Getting old before getting rich, una trappola per l’America Latina?

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Nell’immaginario collettivo l’Africa è il continente giovane per eccellenza, destinato a un’esplosione demografica nei prossimi decenni; dell’America Latina si ha una vaga idea di area del mondo tutto sommato giovane, specie se rapportata all’Europa.

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I dati Onu relativi all’indice di dipendenza della popolazione anziana confermano l’intuizione,collocando il sub continente al secondo posto a pari merito con l’Asia. Le proiezioni al 2040 sono però sorprendenti ed evidenziano un trend inedito per la regione, di progressiva chiusura del gap con Europa e Nord America e netta divergenza da Africa e, in misura minore, Asia. 

A partire dal 2020 il cosiddetto “dividendo demografico” inizierà a scemare e si avvierà il percorso inverso. Proiezioni a così lungo termine possono sembrare ardite ma, pur essendo dinamiche di fondo, vanno affrontate nell’immediato dai policy maker per dare risposte efficaci.

I fattori alla base dell’invecchiamento della popolazione in America Latina sono comuni a quelli di altre aree del mondo: riduzione della fertilità e allungamento della vita media grazie a migliori condizioni di vita. Diversamente dalle aree più avanzate, però, al declino demografico dovuto a un saldo naturale negativo, non dovrebbe porre rimedio il saldo migratorio, atteso neutro o tutt’al più lievemente a sfavore. Ne deriva un trend di invecchiamento senza eguali nei prossimi decenni.

L’invecchiamento della popolazione mette sotto pressione i conti pubblici attraverso diversi canali: la riduzione della popolazione attiva influisce negativamente sia sulla base contributiva sia sulla produttività, erodendo il tasso di crescita potenziale del Pil; la minore crescita economica determina una riduzione delle entrate pubbliche che si unisce alle maggiori spese, soprattutto in ambito sanitario e previdenziale. Questo avviene in un contesto in cui il Pil pro capite medio dell’area a fine 2017 era pari ad appena 14.550 dollari contro i 39.589 dei Paesi Ocse. Il pericolo per molti dei Paesi dell’area è quello di diventare vecchi ancora prima di aver raggiunto un livello di sviluppo elevato. La sfida è pertanto di sostenere la crescita all’interno di un equilibrio delle finanze pubbliche sempre più complesso da raggiungere, come mostra la scorecard relativa a 11 geografie, che rappresentano il 90% dell’export italiano nel 2018. 


Tali dinamiche tuttavia non devono costituire un elemento di preoccupazione per le imprese italiane che già operano, o intendono puntare su diverse geografie dell'area, se non altro nel futuro più prossimo. In un’ottica di più breve respiro, i principali rischi nel subcontinente sono invece legati a criticità relative ad alcuni mercati specifici, come l’Argentina, che ha in essere un programma con il Fmi. Le principali destinazioni dell’export italiano nell’area, Messico e Brasile, hanno da poco eletto nuovi leader fortemente impegnati al rafforzamento della crescita. Qui i nostri esportatori potranno continuare a concentrare i propri sforzi nei prossimi anni, così come in Colombia e Perù: sono queste le 4 geografie prioritarie individuate da SACE SIMEST nell’area.

Davide Serraino

Analisi di mercato
Previsioni Italia Confindustria 2021
Previsioni d’autunno: rivisto al rialzo il Pil italiano
Secondo il World Economic Outlook di Fmi, il prodotto interno lordo italiano cresce più della media dell'area euro: +5,8% nel 2021 (+0,9 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di luglio) e +4,2% nel 2022
Export agroalimentare 2021
L'export agroalimentare supererà i 50 miliardi nel 2021
Secondo l’Istat, l'export dei beni di consumo non durevole, di cui l'alimentare rappresenta una gran parte, ha registrato a giugno 2021 un incremento del +15,2% su giugno 2020 (quando l'export agroalimentare aveva registrato un +1,6%), sul semestre l'aumento tendenziale è dell'11,5% (nel semestre 2020 +2,2%).
Digitale in Italia 2021
Previsioni mercato digitale in Italia
Secondo il 52° rapporto Anitec-Assinform, nel 2020 il mercato digitale italiano vale oltre 71,5 miliardi di euro. L’incidenza del mercato digitale sul PIL è passata dal 4% al 4,3% nel triennio 2017-2020.
Yachting Italia 2021
Mercato italiano della cantieristica nautica
Secondo il report di Deloitte, Il valore della produzione della cantieristica nautica italiana ammonta a 2,8 miliardi di euro (crescita media del 12,7% tra il 2014 e il 2019).
Bollettino economico della BCE settembre 2021
Bollettino economico della BCE settembre 2021
Le proiezioni macroeconomiche formulate a settembre 2021 dagli esperti della BCE, rispetto all’esercizio precedente, segnano una lieve revisione al rialzo delle prospettive di crescita dell’economia mondiale.
Export Italia luglio 2021
SACE - Simest: Export italiano luglio 2021
Nei primi 7 mesi dell'anno si registra un incremento sostenuto delle vendite italiane all’estero (+22,8% vs. gen-lug’ 20). Tale dinamica continua a beneficiare del confronto con aprile e maggio 2020, mesi di restrizioni dovute alla pandemia, durante i quali le esportazioni di beni italiane sono crollate.
Congiuntura metalmeccanica
Congiuntura Metalmeccanica (settembre 2021)
Secondo l’Indagine congiunturale di Federmeccanica, nei mesi più recenti l’attività produttiva metalmeccanica ha superato i volumi di produzione che si realizzavano prima della pandemia.
Rapporto Export SACE 2021
Rapporto Export SACE 2021
La XV edizione del Rapporto Export di SACE offre informazioni utili per orientarsi sui mercati esteri e comprendere le dinamiche dell’export italiano.
Gap infrastrutture Italia
Il capitale infrastrutturale dell’Italia
La competitività delle imprese è legata alla disponibilità di una rete adeguata di trasporti e di telecomunicazioni, nonché alla qualità del servizio energetico e idrico input essenziali dei processi di produzione.
Regioni italiane export I semestre 2021
Esportazioni delle regioni italiane (II trimestre 2021)
Nel secondo trimestre l'Istat stima una crescita congiunturale delle esportazioni, con intensità diverse, per tutte le ripartizioni: +7,3% il Nord-est, +3,8% il Sud e Isole, +3,6% il Nord-ovest e +0,2% il Centro.