CARGOX e ACI: la nuova procedura per esportare in Egitto

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Dopo una fase pilota iniziata il 1° aprile, il 1° ottobre 2021 è diventato obbligatorio l’utilizzo del sistema Advance Cargo Information (ACI) per gli scambi commerciali con l’Egitto.

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Il sistema ACI è collegato alla piattaforma Nafeza (la “Single Window” egiziana per il commercio transfrontaliero), attraverso la quale gli importatori egiziani registrano le spedizioni in entrata, e alla piattaforma CargoX, attraverso la quale i soggetti che esportano verso l’Egitto presentano i documenti necessari allo sdoganamento in Egitto direttamente all’Autorità doganale egiziana.

Questa procedura è basata sulla blockchain che permette di definire in modo sicuro e immutabile una serie di dati all’interno di un registro la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia.

Nuova procedura e nuovi obblighi per gli esportatori

Dal 1° ottobre 2021, per tutte le spedizioni verso l’Egitto, gli esportatori sono tenuti a presentare tutta la documentazione necessaria allo sdoganamento in anticipo e in formato digitale attraverso la piattaforma CargoX.

Pertanto, prima della spedizione della merce, tutti gli operatori che intendono esportare in Egitto devono registrarsi sulla piattaforma CargoX (vedi User Manual CargoX).

A rettifica di quanto originariamente previsto, Nafeza potrebbe eliminare la deadline che prevede che la documentazione debba essere presentata in ACI almeno 48 ore prima della partenza della nave verso il porto egiziano.

  1. La procedura inizia con la trasmissione da parte dell’esportatore della fattura (o della “pre-fattura” con tutti i dati della fattura) all’importatore nei formati previsti da Nafeza (le estensioni possono essere .pdf, .xml, .xls o .xlsx a seconda dei documenti).
  2. L’importatore, ovviamente, deve essersi preventivamente registrato sul portale Nafeza su cui deve caricare il documento ricevuto al fine di ottenere la pre-approvazione all’importazione da parte dell’Autorità doganale egiziana e ricevere quindi il numero ACID (Advance Cargo Information Declaration) che è univoco e quindi diverso per ogni spedizione.
  3. L’importatore egiziano accede al proprio account Nafeza e fornisce i dettagli sulla merce oggetto della spedizione e sull’esportatore.
  4. Dopo che tali i dati sono stati processati, una e-mail riportante il numero di ACID così generato viene inviata automaticamente all’importatore egiziano e all’esportatore italiano.
  5. A questo punto, l’esportatore deve apporre tale numero ACID su tutti i documenti necessari per l’esportazione e che dovranno essere quindi caricati su CargoX comprensivi dell’indicazione di tale numero.

In relazione ai certificati di origine, talune Camere di Commercio hanno comunicato che il numero ACID può essere riportato nella casella 5 “osservazioni” dei certificati di origine (non preferenziale); analogamente, anche in assenza di una vera e propria comunicazione ufficiale da parte dell’Agenzia delle Dogane in questo senso, il numero ACID può essere riportato nella casella 7 “osservazioni” dei formulari EUR.1.

I principali documenti che devono essere caricati sono: la bill of lading (anche draft), il packing list, la fattura commerciale, il certificato d’origine e altri documenti da concordare con l’importatore (ad esempio, il certificato EUR.1 ove ne ricorrano le condizioni).

Costi

Il costo totale per la trasmissione dei documenti si compone di due parti:

  • il costo per la elaborazione dei dati su ACI
  • e il costo per il trasferimento dei documenti attraverso la blockchain tramite la piattaforma CargoX.

L’unità di conto in funzione all’interno della piattaforma CargoX è genericamente la “unità” (contraddistinta dal simbolo “U”). Allo stato attuale, 1 U = 1 USD e gli operatori possono acquistare unità nella sezione di CargoX denominata “billing”.

Il costo per l’elaborazione dei dati su ACI è di 150 unità a “busta” (in inglese “envelope”): ossia 150 unità per ogni set documentale richiesto per ogni esportazione. Originariamente, questo valore era stato fissato a 50 USD.

Il “mittente” dei documenti (ossia l’esportatore) dovrà coprire anche il costo del trasferimento dei documenti sulla blockchain tramite la piattaforma CargoX. Tale costo potrebbe variare in funzione del documento.

In alternativa, il mittente può selezionare l’opzione che sia il primo destinatario a dover coprire i costi del trasferimento. In ogni caso, se il destinatario rifiuta il trasferimento, la pratica verrà restituita al mittente.

I documenti “ordinari” quali fatture, packing list, certificati d’origine ecc. hanno, in base alle ultime rappresentazioni, un costo di 3 unità cadauno.

Non sono previsti costi di elaborazione per la modifica dei documenti della stessa busta (nel caso in cui, ad esempio, sia stata inviata una documentazione errata o incompleta), ma, poiché si tratta di nuovi trasferimenti di documenti sulla blockchain, verrà applicato il costo di 3 unità per documento aggiuntivo. Tuttavia, è previsto un tetto limite pari a 15 unità per il costo di trasferimento dei documenti.

Esempio

Per un set documentale composto da quattro documenti, il costo di trasferimento del set documentale sulla blockchain è di 12 unità. Il costo totale, in questo caso, è 150 + 12 = 162 unità (162 USD). Qualora poi si rendesse necessario trasmettere anche più di cinque documenti per lo stesso numero ACID, il prezzo totale massimo per deposito ACI sarebbe comunque fissato a 165 unità.

La procedura è in continua evoluzione anche a fronte del riscontro pratico derivante dall’operatività quotidiana; pertanto, si invitano gli operatori a tenere costantemente monitorati i Portali ufficiali di CargoX e Nafeza.

Enrico Calcagnile

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