Previsioni Confindustria, Banca d’Italia, FMI e Fitch

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Fare previsioni macroeconomiche in periodi pandemici è estremamente complesso. Dal confronto delle proiezioni di primarie fonti nazionali e internazionali emergono alcune differenze.

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Indagine rapida Confindustria sulla produzione industriale

Secondo il Centro Studi Confindustria, nel secondo trimestre la domanda estera resta debole. Penalizzate in particolare le esportazioni italiane in USA e Sud America, ancora in piena fase di emergenza Covid-19.

I dati dell’Indagine Rapida rilevano una diminuzione della produzione industriale:

  • rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, in giugno il calo è stato pari al 18,9%, in maggio del 29,1%
  • rispetto al mese precedente, in giugno il rimbalzo è stato del 3,9%, in maggio del 32,1%.

Nel secondo trimestre l’attività nell’industria è stimata diminuire del 21,6%, in netto peggioramento rispetto all’andamento registrato nel primo (-8,4% sul quarto 2019).

Le imprese con quota di fatturato esportato maggiore del 60% hanno evidenziato un recupero più lento rispetto a quelle più orientate sul mercato interno. La domanda di prodotti italiani si è infatti notevolmente ridimensionata nei partner commerciali che stanno attraversando ora la fase acuta della pandemia.

I dati sull’andamento della fiducia, seppure in graduale miglioramento, evidenziano un generale pessimismo, nonostante i numerosi provvedimenti a sostegno dell’economia finora introdotti:

  • l’indice di fiducia delle famiglie in giugno è 10 punti inferiore rispetto a quello di gennaio
  • tra le imprese, la fiducia è di 33 punti più bassa rispetto a gennaio (-47,4 nei servizi di mercato).

Previsioni Bankitalia giugno 2020

Le proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2020-22 elaborate dagli esperti della Banca d’Italia considerano due scenari.

  • Nello scenario di base la contrazione del nostro PIL sarà pari al 9,2 per cento quest’anno, seguita da una graduale ripresa nel prossimo biennio (4,8 per cento nel 2021 e 2,5 per cento nel 2022). Il crollo del Pil 2020 è determinato dalla caduta della domanda estera e dei flussi turistici internazionali, dal decremento della domanda interna, dalle ripercussioni del lock down su occupazione e redditi delle famiglie. Le esportazioni di beni e servizi si ridurrebbero di quasi il 16 per cento nel 2020, riflettendo l’andamento della domanda estera e il sostanziale arresto nell’anno in corso dei flussi turistici internazionali, per poi tornare a crescere nei due anni seguenti.
  • Il secondo scenario, più pessimistico, considera l’ipotesi che l’epidemia si protragga più a lungo. In questo caso gli analisti prevedono “una caduta della domanda estera più marcata di quella dello scenario di base nell’anno in corso (20 per cento) e una ripresa più graduale nel prossimo biennio, sia del commercio mondiale sia dei flussi turistici… Il Pil cadrebbe di circa il 13 per cento quest’anno e recupererebbe a ritmi più moderati nel 2021”.

Previsioni FMI

Le più recenti stime del Fondo monetario internazionale prevedono una contrazione del Pil mondiale del 4,9% per il 2020 e di una crescita pari al 5,4% il prossimo anno.

Nell’Eurozona dopo la contrazione del 10,2% di quest’anno, il rimbalzo nel 2021 sarà del 6%. All’importante caduta del Pil italiano pari al 12,8% quest’anno seguirà un +6,3% nel 2021, in linea con le ipotesi dello scenario più severo ipotizzato da Bankitalia. Superiore al 10% anche la flessione prevista nel 2020 per il Pil del Regno Unito, in Germania si attende invece una riduzione del 7,8%.

Negli Stati Uniti la contrazione del Pil sarà dell’8%, in India del 4,5%, in Brasile del 9,1% e in Russia del 6,6% .

Previsioni Fitch

L’agenzia di rating Fitch alla fine dello scorso aprile ha ridotto l’affidabilità del debito pubblico italiano da BBB a BBB-, con outlook stabile.

Secondo le previsioni Fitch, il Pil italiano quest’anno calerà del 9,5%, crescerà del 4,4% nel 2021 e nel 2022 del 2,1%. Il Pil dell'Eurozona calerà dell'8% nel 2020 per poi rimbalzare a +4,5% nel 2021.

Fitch ha rivisto al rialzo le stime del Pil 2020 per Cina (+1,2%) e Germania (-6,3%), al contrario peggiorano per Brasile, Indonesia Messico, Regno Unito, Russia, Sudafrica e Turchia.

Primi segnali di ripresa (Istat)

Gli indicatori congiunturali italiani di maggio elaborati dall’Istat registrano i primi segni di ripresa dopo le marcate contrazioni di marzo e aprile. L’indice destagionalizzato della produzione industriale, ad aprile, è diminuito in termini congiunturali del 19,1% (a marzo era crollato del -28,4%).

A maggio 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni, dopo i fortissimi cali di marzo e aprile, mostri un deciso recupero, con un incremento del 168% rispetto al mese precedente.

Per ciò che concerne gli scambi con l’estero  i dati relativi ai mercati extra Ue per maggio segnalano un forte incremento delle esportazioni (+37,6% in termini congiunturali), dopo il marcato ridimensionamento delle vendite dei mesi precedenti (in aprile esportazioni extra Ue -37,3%,  verso l’Unione europea -32,7%). Nonostante il miglioramento osservato, i valori registrati a maggio sono inferiori di circa 4 miliardi rispetto a febbraio.  

Anche i più recenti indicatori di fiducia delle imprese hanno evidenziato evoluzioni incoraggianti in tutti i settori economici, in particolare nella manifattura sono migliorati sia i giudizi sugli ordini, sia le attese di produzione.

A luglio la fiducia delle imprese è cresciuta per il secondo mese consecutivo, (da 66,2 a 76,7) anche se resta ancora distante dai livelli precedenti l’emergenza sanitaria.

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