Shoe Report 2012

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Presentato da ANCI, Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, il Rapporto annuale sul settore calzaturiero, giunto quest'anno alla sua quarta edizione.

Shoe Report 2012

Il Rapporto ha l’obiettivo di far meglio comprendere l’andamento del settore calzaturiero che è parte integrante del comparto-moda italiano, a cui contribuisce per 1/5 in termini di export, ma per ben 1/3 in termini di saldo commerciale netto.

Nel settore calzaturiero si sta consolidando un cambiamento di tipo strutturale. Le aziende reagiscono alla crisi ponendo in essere trasformazioni al proprio interno. Ben l’86,3% degli imprenditori intervistati è consapevole che la crisi è un processo i cui effetti tendono a riverberarsi anche sul futuro, con un 40% che ritiene questo processo comporti necessariamente l’attuazione di strategie di riposizionamento sul mercato, ristrutturazione e riorganizzazione aziendale interna (si tratta di una percentuale che raddoppia il 23,4% registrato lo scorso anno).

Il 33,1% degli imprenditori ritiene di trovarsi sostanzialmente fuori dalla crisi, il 35,7% avverte segnali di ripresa e il 32,2%, invece, si trova ancora pienamente dentro alla crisi.

I dati relativi alla congiuntura 2011 confermano l’andamento positivo del settore, supportato sostanzialmente dall’export: nei primi nove mesi dell’anno, infatti, si è registrato un aumento delle esportazioni pari al 6,2% in volume e del 14% in valore e un conseguente incremento positivo del saldo commerciale netto pari a 18,1%.

A differenza di anni precedenti questo nuovo impulso di crescita si è trasformato in un rafforzamento delle tendenze positive dell’occupazione, che registra nel 2011 un incremento medio dell’1%, confermato dal 20,1% degli imprenditori intervistati; una tendenza che dovrebbe rafforzarsi con una previsione ottimistica per il 2012 che riguarda un ulteriore 8,1% del campione. Si tratta peraltro di una situazione positiva che è stata registrata anche dalla diminuzione del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni nel 2011 (-35,1%), che ha interrotto la crescita degli ultimi 3 anni.

A fianco di questi dati positivi, occorre però rilevare evidenti tensioni sul fronte del mercato interno, visto che i consumi delle famiglie diminuiscono nei primi 9 mesi del 2011 del 2% in quantità e crescono appena dello 0,5% in valore, continuando quell’andamento asfittico che perdura da diverse stagioni. Le aziende e il settore crescono, ma solo a patto di cercare nuovi mercati, nuovi consumatori, proiettandosi verso i mercati esteri.

Emergono anche i problemi di liquidità delle aziende, derivanti sia dai ritardi o mancati pagamenti dei clienti, sia dalla stretta del credito proveniente dalle banche, che porta l’84,7% delle aziende a considerarsi “banche improprie”, creditrici dei propri clienti morosi.

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