Perché puntare sul Vietnam?

di lettura

Il Vietnam offre manodopera (anche di qualità) a costi nettamente inferiori a equivalenti localizzazioni in Cina e parchi industriali ben organizzati.

La legislazione prevede un salario minimo attorno ai 60 dollari al mese. In realtà, il costo nelle aree più sviluppate (Ho Chi Minh City e Hanoi) va da un minimo di 70 dollari per mansioni poco qualificate a 230 dollari per operai/e specializzati a 400/600 dollari per tecnici ben preparati (laurea breve) o capireparto esperti. Per i top manager i costi possono salire attorno ai 3.000/3.500 dollari al mese.

In sei mesi, in Vietnam, è possibile costruire una fabbrica e avviare un’attività produttiva. La soluzione più diffusa è l’insediamento in uno dei 200 Parchi industriali che spesso offrono oltre ai servizi base (allacciamenti idrici, elettrici, parcheggi, movimentazione carichi) anche supporto amministrativo in fase di avvio dell’investimento (iter burocratici, permessi, reperimento manodopera, corsi di formazione). Ma soprattutto esistono numerose agevolazioni fiscali per attività qualificate e localizzate in aree svantaggiate che danno diritto a esenzioni fiscali parziali o totali per periodi che vanni da 5 a 10 anni.

Tra il 2000 e il 2010 sono confluiti in Vietnam investimenti diretti di multinazionali statunitensi, europee, coreane, giapponesi e cinesi per 129 miliardi di dollari. E nel 2011 le esportazioni dei principali distretti industriali vietnamiti sono cresciute in media del 35 per cento.

Esistono diverse possibilità di insediamento: uffici di rappresentanza, società commerciali, attività produttive a pieno controllo italiano o in joint venture con partner locali.

Le tasse si pagano come in Cina: 25% sugli utili annui. Grazie ai trattati contro la doppia imposizione, i pagamenti sono detraibili in Italia e gli utili possono essere liberamente rimpatriati in Italia.

Il Vietnam fa parte dell’area di libero scambio Asean che comprende anche Indonesia, Thailandia, Malaysia, Singapore e altri Paesi emergenti come Cambogia e Birmania. Con il vantaggio di poter esportare in un mercato di 580 milioni di consumatori con un dazio massimo del 5%.

Asean ha trattati di libero scambio anche con Cina, Giappone e Corea. Infine i prodotti vietnamiti godono di un accesso privilegiato sul mercato statunitense.

Opportunità in Vietnam oggi

Il Paese è particolarmente conveniente per l’approvvigionamento di prodotti, lavorazioni e componenti a basso costo nel settore dell’abbigliamento, calzature, mobile e arredamento, elettronico e meccanico.

Con 86 milioni di abitanti, il Vietnam rappresenta un mercato interessante per i beni di consumo grazie ai redditi crescenti e all’inclinazione verso i prodotti stranieri di una classe media emergente composta soprattutto da giovani.

Il Governo di Hanoi è intenzionato nei prossimi 5 anni a investire almeno 15 miliardi di dollari all’anno per costruire una rete autostradale e ferroviaria e sta modernizzando il sistema portuale degli aeroporti. Ha inoltre avviato la costruzione di centrali elettriche per diverse migliaia di Megawatt.

Interessanti opportunità anche per i fornitori di tecnologia e know how. Nel 2011, nonostante la crisi mondiale, le importazioni vietnamite di macchinari industriali hanno superato i 15 miliardi di dollari (+12%).

Il Vietnam è un grande esportatore di prodotti agricoli e della pesca, ma con un’industria alimentare ancora agli inizi: la filiera agroalimentare ha bisogno di tecnologie e investimenti in macchinari, catene del freddo, impianti di packaging.

Più di 2mila chilometri di coste in gran pare intatte e città millenarie come Hanoi fanno del Vietnam una meta di grande attrazione turistica (26 milioni di visitatori da tutto il mondo nel 2011). Nel settore sono in atto investimenti per centinaia di milioni di dollari che offrono importanti opportunità ai fornitori italiani di attrezzature alberghiere, arredamento su base contract.

Tag dell'informativa

Analisi di mercato
Scenari al 2030 per l’economia italiana
Scenari al 2030 per l’economia italiana
Secondo Prometeia, nel 2030 il Pil italiano potrebbe segnare un balzo di oltre 10 punti percentuali rispetto al 2019, con una crescita media nei dieci anni vicina al 2% (se i fondi Next Generation EU verranno utilizzati in modo efficiente).
PIL in ripresa dal secondo trimestre 2021
PIL in ripresa dal secondo trimestre 2021
Secondo la pubblicazione trimestrale elaborata dall’Istituto di previsione economica tedesco Ifo, dall’Istat e dall’Istituto svizzero KOF nel IV trimestre 2020, il Pil dell'area dell'euro è diminuito meno del previsto (-0,7%).
LuxCo 2030: prodotti di lusso sempre più sostenibili
LuxCo 2030: prodotti di lusso sempre più sostenibili
Secondo il Report "LuxCo2030: A Vision of Sustainable Luxury", nel 2030 saranno leader i brand che sapranno mettere la sostenibilità al centro delle loro strategie rivendendo valori aziendali e modelli di business.
PwC: operazioni M&A nel secondo semestre 2020
PwC: operazioni M&A nel secondo semestre 2020
Dopo il calo di marzo/giugno, PwC registra una forte ripresa delle operazioni M&A nel secondo semestre 2020.
L’economia lombarda: le 5 eccellenze da cui ripartire
L’economia lombarda: le 5 eccellenze da cui ripartire
La rilevanza della Lombardia è tale che la ripartenza post-Covid della regione risulta decisiva per accompagnare l’Italia fuori dalla crisi.
SACE - Simest: Export italiano Gennaio 2021
SACE - Simest: Export italiano Gennaio 2021
Il 2021 si è aperto con una contrazione dell'export di beni pari all'8,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato risente del confronto con un inizio 2020 ancora esente dagli effetti della pandemia.
Rapporto sulla Bioeconomia in Europa
Rapporto sulla Bioeconomia in Europa
La sesta edizione del Rapporto è dedicata alla filiera agro-alimentare, che rappresenta uno dei motori della Bioeconomia e un elemento chiave nel percorso di transizione verso un sistema di produzione e consumo più sostenibili.
Esportazioni delle regioni italiane nel 2020
Esportazioni delle regioni italiane nel 2020
Nel quarto trimestre 2020, l’Istat stima una crescita congiunturale delle esportazioni più ampia per il Nord-ovest (+6,5%) e il Sud e Isole (+5,7%), più contenuta per il Centro (+3,6%) e il Nord-est (+3,4%).
Nel 2020 l’export di vino italiano cala del 2,3%
Nel 2020 l’export di vino italiano cala del 2,3%
L'export italiano di vino nel 2020 resiste all’onda pandemica e registra perdite a valore pari a -2,3%. Molto meglio della Francia (-10,8%) e anche della Spagna (-3,2%).
SACE: Mappa dei rischi 2021
SACE: Mappa dei rischi 2021
La Mappa elaborata da SACE prospetta un anno di incremento generalizzato a livello dei rischi del credito e politici, seppure con intensità diverse a seconda delle varie geografie.