Rwanda: sviluppo e opportunità di business

di lettura

Il Rwanda, paese dell’Africa subsahariana, sta ormai avendo un enorme sviluppo economico, ampliando il proprio business a livello internazionale e attraendo numerosi buyer esteri nel suo mercato interno.

Image

Il Rwanda è un paese senza sbocco sul mare situato nel cuore dell'Africa sub-sahariana. È il quarto paese più piccolo del continente e copre un'area di circa 26.338 chilometri quadrati con una popolazione di circa 12 milioni di persone. 
Il PIL del Rwanda ha raggiunto in media 2,15 miliardi di dollari dal 1960 fino al 2016 e ha registrato un massimo storico di 8,38 miliardi di dollari nell'anno 2016. Il rapido sviluppo, insieme ad importanti riforme strutturali ed economiche, ha permesso al Rwanda di sostenere alti tassi di crescita economica nell'ultimo decennio. La "Rwanda Vision 2020" definisce un piano di sviluppo di lungo periodo del paese incentrato su quattro aree tematiche di crescita: sviluppo rurale, trasformazione economica, produttività e occupazione giovanile. 

Prospettive Paese e opportunità di investimento

Nel 2018, la Banca mondiale ha collocato il Rwanda al 41° posto al mondo in termini di semplicità di doing business. Secondo questa lista, il Rwanda è in seconda posizione in Africa solo dopo le Mauritius. Questa agilità ha attratto notevoli investimenti esteri rivolti alla gestione di progetti nel paese come anche nelle aree circostanti dell'Africa orientale e centrale. A metà del 2017, la Rwanda Private Sector Federation (PSF) ha firmato un accordo di collaborazione molto atteso con Confindustria - Assafrica & Mediterraneo che ha segnato un punto di partenza fondamentale nella facilitazione degli investimenti italiani verso i mercati locali in settori strategici sia per il paese che per le nostre aziende.

Il Settore dell’energia

Il settore dell'energia contribuisce in modo determinante al raggiungimento degli obiettivi a breve e lungo termine previsti nella Vision 2020 del Rwanda. Sono in corso piani per aumentare la capacità di generazione elettrica a oltre 500 megawatt, dagli attuali 200, entro la fine del 2018. Attualmente l'energia idroelettrica è la principale risorsa energetica nazionale. Esiste un immenso potenziale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, in particolare l'energia solare, micro-idroelettrica e geotermica. L'industria fotovoltaica italiana è leader a livello mondiale e il mercato africano presenta una grande opportunità per la sua espansione. Gli obiettivi energetici del Rwanda, in particolare nel settore delle rinnovabili, offrono opportunità per la tecnologia e l'esperienza del settore fotovoltaico italiano.

Agricoltura e allevamento

Il settore agricolo apporta un contributo significativo all'economia rwandese che rappresenta circa il 30% del PIL e impiega almeno il 70% della forza lavoro nazionale. Le coltivazioni principali comprendono tè, caffè, fiori, fagioli, manioca e arachidi, tra cui svetta il caffè prodotto principalmente nelle regioni centrali e occidentali del paese. L’allevamento svolge anch’esso un ruolo chiave nell’economia rwandese. Si è registrata inoltre una crescente domanda di maggiori investimenti in infrastrutture lattiero-casearie, per le quali le aziende italiane potrebbero facilmente replicare il modello di fattorie da latte già attuato in Kenya a partire dal 2015. Nel 2014, il governo italiano e rwandese hanno firmato un accordo per la cooperazione tecnica e finanziaria volta alla creazione di un'industria di pelletteria e calzature nel paese. Industrie italiane interessate al mercato possono sicuramente trovare spazio per sviluppare questo settore dove, nonostante le forti potenzialità, ad oggi si è ancora fatto poco.

