Fare affari a Dubai attraverso una società costituita in Free Zone

di lettura

In base ad una recente legge, le società costituite in Free Zone possono oggi operare anche sul territorio mainland di Dubai attraverso una loro filiale, anche se è necessario verificare se l’attività svolta sia ammessa dal Ministero dell’Economia di Dubai.

Fare affari a Dubai attraverso una società costituita in Free Zone

A Dubai, tutte le attività economiche svolte di fuori delle aree di zona franca (Free Zone) sono regolate dal dipartimento dello sviluppo economico DED. Il DED è l'organo governativo responsabile del rilascio delle licenze necessarie per svolgere attività economiche sul territorio di Dubai; territorio che viene definito “mainland” per contrapporlo a quello delle Free Zone.

Nel tentativo di facilitare il business a Dubai, il DED ha aggiornato i propri regolamenti interni al fine di poter operare come l’unico centro deputato al rilascio delle licenze economiche (c.d. one stop shop).

Il DED può ora fornire i propri servizi in modo rapido ed efficiente, senza essere eccessivamente burocratico, tanto da porsi in competizione con la maggior parte delle Free Zone, famose per offrire all’investitore straniero un ambiente accogliente e ben organizzato per lo svolgimento del business.

Legge n. 13 del 2011

Nel 2011 è stata inoltre emanata la legge n. 13 volta a favorire le società costituite nelle Free Zone che intendono fare affari nel territorio mainland di Dubai, poiché ha permesso loro di aprire una filiale per operare in loco.

Va subito precisato che tale legge non ha però consentito alle filiali di società Free Zone di svolgere liberamente attività economiche sul territorio mainland, poiché è pur sempre necessario ottenere una previa licenza da parte del DED.

La legge n. 13 del 2011 ha infatti ribadito che nessuno è autorizzato a svolgere attività economica a Dubai (mainland) se non attraverso un soggetto giuridico che abbia ricevuto un’apposita licenza dal DED. Chiunque violi le disposizioni di questa legge può essere multato fino a 100.000 AED (circa Euro 21.000).

Va ricordato che le società Free Zone possono operare sul territorio mainland utilizzando una delle seguenti strutture giuridiche:

  1. la Civil Work Company (simile alla nostra società tra professionisti)
  2. la Limited Liability Company (simile alla società a responsabilità limitata)
  3. la Branch (simile alla nostra filiale).

La Civil Work Company può esercitare solo attività di natura professionale e può essere posseduta al 100% da soggetti (persone fisiche o giuridiche) di nazionalità non emiratina, e quindi anche da una società Free Zone, a condizione che le attività di quest’ultima coincidano con le attività della Civil Work Company (si pensi ad una società Free Zone di architetti che decide di costituire una Civil Work Ccompany per redigere progetti di architettura sul territorio mainland di Dubai). La Civil Work Company, pur non richiedendo un socio emiratino, necessita però di un service agent di nazionalità emiratina.

Le società Free Zone possono poi essere socie di una Limited Liability Company, però solo con una quota massima del 49% poiché il restante 51% deve essere posseduto da un soggetto (persona fisica o giuridica) di nazionalità emiratina.

Grazie all’introduzione della legge n. 13/2011 vi è ora una terza possibilità per operare sul territorio mainland, dando appunto vita ad una branch, ossia la filiale della società Free Zone. Il vantaggio della Branch è che può essere posseduta al 100% dalla società Free Zone e non richiede quindi un socio locale, ma dovrà comunque avere lo stesso nome e svolgere la medesima attività della società Free Zone. Peraltro, anche nel caso della Branch sarà necessario nominare un service agent locale.

Ricordiamo che il service agent non svolge alcun ruolo gestionale né è socio della società, ma ha solo il compito di tenere i rapporti burocratici con le autorità locali e di norma riceve a titolo di compenso un importo fisso annuale.

Tag dell'informativa

Registrazione di una Branch a Dubai

Ai fini della registrazione della Branch a Dubai è necessario anche l’intervento del Ministero dell’Economia.

Sebbene la legge n. 13/2011 nulla dica circa le attività che possono essere svolte dalla Branch della società Free Zone, in pratica vi sono alcune limitazioni. Difatti, il Ministero dell’Economia prevede alcune restrizioni sulle attività che possono essere svolte a Dubai da filiali di società straniereAd esempio, il Ministero dell'Economia non permette ad una filiale di una società Free Zone di svolgere attività di trading, di agente commerciale, di fornitura di manodopera o di ristorazione.

