Gli effetti della pandemia sull’industria meccanica italiana

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La pandemia ha causato una perdita di fatturato per l’industria meccanica italiana di oltre 4,5 miliardi nel 2020 (-9,4%), per un fatturato totale di 44,5 miliardi.

Gli effetti della pandemia sull’industria meccanica italiana

I risultati elaborati dall’Ufficio Studi di Anima Confindustria, parlano di un settore in crisi: si ritorna a valori di produzione simili a quelli del 2016.

Nel dettaglio dei settori, la Produzione di energia scende a 15,05 miliardi di euro (-7,4%). Hanno un grosso impatto in questo calo le esportazioni (-9,9%), con gravi perdite all’estero per turbine a gas (1,49 miliardi, -17,5%) e turbine a vapore (-21,9%), motori a combustione interna (-18,0%) e pompe (1,45 miliardi, -11,3%).

Si prevedono perdite contenute per il montaggio degli impianti industriali sul fatturato 2020 (3,62 miliardi, -2,3%). Fanno eccezione in questo comparto gli strumenti di misura per gas, carburanti e acqua, che non registrano variazioni rispetto al 2019 (1,02 miliardi di fatturato).

I comparti dell’Oil&Gas e della produzione di energia stanno subendo l’effetto collaterale della pandemia dovuto alla minore richiesta di combustibili. Il comparto dell’energia soffrirà la mancanza di nuove commesse 2020 insieme al prezzo del petrolio a livelli bassissimi che creeranno difficoltà nel 2021.

Il comparto della Logistica e Movimentazione registra un calo del -13,8% con un valore di produzione che si attesta intorno a 4,84 miliardi di euro. Per gli impianti ed apparecchi per il sollevamento e trasporto è previsto un fatturato di 2,7 miliardi di euro (-15%), anche i carrelli industriali semoventi perdono circa -15% (1,4 miliardi). Meglio per le scaffalature industriali, in calo del -4,1% ma con un valore export che rimane stabile sui 415 milioni di euro.

La produzione di Tecnologie Alimentari sembra essere il settore maggiormente colpito, con una perdita del -13,5% sul fatturato 2020 (4,55 miliardi): pesa il -15,7% delle esportazioni. Scendono sotto il miliardo le attrezzature frigorifere per il commercio (900 milioni, -11,3%), sotto i 200 milioni le macchine ed impianti per molini (-20,9%) e quelle per la trasformazione della frutta (-15,1%). Per quanto riguarda l’export, -18,5% per gli articoli casalinghi (485 milioni di euro), -14,9% le macchine da caffè espresso (315 milioni di euro).

Il fatturato 2020 delle Tecnologie e prodotti per l’Industria dovrebbe attestarsi sui 2,94 miliardi (-7%), subendo quindi perdite leggermente più contenute rispetto ad altri settori. Le previsioni per il comparto della saldatura e taglio parlano di un settore stabile sui 1,21 miliardi di fatturato nel 2020, mentre gli impianti di finitura perdono il -3,6%. Pesa il dato alla voce “export” dei forni industriali, passati da 1,16 miliardi di euro nel 2019 ai 955 milioni di quest’anno.

Per Edilizia e Infrastrutture atteso un calo del -9,3% con 14,03 miliardi di fatturato. Macchine edili, stradali, minerarie ed affini segnano -14,9% (2,35 miliardi); -4,6% per apparecchi e componenti per impianti termici (2,08 miliardi di euro), tenute in buona parte dal mercato interno. Valvole e rubinetti registrano -10,3% con 6,75 miliardi di euro di fatturato nel 2020: un calo che vede come voce principale i circa 550 milioni di euro non incassati dall’export.

Il comparto delle Macchine ed impianti per la Sicurezza dell’uomo e dell’ambiente, con un fatturato a fine anno intorno ai 3,13 miliardi di euro (-8,4%). Stabili gli impianti per il trattamento dei rifiuti, in calo impianti e apparecchi per la depurazione di acque reflue (-5,2%, 235 milioni di euro) e materiali antincendio (1 miliardo, -6,5%). Il comparto più penalizzato riguarda le serrature, ferramenta e maniglie, che scendono a 1,4 miliardi di euro nel 2020 (-11,7%).

*Previsioni Ufficio Studi ANIMA per il 2020

Fonte: Federazione ANIMA Confindustria

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