Rapporti commerciali con il Qatar: sanzioni e consigli per le aziende italiane

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Il 4 giugno 2017 l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l'Egitto e il Bahrein hanno interrotto i rapporti diplomatici e commerciali con il vicino Qatar, accusando il Qatar di finanziare gruppi estremisti islamici. Le sanzioni imposte contro il Qatar avranno un impatto importante sul commercio, sulle spedizioni, sui pagamenti collegati a forniture e alle assicurazioni sulle merci.

Rapporti commerciali con il Qatar: sanzioni e consigli per le aziende italiane


Oltre a espellere i diplomatici del Qatar, i Paesi sopra citati vietano anche il traffico via terra, mare e aereo con il paese.

I vettori di proprietà qatarine sono interdetti dal volo sui territori dei paesi indicati.

L'Arabia Saudita ha dichiarato che a nessuna nave battente bandiera/proprietà del Qatar sarà consentito di entrare in acque territoriali saudite. Le navi provenienti dai porti del Qatar non saranno autorizzate a scaricare in porti sauditi.
Il Bahrain ha altresì proibito alle navi battenti bandiere o di proprietà qatarina di attraccare in porti nel proprio stato. Nei prossimi mesi verrà definita la posizione dell'Egitto in merito alla possibile decisione di bloccare le navi del Qatar dal transito nel canale di Suez.

La situazione è in continua evoluzione, queste sanzioni hanno già influenzato o potrebbero a breve influenzare le spedizioni e i pagamenti ad esse collegate. Non è chiaro quanto tempo rimarranno in vigore nei confronti di Qatar e se altri Stati del Medio Oriente seguiranno la causa. Gli Stati Uniti non hanno finora preso alcuna posizione.

Consigli per le aziende che hanno rapporti commerciali con il Qatar

Le imprese che hanno in atto contratti di vendita/trasporti con il Qatar dovrebbero riesaminare urgentemente i propri contratti in merito ai presenti punti principali:

  • Verifica di eventuali clausole di forza maggiore o clausole nel contratto di vendita che consentano alle parti di ritardare le prestazioni, fornire prestazioni alternative o recedere dal contratto.
  • Verifica di eventuali maggiori costi e/o inadempienza a fronte di una vendita CIF , per mancata possibilità di attracco. 
    Il termine CIF prevede infatti l’obbligo da parte dell’esportatore al pagamento dei costi fino al porto di arrivo. La situazione sopra descritta potrebbe aggravare il costo del trasporto e le tempistiche di consegna merci con eventuale inadempienza dell’esportatore (elemento da valutare in base al dettato contrattuale).
  • In caso di lettera di credito verifica che il credito sia confermato e che vi sia la possibilità di effettuare una presentazione conforme. 

Dott. Marco Bertozzi
 

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