Valore in dogana delle merci importate: regola del First sale price

di lettura

Per il calcolo delle imposte di confine (dazio ed iva) occorre ricavare correttamente il valore delle merci da dichiarare all’atto dell’importazione. Per calcolare tale valore occorre tener presente quanto disposto dagli articoli 29 e seguenti del Reg. Cee 2913/92 (Codice Doganale Comunitario) ora trasfusi negli articoli da 69 a 74 del Reg. UE 952/2013 (codice doganale dell'Unione).

 

Valore in dogana delle merci importate: regola del First sale price

La normativa prevede innanzitutto che il valore in dogana delle merci importate sia il valore di transazione, ossia il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci. Pertanto è ininfluente a che titolo vengano cedute le merci poiché, anche per le merci cedute a titolo gratuito, occorre indicare il valore reale per calcolare le imposte di confine.

Qualora non sia possibile individuare il valore delle merci mediante il valore di transazione, la normativa prevede alcune modalità alternative per il calcolo del valore come, ad esempio:

  • il valore di transazione di merci identiche
  • il valore di transazione di merci similari, oggetto di cessione verso l’Unione Europea.

Il Codice Doganale prevede altresì che, oltre al valore individuato in una delle modalità sopra descritte, vadano indicate alcune spese purché siano a carico dell’importatore e non siano incluse nella fattura di acquisto. Tra le suddette spese si possono citare:

  • spese di trasporto e di assicurazione delle merci importate fino al luogo d'introduzione delle merci nella Comunità
  • commissioni e spese di mediazione
  • utensili, matrici, stampi e oggetti similari utilizzati per la produzione delle merci importate
  • royalties pagate dall’importatore qualora siano relative alle merci importate e siano condizione della vendita.

Oltre alle spese sopra descritte, vi sono altri elementi che possono essere detratti dal valore di transazione, qualora sussistano determinati requisiti. Ad esempio le spese di trasporto delle merci, dopo il loro arrivo nel luogo d'introduzione nel territorio doganale della Comunità, devono essere escluse dal valore in dogana purché siano distinte dal prezzo pagato.

In base all’impianto normativo descritto, per effettuare una importazione definitiva occorre, in primis, presentare un documento che attesti il valore della merce. Nella pratica del commercio internazionale, tale documento è rappresentato dalla fattura di acquisto delle merci relativa all’ultima transazione effettuata.

Tuttavia alla suddetta norma vi è una deroga; infatti l’importatore, quando vi siano determinate condizioni, può dichiarare quale valore delle merci, quello relativo ad una transazione antecedente all’ultima effettuata.

Tale regola, definita First Sale Price Rule, è contenuta nell’articolo 147 del regolamento Cee n. 2454/93, del 2 giugno 1993, recante le disposizioni di applicazione del citato codice doganale comunitario. Tale norma, che esplica quanto già previsto dall’art. 29 del Codice doganale Comunitario, prevede la possibilità di dichiarare, a fini daziari, il “prezzo relativo ad una vendita anteriore all’ultima vendita sulla cui base le merci sono state introdotte nel territorio doganale della Comunità”.

Per l’applicazione della suddetta regola devono essere rispettati tre requisiti:

  • devono essere avvenute più transazioni prima della importazione definitiva
  • le merci, sin dall’origine, devono essere destinate all’importazione nell’Unione Europea
  • l’importatore deve poter dimostrare il valore della prima vendita.

In seno alla dottrina ed alla Giurisprudenza, sin dall’emanazione della norma, si è dibattuto su quali fossero gli elementi e le prove che devono essere consegnati all’atto dell’importazione per poter fruire del suddetto beneficio.

Innanzitutto occorre che le merci siano state oggetto di una o più vendite prima di essere introdotte nel territorio doganale della Comunità, oppure siano state oggetto di una o più vendite all'interno del territorio doganale della Comunità, ma anteriormente alla loro immissione in libera pratica.

Pertanto è ininfluente il luogo dove sia avvenuta la cessione, ma occorre che sia avvenuta prima della dichiarazione di importazione. Infatti, quale ulteriore misura di agevolazione, per "ultima vendita" si può intendere anche la vendita conclusa quando le merci si trovano già nella Comunità europea (ad esempio in deposito doganale).

Per quanto riguarda il secondo requisito, occorre altresì dimostrare che, sin dalla prima transazione, tali merci erano destinate ad essere importate nell’Unione Europea. Al riguardo, nel commento n. 7 (punto 3.2.2) del documento TAXUD/800/2002-IT, il Comitato del Codice ha chiarito che: “qualora sia stata effettuata una vendita anteriore riguardante le merci in questione, il dichiarante può chiedere all’autorità doganale di accettarle come base per la determinazione del valore in dogana, ma esclusivamente se può dimostrare che, rispetto alla vendita in questione, vi sono circostanze specifiche e pertinenti che hanno indotto ad esportare le merci nel territorio doganale della Comunità”.

Inoltre, circa i criteri pertinenti alla prova che deve fornire il dichiarante, è stato precisato (punto 4) che, “ai fini dell’applicazione della terza frase dell’art. 147, la dimostrazione che le merci sono state vendute per l’esportazione nel territorio doganale della Comunità può includere i seguenti elementi di prova:

  • le merci sono fabbricate in conformità delle specifiche CE o risulta evidente (in base ai loro marchi ecc.) che non hanno altro impiego o destinazione
  • le merci in questione sono state fabbricate o prodotte specificamente per un compratore nella Comunità europea
  • merci specifiche sono ordinate da un intermediario che le ottiene da un fabbricante il quale le spedisce direttamente nella Comunità europea”.

