La Croazia entra nell’Area dell’euro

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Il 1° gennaio 2023 la Croazia ha adottato la moneta unica ed è diventata il 20° membro dell’area dell’euro.

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Il 12 luglio 2022 il Consiglio dell’Unione europea ha formalmente approvato l’adesione della Croazia all’area dell’euro fissando a 7,53450 per euro il tasso di conversione della kuna croata.

La Croazia ha una popolazione di circa 4 milioni di abitanti, il PIL rappresenta circa lo 0,5 per cento di quello dell’area dell’euro che è il suo principale partner commerciale e finanziario.

Dopo l’adesione all’UE nel 2013, la Croazia ha compiuto progressi significativi nel far fronte agli squilibri macroeconomici e nel realizzare una convergenza verso l’area dell’euro. Il suo PIL pro capite, pari a circa il 55 per cento della media dell’area dell’euro nel 2012 (poco prima dell’adesione), ha raggiunto poco più del 70 per cento nel 2022.

Data la già profonda integrazione della Croazia nell’area dell’euro, l’adozione della moneta unica apporterà notevoli benefici:

  • eliminazione del rischio di cambio nei confronti dell’euro (vulnerabilità dell’economia croata)
  • impatto positivo sul commercio estero, sul turismo e sugli investimenti, dovuto ai minori costi di transazione e alla maggiore trasparenza e comparabilità dei prezzi
  • minori costi di indebitamento per l’economia, grazie al saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione e alla riduzione dei costi regolamentari.

Eventuali costi e rischi associati all’adozione dell’euro, come i costi legati al passaggio alla nuova moneta o il rischio di incrementi ingiustificati dei prezzi, per contrastare i quali le autorità croate hanno applicato diverse misure, dovrebbero essere relativamente contenuti.

Nel 2021 l’economia ha registrato una crescita pari al 13,1 per cento, sulla scia di una positiva stagione turistica e della vigorosa dinamica dei consumi privati e degli investimenti.

Nel 2022 l’economia della Croazia si è confermata come una di quelle in più rapida crescita fra gli Stati membri dell’UE, grazie ai perduranti risultati positivi del settore del turismo e alla relativamente limitata diretta esposizione commerciale e finanziaria nei confronti della Russia.

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