L'obbligo di non concorrenza

di lettura
L'art. 23 della Legge Comunitaria 23/12/2000 ha modificato le norme italiane sul contratto di agenzia, aggiungendo un secondo comma all'art. 1751-bis del codice civile relativo all'obbligo di non concorrenza postcontrattuale. 

L'eventuale obbligo dell'agente di non svolgere attività concorrente dopo la fine del contratto darà luogo al pagamento di un'indennità. 

La norma che introduce tale modifica dice di attuare la direttiva 86/653/CEE sugli agenti di commercio. Si tratta però di un'affermazione inesatta, non essendo previsto alcun obbligo in tal senso nella direttiva: la direttiva europea è stata usata come pretesto per poter far passare la nuova norma all'interno della legge comunitaria.

La portata essenziale della nuova disposizione è che, ove l'agente accetti un patto di non concorrenza postcontrattuale, il preponente dovrà poi corrispondergli, in occasione della cessazione del rapporto, una indennità di natura non provvigionale. Si tratta quindi di un obbligo che presuppone l'esistenza di un patto di non concorrenza.

Ora, trattandosi di un patto eventuale, è evidente che se le parti nulla hanno previsto in merito (come accade nella maggior parte dei casi) non vi è alcun obbligo di non concorrenza dopo la fine del contratto, e non sorge quindi neppure alcun obbligo di indennità ai sensi dell'art. 1751-bis c.c.

Ove invece sia previsto un obbligo di non concorrenza postcontrattuale, l'agente avrà diritto ad un indennizzo. Ma come calcolarlo? 

L'entità dell'indennizzo

La nuova norma chiarisce che tale determinazione è affidata alla contrattazione tra le parti, tenuto conto degli accordi economici nazionali di categoria. Quindi, fino a quando non ci saranno accordi economici in materia, le parti sono libere di concordare qualsiasi criterio di calcolo.

Ove, però, le parti non vi provvedano, l'indennità sarà determinata dal giudice in via equitativa tenendo conto dei seguenti parametri:

  • la media dei corrispettivi riscossi dall'agente in pendenza di contratto e la loro incidenza sul volume d'affari complessivo nello stesso periodo
  • le cause di cessazione del contratto di agenzia
  • l'ampiezza della zona assegnata all'agente
  • l'esistenza o meno del vincolo di esclusiva per un solo preponente (agente monomandatario).

Le precauzioni da prendere

Prima di inserire nel contratto di agenzia una clausola di non concorrenza postcontrattuale, occorre domandarsi se ne valga veramente la pena. A questo proposito occorrerà valutare se l'impedire all'agente di operare per un certo periodo dopo la fine del contratto per dei concorrenti nella stessa zona comporti per il preponente vantaggi rilevanti e, in caso affermativo, se sia possibile far valere efficacemente tale pretesa (e se si è in grado di accertare e provare eventuali violazioni e se si riescono a mettere in opera misure dissuasive efficaci in caso di violazione).

Ove si giunga alla conclusione che la clausola è opportuna (e sempreché l'agente sia disposto ad accettarla) si tratterà di negoziarne la remunerazione, concordando dei criteri di calcolo che portino ad una indennità compatibile con i vantaggi derivanti dall'assunzione dell'obbligo in questione. Assolutamente da evitare la soluzione consistente nel pattuire l'obbligo di non concorrenza postcontrattuale senza fissare i criteri di calcolo, in quanto si rischia che essa venga determinata dal giudice in base ai criteri, molto elastici, previsti dalla norma.

I contratti in corso

La nuova norma è entrata in vigore il 1° giugno 2001. Ciò significa che le clausole di non concorrenza postcontrattuale contenute in contratti stipulati dopo tale data sono soggette alla nuova disciplina.

Per quanto riguarda i contratti con agenti stranieri, la nuova disciplina è applicabile nella misura in cui il contratto sia assoggettato alla legge italiana.
In questo caso, infatti, non è possibile evitare l'applicazione della norma, il cui carattere imperativo è fuori discussione. Ove invece il contratto sia soggetto alla legge di un altro paese (ad es. quello dell'agente), si tratterà di verificare il regime applicabile sotto tale legge.