Il terzo requisito è il materiale possesso della fattura di prima vendita da parte dell’importatore. Tale requisito, all’apparenza il più semplice, in virtù di quanto avviene nella prassi del commercio internazionale, può risultare il più difficile da soddisfare. Infatti spesso l’operatore “intermediario” non vuole consegnare la suddetta fattura di prima vendita, per non mettere in contatto il proprio fornitore ed il destinatario della merce.

Sentenze della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, nel corso del 2013, è stata chiamata più volte a decidere su vertenze che avevano, come oggetto, la regola del first sale price.

  • In una sentenza , la stessa Corte ha ravvisato un contrasto giurisprudenziale sull’argomento in questione e, pur confermando la pretesa della Dogana, ha provveduto all’annullamento delle sanzioni per obiettive condizioni di incertezza normativa.
  • In un secondo caso, la Suprema Corte ha invece ritenuto non applicabile la regola del “first sale price”, ai fini della determinazione del valore in dogana della merce importata, in quanto l’importatore non ha sufficientemente dimostrato che le merci erano, sin dall’origine, destinate ad essere importate nell’Unione Europea.

Da quanto sopra esposto risulta evidente che la regola del “first sale price” consente agli operatori di dichiarare un valore più basso all’atto dell’importazione rispetto a quello di acquisto, consentendo pertanto di assolvere un dazio inferiore a quello normalmente previsto.

Tuttavia, prima di utilizzare tale istituto occorre verificare di aver rispettato i dettami della norma, perché, in difetto, l’Amministrazione procederà al recupero dell’imposta non versata comminando le sanzioni che, dopo la riforma del 2012, possono essere anche di notevole entità

Andrea Toscano e Enrico Calcagnile

Tag dell'informativa

Dogane
Guida alle semplificazioni doganali
Guida alle semplificazioni doganali
La guida alle semplificazioni doganali, realizzata da Sace - Simest in collaborazione con Easyfrontier, è aggiornata ad agosto 2020.
Libro blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Libro blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Pubblicato il Libro blu dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli con la sintesi dei risultati del 2019.
E-commerce e progetto Easy free back: semplificazioni per la reintroduzione delle merci in esenzione dai dazi
E-commerce e progetto Easy free back: semplificazioni per la reintroduzione delle merci in esenzione dai dazi
L’Agenzia Dogane Monopoli apre alla possibilità di avere una autorizzazione unica e una sostanziale riduzione dei controlli per tutte le operazioni di reso della merce, sgravando l’operatività quotidiana di processi amministrativi spesso assai lenti e complessi.
Accordo di libero scambio UE - Vietnam
Accordo di libero scambio UE - Vietnam
Lo scorso 12 giugno 2020 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE (L 186/3 del 12 giugno 2020) il testo definitivo dell’Accordo di libero scambio tra l’Unione europea e la Repubblica socialista del Vietnam.
I dazi USA non colpiscono i vini italiani
I dazi USA non colpiscono i vini italiani
L’United States Trade Representative (Ustr) ha aggiornato ad agosto l’elenco dei prodotti colpiti dai dazi USA: i vini italiani non subiscono ritorsioni.
Procedura semplificata per il rilascio dei certificati di circolazione A.TR.
Procedura semplificata per il rilascio dei certificati di circolazione A.TR.
Il 26 maggio 2020 è stata pubblicata la Nota Prot. 151838/RU del 22 maggio, con la quale l’Agenzia delle Dogane - allo scopo di contrastare i rallentamenti burocratici e logistici causati dall’emergenza COVID-19 - ha fornito chiarimenti sulle procedure di rilascio dei certificati di circolazione A.
Brexit: Guida sulle problematiche doganali e Iva
Brexit: Guida sulle problematiche doganali e Iva
Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia hanno pubblicato “Brexit: Guida pratica e scenari futuri in ambito doganale e Iva”.
AEO: nuovi processi di audit e oneri di automonitoraggio per le imprese
AEO: nuovi processi di audit e oneri di automonitoraggio per le imprese
Procedimenti amministrativi uniformati per le autorizzazioni AEO ed oneri di autovalutazione annuale per gli operatori qualificati affidabili dall’autorità doganale da consegnare il 31 luglio, a partire da quest’anno.
Obbligo di compilazione del campo 2 del DAU di importazione
Obbligo di compilazione del campo 2 del DAU di importazione
In Lombardia ed Emilia Romagna è stata posticipata al 31 luglio 2020 l’obbligatoria indicazione nel campo 2 del DAU di importazione del soggetto speditore/esportatore in vigore dal 5 maggio 2020 .  
Emergenza covid 19 - Agenzia delle dogane  soggetto attuatore
Emergenza covid 19 - Agenzia delle dogane soggetto attuatore
Con l’ordinanza n. 01/2020 il commissario straordinario per l’emergenza covid-19 ha nominato adm (agenzia delle dogane e dei monopoli) “soggetto attuatore” delle requisizioni dei presidi sanitari e medico-chirurgici nonché dei beni mobili di qualsiasi genere occorrenti per fronteggiare la situazione emergenziale in corso.