Base imponibile comune a livello UE

di lettura

Per finanziare la ripresa post pandemia, a fine maggio la Commissione Europea ha presentato la base imponibile comune consolidata per l’imposta sulle società che potrebbe mettere fine alle storture economiche e fiscali dell’Unione Europea.

Base imponibile comune a livello UE

Già nel marzo 2011, per superare gli ostacoli e le distorsioni di mercato derivanti dalla reciprocità dell’applicazione di 27 diversi sistemi fiscali nazionali all’interno dell’UE, la Commissione europea aveva prospettato l’attuazione dei due sistemi di tassazione, la base imponibile comune e la base imponibile consolidata comune da applicare in due fasi.

  1. Nella prima fase, ci si avvale della base imponibile comune per le società (Common Consolidated cotporate taxe base, di seguito CCTB), cioè una serie di regole comuni per il calcolo dei profitti tassabili nei diversi paesi europei. In pratica, le multinazionali che operano in più paesi devono quantificare i profitti di ciascun paese in base alle regole nazionali.
  2. Nella seconda fase, per le società avviene il consolidamento attraverso l’individuazione di un'imposta comune consolidata, ovvero la società mette insieme i profitti e le perdite conteggiati nei vari paesi UE e consegue un singolo dato sui profitti netti da tassare.

Fissata questa base per le imposte, il profitto totale viene trasmesso ai vari paesi dove la società opera e le autorità fiscali tassano la quota secondo le proprie regole fiscali. Alle grandi società sarebbe quindi escluso di attuare una pianificazione fiscale aggressiva, e di avere problematiche relative ai prezzi di trasferimento, che rappresenta la via principale per implementare gli utili.  

La CCCTB rappresenterebbe quindi, un regime di regole comuni per calcolare la base imponibile delle società che sono fiscalmente residenti nell’UE e delle succursali ubicate nell’UE di società di Paesi terzi.

La base imponibile unitariamente determinata dovrebbe poi essere suddivisa tra i diversi Stati membri presso i quali opera il gruppo, sulla base di una formula specifica che prenda in considerazione capitale, lavoro e vendite.

Gli Stati interessati mantengono il diritto di applicare le rispettive aliquote d’imposta sulla quota di base imponibile a ciascuno attribuita.

Obiettivi della riforma

Il regime da introdurre si pone l’obiettivo di:

  • ridurre gli oneri amministrativi, i costi di adeguamento e le incertezze giuridiche che le imprese che operano a livello europeo si trovano ad affrontare al momento di determinare l’utile imponibile
  • creare un unico insieme di regole fiscali e permettere alle imprese di interagire con una sola Amministrazione fiscale in tutta l’Unione Europea
  • favorire l’espansione transfrontaliera delle società attraverso l’eliminazione dei costi supplementari derivanti dagli obblighi di rispettare regimi fiscali diversi all’interno dell’Unione Europea e di trattare con più di una Amministrazione fiscale
  • rendere più semplice ed economico per le PMI operare a livello internazionale nell’ambito dell’UE.

Le imprese che operano a livello internazionale e optano per il nuovo regime saranno tenute solo a calcolare la loro base imponibile applicando un unico insieme di regole fiscali, al fine di assicurare l’immediato consolidamento dei profitti e delle perdite ai fini del calcolo delle basi imponibili a livello UE.

Quindi attraverso l’utilizzo di questo strumento si potrebbero reperire risorse che in questo periodo permetterebbero ai vari Stati membri di operare politiche di redistribuzione per contrastare la crisi creata dalla pandemia.

Secondo uno studio eseguito ad aprile dal Parlamento UE, una percentuale dell’utile delle multinazionali potrebbe finanziare il bilancio UE, attraverso un nuovo fondo che potrebbe essere implementato con il gettito delle multinazionali e raggiungere circa 20 miliardi di euro.

E’ tanto tempo che si insegue la chimera della base imponibile comune a livello Ue, forse è arrivato il momento di concepire e introdurre uno strumento di semplificazione fiscale per tutte le imprese  che operano nell’UE.

Tommaso Rotella

Vuoi approfondire questa notizia o porre un quesito? Necessiti di informazioni per qualsiasi Paese del mondo?
Vai nella sezione “Esperto risponde” del sito
www.lombardiapoint.it e inoltra il quesito all’attenzione di Tommaso Rotella.

Tag dell'informativa

Fiscalità
Plastic e Sugar tax: le novità in vigore dal 1° gennaio 2021
Plastic e Sugar tax: le novità in vigore dal 1° gennaio 2021
Dopo la recente entrata in vigore delle due discusse imposte procediamo a una rassegna normativa, in attesa dell’adozione dei Decreti attuativi del Ministero dell’Economica, per la sugar tax, e dell’Agenzia Dogane Monopoli, per la plastic tax.
VAT - News: Speciale Brexit
VAT - News: Speciale Brexit
Le novità IVA in Irlanda del Nord, Gran Bretagna e Regno Unito.
VAT-News: nuove misure anti Covid-19
VAT-News: nuove misure anti Covid-19
Scopri le novità IVA introdotte, a seguito della pandemia, in: Turchia, Canada, Bulgaria, Portogallo, Croazia e Grecia.
Guida pratica sulle novità Iva 2020 in ambito UE
Guida pratica sulle novità Iva 2020 in ambito UE
Il Consiglio europeo il 4 dicembre 2018 ha adottato alcune misure applicabili dal 1° Gennaio 2020, le c.d. Vat quick fixes.
Base imponibile comune a livello UE
Base imponibile comune a livello UE
Per finanziare la ripresa post pandemia, a fine maggio la Commissione Europea ha presentato la base imponibile comune consolidata per l’imposta sulle società che potrebbe mettere fine alle storture economiche e fiscali dell’Unione Europea.
Brexit: Guida sulle problematiche doganali e Iva
Brexit: Guida sulle problematiche doganali e Iva
Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia hanno pubblicato “Brexit: Guida pratica e scenari futuri in ambito doganale e Iva”.
Guida pratica: triangolazioni e quadrangolazioni
Guida pratica: triangolazioni e quadrangolazioni
Unioncamere Lombardia ha realizzato una nuova guida pratica sulle operazioni triangolari e sulle “transazioni a catena” a cui partecipano più di tre operatori, dislocati in più Stati (quadrangolazioni).
Svizzera: trattamento degli accantonamenti straordinari per probabili perdite causate dalla pandemia
Svizzera: trattamento degli accantonamenti straordinari per probabili perdite causate dalla pandemia
Dopo la crisi sanitaria, molte aziende chiudendo i conti relativi al periodo d’imposta 2019, ragionano sull’istituire nel bilancio d’esercizio un accantonamento per le conseguenze legate alla pandemia Covid-19.
Prova cessioni intracomunitarie: nuovi chiarimenti dell’amministrazione finanziaria
Prova cessioni intracomunitarie: nuovi chiarimenti dell’amministrazione finanziaria
Con la circolare n. 12/E del 12 maggio 2020, l’Agenzia delle Entrate torna a occuparsi della prova delle cessioni intracomunitarie, per chiarire la portata applicativa del Reg. Ue n. 282 del 2011, introdotto dal Reg. Ue n.
Prova cessioni intracomunitarie franco magazzino: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate
Prova cessioni intracomunitarie franco magazzino: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate
Con la risposta all’istanza di interpello n. 117, pubblicata il 23 aprile 2020, l’Agenzia delle entrate torna ad occuparsi della prova delle cessioni intracomunitarie il cui trasporto viene effettuato a cura, o a nome dell’acquirente.