In linea generale, mentre i requisiti richiesti dal DED per rilasciare la licenza ad una filiale di società Free Zone non appaiono particolarmente complessi, i requisiti richiesti dal Ministero dell’Economia al fine di registrare la filiale di una società Free Zone sono i seguenti:

  1. Certificato di approvazione iniziale e nome commerciale come emessi dal DED
  2. Copia dei documenti societari della società Free Zone, incluso la delibera assembleare che autorizza l’apertura della Branch e la procura a favore del direttore generale della filiale
  3. Copia del passaporto del direttore generale e del service agent locale o copia della licenza commerciale nel caso in cui il service agent sia una società
  4. Contratto con il service agent locale debitamente autenticato presso il notaio
  5. Pagamento di 15.000 AED a titolo di tasse del Ministero dell'Economia
  6. Garanzia bancaria di 50.000 AED a favore del Ministero dell'Economia.

In definitiva, la legge n. 13/2011, consentendo la creazione di filiali, ha reso molto più semplice alle società Free Zone l’operare sul territorio mainland di Dubai, ma occorre sapere che continuano ad esserci restrizioni sulle attività che possono essere effettivamente svolte da tali filiali, per cui è consigliabile effettuare sempre delle verifiche preventive presso tutti gli organi competenti prima di procedere alla costituzione della Branch.

 

Analisi di mercato
Rapporto 2020 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole Dop, Igp e Stg
Rapporto 2020 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole Dop, Igp e Stg
Il Rapporto di Ismea e Fondazione Qualivita conferma la crescita del valore dei prodotti a Indicazione Geografica (IG) e delle loro performance sui mercati esteri nel 2019.
SACE - Simest: Export italiano ottobre 2020
SACE - Simest: Export italiano ottobre 2020
L'export italiano di beni mostra una contrazione del 12% nei primi dieci mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Risultati economici delle imprese e delle multinazionali nel 2018
Risultati economici delle imprese e delle multinazionali nel 2018
Secondo l'Istat nel 2018 il valore aggiunto è prodotto in Italia per il 37,8% al Nord-ovest e per il 25,5% nel Nord-est; seguono il Centro con il 20,4% e il Mezzogiorno con il 16,4%.
Rapporto di previsione Prometeia dicembre 2020
Rapporto di previsione Prometeia dicembre 2020
In Italia, dopo il calo del Pil nel quarto trimestre 2020 (-3,2%) e nel primo del 2021 (-0,4%), l’attività dovrebbe riprendere dalla prossima estate, grazie anche all’arrivo dei primi fondi Next Generation EU.
Ricavi in crescita per il Parmigiano Reggiano
Ricavi in crescita per il Parmigiano Reggiano
Secondo il bilancio preventivo 2021, i ricavi saranno pari a 51,8 milioni di euro (rispetto ai 38,4 del 2019 e ai 33,4 del 2018).
Indice PMI eurozona dicembre 2020
Indice PMI eurozona dicembre 2020
A dicembre, l’attività economica dell’eurozona si sta avvicinando alla stabilizzazione con una crescita più forte della produzione manifatturiera che compensa il calo ulteriore dell’attività terziaria.
Esportazioni delle regioni italiane III trimestre 2020
Esportazioni delle regioni italiane III trimestre 2020
Nel terzo trimestre l’Istat stima una forte crescita congiunturale delle esportazioni: +34,3% per il Centro, +33,4% per il Nord-est, +30,3% per il Nord-ovest e +27% per il Sud.
Gli effetti della pandemia sull’industria meccanica italiana
Gli effetti della pandemia sull’industria meccanica italiana
La pandemia ha causato una perdita di fatturato per l’industria meccanica italiana di oltre 4,5 miliardi nel 2020 (-9,4%), per un fatturato totale di 44,5 miliardi.
Osservatorio Altagamma: lusso in calo del 20%
Osservatorio Altagamma: lusso in calo del 20%
L’Altagamma-Bain Worldwide Market Monitor 2020 si attende per quest’anno un calo senza precedenti del mercato del lusso: -20/-22%.
Investimenti in startup in Italia nel 2020
Investimenti in startup in Italia nel 2020
Nel 2020 le startup hi-tech italiane hanno raccolto 683 milioni di euro, circa 11 milioni in meno di quanto raccolto nel 2019.