Contratti di distribuzione e di agenzia in Canada: norme sulla concorrenza

di lettura

La normativa anti-trust vigente in Canada è contenuta nel Competition Act che regola le restrizioni sul prezzo, sul territorio, sulla clientela, sulle vendite online e gli accordi di esclusiva.

Image

Prodotti concorrenti

Le clausole contrattuali che prevedono restrizioni alla possibilità di distribuire prodotti concorrenziali, sono valide e vincolanti solo in regime di contratto, o anche dopo la sua scadenza?

Le clausole contenenti specifiche restrizioni alla distribuzione di prodotti concorrenziali durante la vigenza del contratto sono considerate valide. Tuttavia, tali restrizioni, qualora siano estese temporalmente oltre la scadenza del contratto, devono essere ragionevoli e coerenti con lo scopo del contratto e sono, comunque, sottoposte ad attenta valutazione da parte dei tribunali canadesi chiamati a pronunciarsi in merito.

In particolare, le clausole di non concorrenza devono avere un ambito di applicazione ben delimitato, sia per quanto riguarda la loro durata, l’area geografica e le attività coinvolte, il tutto avendo, naturalmente, il dovuto riguardo alla tutela degli interessi  legittimi del Fornitore o del Preponente. In caso contrario, esiste la concreta possibilità che tali clausole possano essere dichiarate inapplicabili. Inoltre, nell’ipotesi in cui il contratto venga risolto senza giusta causa dal Fornitore e/o dal Preponente, quest’ultimo non potrà, di regola, far valere tali restrizioni.                                                                                                                                                                                                                                       

Prezzi

E’ consentito al Fornitore controllare i prezzi ai quali il Distributore deve rivendere i prodotti?

Ai sensi del Competition Act, l’imposizione del prezzo di rivendita da parte del Fornitore è una condotta di per sé ritenuta lecita. E’ tuttavia  prevista l’applicazione di sanzioni da parte delle autorità della concorrenza nelle ipotesi di fissazione verticale del prezzo da parte del Fornitore, oppure qualora l’imposizione del prezzo da parte del Fornitore abbia l’effetto di scoraggiare l’eventuale riduzione dei prezzi applicati da parte dei propri clienti o dei suoi concorrenti e qualora il comportamento messo in atto dal Fornitore risulti lesivo della concorrenza.

Tali sanzioni non trovano, evidentemente, applicazione in riferimento ai rapporti di agenzia commerciale, nei quali l’Agente si limita a promuovere e raccogliere ordini per conto del Preponente senza essere chiamato ad acquistare e a rivendere tali prodotti. E’ prassi comune tra i Fornitori quella di consigliare i prezzi di vendita sulle confezioni e sulle etichette.          

E’ consentito al Fornitore “influenzare” i prezzi di rivendita in maniera indiretta, attraverso, ad esempio, la previsione di una politica sul prezzo minimo pubblicizzato, “suggerendo” i prezzi di rivendita, oppure annunciando di non voler trattare con clienti che non intendono attenersi alla propria politica sui prezzi?

Le politiche sui prezzi minimi pubblicizzati sono comunemente utilizzate e, sebbene possano essere soggette a eventuale valutazione da parte delle autorità della concorrenza, sono ritenute problematiche, unicamente, qualora comportino conseguenze negative per la concorrenza. Devono, tuttavia, essere stabilite in maniera unilaterale dal Fornitore e applicate in maniera uniforme. Dovrebbero, altresì, espressamente prevedere che i prodotti possano essere rivenduti a prezzi inferiori rispetto al minimo pubblicizzato, garantendo così a Distributori e Agenti la necessaria flessibilità nell’offrire sul posto eventuali sconti, riduzioni e coupon.   

E’ possibile prevedere nel contratto che il prezzo a cui il Fornitore vende i propri prodotti al Distributore, non potrà essere superiore al prezzo più basso applicato agli altri suoi clienti? 

In linea di principio, ciò è consentito. Le parti sono, infatti, libere di determinare i termini di vendita dei propri accordi commerciali, compresi eventuali prezzi preferenziali, purché questo non comporti un riduzione della concorrenza, ad esempio, attraverso la previsione di discriminazione di prezzo.

Sono previste restrizioni alla possibilità del venditore di applicare prezzi diversi a seconda della posizione geografica dei clienti, della loro tipologia, delle quantità di prodotti acquistate, etc.?

Discriminazione di prezzo e altre formule o strategie promozionali (tramite sconti, riduzioni, tariffe ridotte o altre offerte) sono, teoricamente, soggette a revisione da parte delle autorità della concorrenza canadesi, ma vengono, di regola, ritenute “problematiche” unicamente qualora riducano considerevolmente la concorrenza.

Restrizioni concernenti la posizione geografica e/o la tipologia del cliente

E’ consentito al Fornitore limitare la zona geografica o la tipologia della clientela, ai cui il Distributore può rivendere i prodotti? Esiste una distinzione tra le c.d. vendite attive e quelle passive e come sono definite?

La previsione, contenuta nei contratti di distribuzione o di agenzia, di una esclusiva territoriale o di specifiche restrizioni relative ad alcuni mercati, non è ritenuta illecita in Canada, ma può tuttavia essere soggetta a controllo da parte delle locali autorità della concorrenza. Salvo il caso in cui tali restrizioni non comportino limitazioni alla concorrenza, esse non verranno vietate.

La distinzione tra “vendite attive” e “vendite passive” così come definite, ai sensi delle normative vigenti in Europa, non trova, di regola, applicazione in Canada.   

Vendite online

E’ consentito al Fornitore proibire o limitare la facoltà del proprio Distributore di vendere i prodotti online?

