Indagine Mediobanca sulle società del settore vinicolo

di lettura

La prima sezione dell’indagine annuale riguarda 215 società di capitali italiane operanti nel settore vinicolo, la seconda  analizza l’aggregato delle 14 maggiori imprese internazionali quotate con fatturato superiore a 150 milioni di euro.

Image

Gli analisti hanno preso in considerazione i bilanci aggregati per il periodo 2014-2018 di 215 aziende italiane specializzate in attività vinicole che nel 2018 hanno fatturato più di 20 milioni di euro.

L'insieme è composto da 77 cooperative, 125 S.p.A. e s.r.l. a controllo italiano e 13 a controllo estero. L’aggregato ha espresso nel 2018 un fatturato pari a 9,1 miliardi, di cui 4,6 miliardi oltre confine (il 73,1% dei 6,2 miliardi di esportazioni rilevate dall'Istat).

    Il secondo aggregato 2014-2018 analizza le performance delle 14 maggiori imprese internazionali quotate con fatturato superiore a 150 milioni di euro che hanno segnato nel 2018 ricavi pari a 5,7 miliardi di euro.

    Le evidenze economico-finanziarie sono state integrate con interviste alle imprese volte a valutare:

    • i dati pre-consuntivi del 2019
    • le attese sulle vendite per il 2020.

    L’industria vinicola italiana prima del Covid-19

    I dati preconsuntivi relativi al 2019 indicano che i maggiori produttori italiani hanno chiuso lo scorso anno con una crescita del fatturato dell’1,1%, un risultato modesto se confrontato con il quadriennio 2014 - 2018 in cui le vendite sono cresciute a ritmi compresi tra il 6,7% del 2018 e il 4,7% del 2015.

    Il rallentamento del 2019 è attribuibile alla dinamica negativa del mercato interno (-2,1%) in controtendenza rispetto all’export, che ha segnato una crescita del 4,4% rispetto al 2018 anche se lontano dalle crescite oltre il 7% del triennio 2015 - 2017.

    Gli investimenti materiali nel 2019 registrano un decremento del 15,9% sul 2018, dopo quattro anni di forte crescita.

    I Paesi UE si confermano il mercato estero principale, con una quota del 51,9% dell’export totale e un incremento del 3,4% rispetto al 2018.

    Per quanto riguarda i canali distributivi: prevale la grande distribuzione organizzata (GDO) che interessa il 36,0% della produzione; seguono grossisti e intermediari (19,6%), Ho.Re.Ca. (16,8%), vendita diretta (11,6%, di cui online 0,7%), enoteche e wine bar 6,9%.

    Il fatturato pre-consuntivo del 2019 conferma i tre maggiori player italiani: Gruppo Cantine Riunite & Civ a 630 milioni (+2,9% sul 2018), seguito da Caviro a 329 milioni (-0,4%) e Palazzo Antinori a 246 milioni (+5,3%). Seguono Casa Vinicola Botter a 217 milioni (+10,9%), Fratelli Martini a 210 milioni (-2%), Casa Vinicola Zonin a 205 milioni (+1,4%), Enoitalia a 199 milioni (+9,7%), Cavit a 191 milioni (+0,5%), Santa Margherita a 189 milioni (+6,8%) e, in decima posizione, Mezzacorona a 187 milioni (-0,8%).

    Casa Vinicola Botter è campione di export nel 2019 con il 93,7% del fatturato, seguita da Farnese al 92,0%, Ruffino al 91,4%, F.lli Martini con l’86,1%, Mondodelvino con l’83,3% e La Marca all’82,8%.

    L’industria vinicola italiana dopo il Covid-19

    Il 63,5% delle aziende prevede di subire nel 2020 un calo delle vendite (superiore al 10% per il 41,2% del campione). Pesano il lockdown del macro settore Ho.Re.Ca. e la caduta del commercio mondiale stimata dalla World Trade Organization tra il 15% e il 30%.

    Il 60% delle imprese si aspetta per il 2020 una flessione delle esportazioni (superiore al 10% per il 37,5% degli intervistati).

    Il 53,4% delle cooperative, maggiormente legate al mass market e alla distribuzione attraverso la Gdo rispetto all’Ho.Re.Ca, ha formulato per il 2020 previsioni meno pessimistiche sul fatturato di quelle delle S.p.A. e S.r.l. (la quota di cooperative che attende cali di vendite oltre il 10% si ferma al 26,7% contro il 50% delle altre).

