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Come smobilizzare i crediti export

Nell'ordinamento giuridico italiano il forfaiting non ha una sua regolamentazione organica. La sua disciplina è stata fissata dalla prassi commerciale.

Riferimenti legislativi

Questo sistema di negozi collegati (lo sconto pro-soluto è di solito accompagnato da una garanzia extracartolare), pur rientrando nello schema della cessione del credito, se ne differenzia per la sua causa o funzione economica che è quella di permettere all'esportatore di smobilizzare immediatamente i propri crediti.

Gli unici riferimenti legislativi sono la legge Ossola n. 227 del 24 maggio 1977 modificata col Dlgs 143/98 che disciplinano le agevolazioni finanziarie dei crediti all'esportazione.

Il forfaiting è stato qualificato come una vendita dei crediti (o dei titoli cambiari).
Tuttavia, non è del tutto assimilabile ad essa in quanto nel forfaiting la clausola without recourse e la sua particolare fissazione del prezzo, sono elementi tali da configurare una certa atipicità del contratto e della sua causa rispetto alla generica cessione dei crediti.

In relazione a tutte le figure contrattuali inquadrabili nel fenomeno di monetizzazione dei crediti d'impresa, il contratto che si presenta come punto di riferimento è lo sconto bancario di crediti o titoli di credito, disciplinato dagli artt. 1858 ss., c.c., dal quale il forfaiting nasce insieme al factoring.

Definizione e natura giuridica

Il forfaiting rappresenta una tecnica di finanziamento dei crediti all'esportazione a medio termine, attuata mediante la cessione pro-soluto (cioè senza rivalsa verso l'esportatore cedente), a favore di un istituto finanziario, detto forfaiter , di effetti cambiari derivanti dalla fornitura di beni o servizi all'estero, in cambio dell'anticipazione in contanti dell'importo dei suddetti titoli, dai quali viene dedotto un tasso di interesse in misura fissa.

Solitamente viene pattuito che il corrispettivo delle forniture venga versato dall'importatore:

  • per una quota del 10-15% alla stipula del contratto
  • mentre la dilazione di pagamento concessa copre la quota rimanente.

La dilazione di pagamento si attua mediante l'incorporazione dei crediti relativi alle singole rate in una serie di titoli di credito cambiari, con scadenza di solito semestrale e di importo decrescente per interessi calcolati sul debito residuo. Da qui deriva l'elemento essenziale dell'operazione e cioè il carattere cartolare ed astratto del credito dilazionato.
Inoltre le pretese da parte del forfaiter sono autonome e indipendenti dalle vicende del sottostante rapporto di fornitura.

Oltre alla natura cartolare dei crediti ceduti, altra caratteristica è costituita dall'apposizione, alla girata per il trasferimento al forfaiter, della clausola senza garanzia (without recourse), con la quale l'esportatore girante esclude espressamente la propria responsabilità nell'ipotesi di mancata riscossione degli effetti che ricade così sul forfaiter (cessione pro-soluto).

A fronte dell'assunzione del rischio di mancata realizzazione dei crediti (di natura politica, commerciale ed economica) il forfaiter pretende che i titoli siano garantiti da un istituto bancario estero di elevato standing, garanzia rilasciata di solito sotto la forma dell'avallo in modo da poter pretendere la prestazione dalla banca in caso di mancato pagamento da parte dell'obbligato.

Teoricamente, qualunque tipo di credito può essere oggetto di forfaiting, anche crediti derivanti da lettera di credito.
Nella pratica, tuttavia, si incontrano eccessive difficoltà per fare del forfaiting relativamente a questi crediti: infatti implicano una documentazione più complessa e pongono problemi di trasferibilità in quanto, inglobando l'importo complessivo del credito in un unico documento, non sono trasferibili senza il consenso dell'importatore.

Per questo motivo i titoli di credito utilizzati per l'operazione sono generalmente:

  • cambiali tratte (bills of exchange) emesse dall'esportatore all'ordine proprio sull'importatore e da questi accettate
  • pagherò cambiari (promissory notes) emessi dall'importatore a favore dell'esportatore.

La gran parte delle operazioni si concentra su operazioni comprese fra 1 e 5 anni, sia per motivi di raccolta sia per motivi di rischio di credito ossia di insolvenza.

La soglia minima considerabile per un'operazione di forfaiting si aggira sui 100 mila euro (per importi inferiori diventa impossibile effettuare questo tipo di operazioni per gli elevati costi a cui l'esportatore va incontro).

Con riferimento alle valute nelle quali deve essere denominato il credito, in linea teorica il contratto di esportazione può essere denominato in qualsiasi valuta internazionale liberamente trasferibile, ma di fatto il mercato si presenta più liquido ed efficiente solo sulle principali divise internazionali.

Alessandro Russo e Marco Tupponi