Così come già sottolineato, limitare o proibire la vendita online in un contratto di distribuzione o di agenzia non è di per sé vietato, anche se soggetto a specifiche restrizioni contenute nel Competition Act. Tali restrizioni anticoncorrenziali trovano applicazione con espresso riferimento sia ai rivenditori, che operano online che a quelli che operano in maniera tradizionale attraverso punti vendita fisici. Conseguentemente, eventuali restrizioni territoriali sulle vendite effettuate online non sono, in linea di principio, proibite, salvo il caso in cui queste ultime non determino una sensibile limitazione alla concorrenza. Un Fornitore è, pertanto, libero di prevedere limitazioni parziali o totali alla facoltà dei propri Distributori di rivendere i prodotti online in un determinato territorio, a condizione che tali restrizioni non pregiudichino la concorrenza.   

Rifiuto di trattare

In presenza di quali circostanze è consentito al Fornitore rifiutarsi di trattare con determinati clienti? E’ consentito al Fornitore limitare la libertà dei propri Distributori di trattare con determinati clienti?

Ai sensi delle normative canadesi in materia di concorrenza, “il rifiuto di trattare” è una pratica, per la quale esiste una presunzione di liceità. Pertanto, solo in presenza di un comportamento che, a giudizio del tribunale chiamato a pronunciarsi sul caso concreto, determini una sensibile limitazione della concorrenza, questo può essere dichiarato illecito. Il Fornitore è, conseguentemente, libero di decidere con chi concludere i propri affari. Eventuali restrizioni al diritto del Distributore di rivendere i prodotti a determinati clienti sono, di regola, consentite.

Questioni di concorrenza

Come sono valutati gli “accordi di esclusiva” ai sensi delle normative canadesi in materia di concorrenza? 

In aggiunta alle restrizioni sul prezzo, sul territorio, sulla clientela e sulle vendite online, anche gli accordi di esclusiva non sono ritenuti di per sé illeciti e non sono, pertanto, di regola, soggetti a specifiche sanzioni, salvo il caso in cui la richiesta al Distributore di acquistare i prodotti unicamente da un determinato Fornitore non determini in concreto una probabile limitazione alla libera concorrenza.

Stefano Linares

Ti potrebbe interessare

Contrattualistica
Contratto con mezzi elettronici: l’importanza del pulsante di inoltro dell’ordine
Contratto con mezzi elettronici: l’importanza del pulsante di inoltro dell’ordine
Con sentenza del 7 aprile 2022 nella causa C-249/21, la Corte di Giustizia dell’UE fornisce indicazioni sulla dicitura da utilizzare sui pulsanti di inoltro degli ordini online, affinché il contratto sia valido e il consumatore sia tenuto al pagamento.
Imposizione  unilaterale di aumenti di prezzo e ritardi nelle consegne dei fornitori: rinegoziare le clausole contrattuali
Imposizione unilaterale di aumenti di prezzo e ritardi nelle consegne dei fornitori: rinegoziare le clausole contrattuali
Le problematiche concernenti i ritardi nelle consegne da parte dei fornitori italiani o esteri determina, a cascata, problemi per le aziende che non riescono ad assemblare i propri impianti e a consegnare in base a contratti già stipulati, determinando problematiche che possono sfociare nell’applicazione di penali o nella risoluzione del contratto di vendita col cliente finale.
Nuovo Regolamento sulle intese verticali: cosa cambia per l’e-commerce?
Nuovo Regolamento sulle intese verticali: cosa cambia per l’e-commerce?
Il 10 maggio 2022 la Commissione europea ha adottato il nuovo Regolamento sulle intese verticali n. 2022/720 che sostituisce il Regolamento 2010/330 e le nuove Linee Guida sulle restrizioni verticali.
Limiti alla responsabilità del venditore nella vendita internazionale
Limiti alla responsabilità del venditore nella vendita internazionale
La vendita internazionale di beni mobili tra professionisti è regolata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla vendita internazionale di beni mobili, adottata a Vienna nel 1980 (Convenzione di Vienna).
Digital Services Act: proposta di Regolamento EU sui servizi digitali
Digital Services Act: proposta di Regolamento EU sui servizi digitali
Il 23 aprile il parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa hanno raggiunto un accordo sul testo della proposta di Regolamento UE sui servizi digitali, il Digital Services Act (DSA).
Pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare
Pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare
Con D.lgs. dell’8 novembre 2021 n. 198 è stata data attuazione in Italia alla direttiva UE 2019/633 del 17 aprile 2019 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, che ha abrogato l’art.
Infoexport: Letter of authority per vendere vino negli USA
Infoexport: Letter of authority per vendere vino negli USA
Produciamo vino in Italia e ci ha contattato un importatore statunitense interessato ai nostri  vini in bottiglia (Horeca e vendita tramite e-commerce). Ci ha chiesto una Letter of authority…
Contratti con controparti aventi sede in territorio russo o bielorusso
Contratti con controparti aventi sede in territorio russo o bielorusso
Confindustria ha pubblicato alcuni consigli sui principali profili da considerare nella stipula di contratti internazionali con controparti aventi sede in territorio russo, bielorusso o in territori limitrofi.
Tempi di consegna dilatati e rischio penali: strumenti contrattuali per l’esportatore italiano
Tempi di consegna dilatati e rischio penali: strumenti contrattuali per l’esportatore italiano
L’attuale carenza e le difficoltà di reperimento delle materie prime e della componentistica possono impedire al venditore/esportatore di consegnare i prodotti ai clienti/compratori nei tempi contrattualmente pattuiti.
Brexit: riconoscimento ed esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale
Brexit: riconoscimento ed esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale
Le normative vigenti nell’Unione Europea in materia di giurisdizione, riconoscimento ed esecuzione di sentenze civili e commerciali non sono più applicabili nel Regno Unito a seguito della Brexit.