5 miliardi di euro nei primi due mesi dell’anno. Ma questi risultati sono la media di due andamenti differenti perché le esportazioni extra-europee (+13,8% in valore) fanno registrare un incremento superiore a quello dei paesi UE che si collocano quasi sugli stessi livelli 2012 (-0,5% valore e +0,6% volume).

La Francia si conferma il primo mercato, (+7,7% in valore e +3,4% in volume) mentre prosegue l’arretramento per la Germania (-2,7% e -6,8%). Molto bene invece Russia (+27% valore) e Cina (+43%).

Sei calzature su dieci, dirette oltre confine, sono scarpe con tomaio in pelle (+5,9% in valore e +1,9% in volume), e queste rappresentano una quota dell’83% sul fatturato estero.

Fonte: Assocalzaturifici

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