    I produttori di vini spumanti esprimono attese meno negative rispetto a quelli di vini non spumanti. Tra i primi, il 55,5% prevede perdite di fatturato con una contrazione dell’export del 41,2%; quota che sale oltre il 65%, sia per perdite di fatturato che export, per i secondi. Le vendite dei vini spumanti crescono infatti in corrispondenza delle festività di fine anno, periodo entro il quale si auspica il superamento della crisi sanitaria.

    Se si assume che le esportazioni italiane di vino si ridurranno in linea con la caduta del commercio mondiale ipotizzata dalla WTO, si stima una contrazione dell’export per i maggiori produttori italiani nel 2020 compresa tra € 0,7 e € 1,4 miliardi.

    Quanto al mercato domestico, considerato che circa il 65% delle vendite nazionali è veicolato da canali diversi dalla Gdo, si stima fino alla metà di maggio una perdita di oltre € 0,5 miliardi.

    Mediobanca stima nel 2020 una contrazione complessiva del fatturato per circa € 2miliardi, frutto di minori vendite nazionali e estere, con una riduzione stimabile del settore tra il 20% e il 25% rispetto al 2019.

    Covid-19 e previsioni export vino italiano

    Fonte: Mediobanca

    Analisi di mercato
    Previsioni Italia Confindustria 2021
    Previsioni d’autunno: rivisto al rialzo il Pil italiano
    Secondo il World Economic Outlook di Fmi, il prodotto interno lordo italiano cresce più della media dell'area euro: +5,8% nel 2021 (+0,9 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di luglio) e +4,2% nel 2022
    Export agroalimentare 2021
    L'export agroalimentare supererà i 50 miliardi nel 2021
    Secondo l’Istat, l'export dei beni di consumo non durevole, di cui l'alimentare rappresenta una gran parte, ha registrato a giugno 2021 un incremento del +15,2% su giugno 2020 (quando l'export agroalimentare aveva registrato un +1,6%), sul semestre l'aumento tendenziale è dell'11,5% (nel semestre 2020 +2,2%).
    Digitale in Italia 2021
    Previsioni mercato digitale in Italia
    Secondo il 52° rapporto Anitec-Assinform, nel 2020 il mercato digitale italiano vale oltre 71,5 miliardi di euro. L’incidenza del mercato digitale sul PIL è passata dal 4% al 4,3% nel triennio 2017-2020.
    Yachting Italia 2021
    Mercato italiano della cantieristica nautica
    Secondo il report di Deloitte, Il valore della produzione della cantieristica nautica italiana ammonta a 2,8 miliardi di euro (crescita media del 12,7% tra il 2014 e il 2019).
    Bollettino economico della BCE settembre 2021
    Bollettino economico della BCE settembre 2021
    Le proiezioni macroeconomiche formulate a settembre 2021 dagli esperti della BCE, rispetto all’esercizio precedente, segnano una lieve revisione al rialzo delle prospettive di crescita dell’economia mondiale.
    Export Italia luglio 2021
    SACE - Simest: Export italiano luglio 2021
    Nei primi 7 mesi dell'anno si registra un incremento sostenuto delle vendite italiane all’estero (+22,8% vs. gen-lug’ 20). Tale dinamica continua a beneficiare del confronto con aprile e maggio 2020, mesi di restrizioni dovute alla pandemia, durante i quali le esportazioni di beni italiane sono crollate.
    Congiuntura metalmeccanica
    Congiuntura Metalmeccanica (settembre 2021)
    Secondo l’Indagine congiunturale di Federmeccanica, nei mesi più recenti l’attività produttiva metalmeccanica ha superato i volumi di produzione che si realizzavano prima della pandemia.
    Rapporto Export SACE 2021
    Rapporto Export SACE 2021
    La XV edizione del Rapporto Export di SACE offre informazioni utili per orientarsi sui mercati esteri e comprendere le dinamiche dell’export italiano.
    Gap infrastrutture Italia
    Il capitale infrastrutturale dell’Italia
    La competitività delle imprese è legata alla disponibilità di una rete adeguata di trasporti e di telecomunicazioni, nonché alla qualità del servizio energetico e idrico input essenziali dei processi di produzione.
    Regioni italiane export I semestre 2021
    Esportazioni delle regioni italiane (II trimestre 2021)
    Nel secondo trimestre l'Istat stima una crescita congiunturale delle esportazioni, con intensità diverse, per tutte le ripartizioni: +7,3% il Nord-est, +3,8% il Sud e Isole, +3,6% il Nord-ovest e +0,2% il Centro.