Una terza possibilità, che però non appare di regola consigliabile, in quanto troppo macchinosa, è quella di sottoporre il contratto di agenzia nel suo complesso alla legge italiana e di sottoporre, però, alcune materie, tra cui l'obbligo di non concorrenza, alla legge di un altro paese, che non preveda una remunerazione per l'obbligo di non concorrenza postcontrattuale.

Fabio Bortolotti

Tag dell'informativa

Contrattualistica
Supply chain e obblighi di due diligence: nuova proposta di direttiva in materia di sostenibilità
Supply chain e obblighi di due diligence: nuova proposta di direttiva in materia di sostenibilità
Il 23 febbraio 2022 è stata pubblicata la proposta di Direttiva UE relativa al dovere di diligenza delle imprese in materia di sostenibilità.
Arabia Saudita: agenzia commerciale, distribuzione e franchising
Arabia Saudita: agenzia commerciale, distribuzione e franchising
Un'azienda straniera non ha bisogno di creare una presenza stabile in Arabia Saudita allorché le sue merci sono importate per la vendita o la rivendita attraverso un distributore, un agente commerciale, o a seguito di un contratto di franchising.
Contratto con mezzi elettronici: attenzione alla terminologia da adottare sul pulsante di inoltro dell’ordine
Contratto con mezzi elettronici: attenzione alla terminologia da adottare sul pulsante di inoltro dell’ordine
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza del 7 aprile 2022 nella causa C-249/21, si è espressa circa l’importanza dell’espressione da utilizzare sui pulsanti di inoltro degli ordini, quando il contratto è concluso con mezzi elettronici dal consumatore.
Imposizione  unilaterale di aumenti di prezzo e ritardi nelle consegne dei fornitori: rinegoziare le clausole contrattuali
Imposizione unilaterale di aumenti di prezzo e ritardi nelle consegne dei fornitori: rinegoziare le clausole contrattuali
Le problematiche concernenti i ritardi nelle consegne da parte dei fornitori italiani o esteri determina, a cascata, problemi per le aziende che non riescono ad assemblare i propri impianti e a consegnare in base a contratti già stipulati, determinando problematiche che possono sfociare nell’applicazione di penali o nella risoluzione del contratto di vendita col cliente finale.
Nuovo Regolamento sulle intese verticali: cosa cambia per l’e-commerce?
Nuovo Regolamento sulle intese verticali: cosa cambia per l’e-commerce?
Il 10 maggio 2022 la Commissione europea ha adottato il nuovo Regolamento sulle intese verticali n. 2022/720 che sostituisce il Regolamento 2010/330 e le nuove Linee Guida sulle restrizioni verticali.
Limiti alla responsabilità del venditore nella vendita internazionale
Limiti alla responsabilità del venditore nella vendita internazionale
La vendita internazionale di beni mobili tra professionisti è regolata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla vendita internazionale di beni mobili, adottata a Vienna nel 1980 (Convenzione di Vienna).
Digital Services Act: proposta di Regolamento EU sui servizi digitali
Digital Services Act: proposta di Regolamento EU sui servizi digitali
Il 23 aprile il parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa hanno raggiunto un accordo sul testo della proposta di Regolamento UE sui servizi digitali, il Digital Services Act (DSA).
Pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare
Pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare
Con D.lgs. dell’8 novembre 2021 n. 198 è stata data attuazione in Italia alla direttiva UE 2019/633 del 17 aprile 2019 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, che ha abrogato l’art.
Infoexport: Letter of authority per vendere vino negli USA
Infoexport: Letter of authority per vendere vino negli USA
Produciamo vino in Italia e ci ha contattato un importatore statunitense interessato ai nostri  vini in bottiglia (Horeca e vendita tramite e-commerce). Ci ha chiesto una Letter of authority…
Contratti con controparti aventi sede in territorio russo o bielorusso
Contratti con controparti aventi sede in territorio russo o bielorusso
Confindustria ha pubblicato alcuni consigli sui principali profili da considerare nella stipula di contratti internazionali con controparti aventi sede in territorio russo, bielorusso o in territori limitrofi.