Il settore delle infrastrutture e della costruzione 

Nel 2017, il ministro delle finanze e della pianificazione economica del Rwanda ha presentato un bilancio incentrato principalmente sullo sviluppo delle infrastrutture del paese. Un continuo aumento degli investimenti in infrastrutture è visto come un acceleratore per raggiungere gli obiettivi di crescita economica del paese. Una serie di opportunità per le aziende italiane operanti nel settore edile sono presentate dall'elenco di opere attualmente in corso o previste scaricabile sui siti delle agenzie nazionali quali la Rwanda Development Board ed altre. Tra queste figurano il potenziamento dell'aeroporto di Kamembe nelle vicinanze del lago Kivu, la costruzione dell'aeroporto internazionale di Bugesera vicino al lago Rweru e il miglioramento dell'intera rete stradale nazionale. Alcune società italiane attive nel settore delle infrastrutture sono già presenti nel paese, come ad esempio una società italiana leader nel settore degli impianti a fune che sta attualmente negoziando con il governo un progetto per una funivia da più di 30 milioni di euro sul monte Karisimbi nel nord del Rwanda.

Comunicazione e tecnologia dell'informazione 

L'obiettivo del paese di trasformarsi in un'economia a rapida crescita anche nel settore delle comunicazioni ha dato lo slancio per una maggiore concentrazione degli investimenti nazionali nella tecnologia dell’informazione. Poiché le PMI rappresentano la grande maggioranza delle imprese attive in Italia e in particolare nel settore della comunicazione e della tecnologia dell’informazione, il Rwanda puo’ rappresentare un partner ideale per creare joint ventures con aziende locali. Sul sito internet della Rwanda Development Board si può consultare una lista di investimenti ed interventi del governo nel settore delle infrastrutture della comunicazione, quali la fibra ottica e la copertura della telefonia mobile, per rendersi conto delle forti possibilità per le nostre imprese italiane.

Luca Costa

Tag dell'informativa

Analisi di mercato
Cresce l’export dei prodotti agroalimentari biologici italiani
Cresce l’export dei prodotti agroalimentari biologici italiani
Agli stati generali del biologico, promossi all’interno di SANA, presentata la ricerca sul bio Made in Italy con dati aggiornati sull’export.
SACE - Simest: export italiano luglio 2022
SACE - Simest: export italiano luglio 2022
Nei primi sette mesi del 2022 le vendite italiane oltreconfine sono risultate in crescita del 21,8% rispetto allo stesso periodo del 2021.
Olio di oliva: cala il raccolto e aumentano i costi di produzione
Olio di oliva: cala il raccolto e aumentano i costi di produzione
Il report “2022, la guerra dell’olio Made in Italy” di Coldiretti e Unaprol descrive uno scenario segnato dai cambiamenti climatici e dai rincari di energia e materie prime che pesano su aziende e famiglie.
SACE: Rapporto export 2022
SACE: Rapporto export 2022
Il Rapporto Export di SACE offre informazioni utili per le imprese alla ricerca di nuovi mercati.
L’impatto della guerra Russia – Ucraina sulla fornitura di alcune materie prime critiche
L’impatto della guerra Russia – Ucraina sulla fornitura di alcune materie prime critiche
Il Report dell’OECD analizza le gravi interruzioni causate dalla guerra in particolare nell'approvvigionamento di materie prime critiche per la produzione industriale e per la transizione verde.
Italian sounding Rapporto 2022
Italian sounding Rapporto 2022
Assocamerestero e The European House Ambrosetti hanno analizzato e quantificato l’impatto economico dell’Italian Sounding che indebolisce il posizionamento all’estero dei prodotti italiani.
Assoporti: dati I semestre 2022 dei porti italiani
Assoporti: dati I semestre 2022 dei porti italiani
Il primo semestre di quest’anno conferma la ripresa complessiva dei porti italiani, che continuano a registrare performance positive.
RetailX Italy Ecommerce Report 2022
RetailX Italy Ecommerce Report 2022
Retailx ha pubblicato il report sul commercio elettronico in Italia, realizzato in collaborazione con Aci Worldwide e Tealium.
Bollettino economico BCE 5 / 2022
Bollettino economico BCE 5 / 2022
L’attività economica nell’area dell’euro sta rallentando. L’aggressione della Russia verso l’Ucraina, l’impatto dell’elevata inflazione, i perduranti vincoli dal lato dell’offerta esercitano un effetto frenante.
SACE - Simest: export italiano giugno 2022
SACE - Simest: export italiano giugno 2022
Tra gennaio e giugno le vendite italiane oltreconfine sono risultate in crescita del 22,4% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Prosegue il forte rialzo dei valori medi unitari (+20,1%), mentre la componente dei volumi cresce a un ritmo più modesto (+2%).