Egitto: obbligo di credito documentario e nuove regole per l’importazione

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La Banca centrale egiziana ha reso noto che, a seguito della decisione del 13 febbraio 2022 riguardante la disciplina delle operazioni di importazione, dal 22 Febbraio 2022 non è più consentito importare merci in Egitto utilizzando il sistema CAD, istituendo così l’obbligo di utilizzare esclusivamente il credito documentario (salvo le eccezioni previste). L’entrata in vigore è stata poi rinviata al 1 Marzo 2022.

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La Federazione delle Banche egiziane ha dichiarato che  la decisione della Banca centrale Egiziana (CBE) è in linea con le recenti decisioni del Governo riguardanti le procedure import e il sistema di preregistrazione delle spedizioni (per gli addetti ai lavori l’obbligo di ottenere e poi riportare nella fattura che accompagna la merce l’ACID NUMBER). L’obiettivo sarebbe quello di  tutelare e aumentare l’import di beni necessari per la tutela della salute e allo stesso tempo regolamentare i flussi del commercio con l’estero, proteggere il sistema delle imprese locali e le risorse “sovrane”.

Si consideri che l’Egitto ha visto aumentare il disavanzo della propria bilancia commerciale con un aumento del valore delle importazioni che è passato da 11,4 miliardi di dollari dello scorso anno a 18,4 miliardi a fine 2021 e cerca, con tali previsioni, di contenere il valore delle importazioni e migliorare il saldo della bilancia commerciale.

In una lettera congiunta inviata al primo ministro, i rappresentanti della Federation of Egyptian Chamber of Commerce (FEDCOC),  della Federation of Egyptian Industries, e dell’Egyptian Businessmen’s Association hanno richiesto la rimozione e/o modifica di tale misura, ma ciononostante nulla è cambiato e le banche hanno cominciato a inviare ai loro clienti importatori la comunicazione contenente le nuove regole che saranno operative dal primo marzo 2022.

LA FEDCOC ha dichiarato che questo comporterà un aumento del costo delle merci importate di circa il 15% rendendo ancor più difficile la situazione del mercato interno egiziano. Nonostante non sia possibile effettivamente stimare oggi l’effetto dei nuovi obblighi in termini di aumento dei prezzi, è prevedibile che un aumento effettivo ci sarà, come sarà probabile una diminuzione dei soggetti in grado di importare merci sia per difficoltà nell’accesso al credito, sia per i costi di emissione del credito che le imprese egiziane dovranno sopportare.

In risposta alle rimostranze espresse dalle associazioni datoriali, la CBE ha riposto che per quanto riguarda i costi di emissione del credito le banche egiziane adegueranno le loro tariffe commissionali con l’obiettivo di renderle molto simili ai costi  bancari previsti sino ad oggi per le operazioni CAD.

In merito alle difficoltà finanziarie legate all’emissione dei crediti documentari, quali il blocco dei fondi fino al completamente dell’operazione piuttosto che le criticità legate alla concessione dei fidi, la CBE ha spiegato che la CGC (Credit Guarantee Company, soggetto deputato al sostegno finanziario delle imprese, in particolare delle PMI egiziane) provvederà a garantire il portafoglio delle banche fino al 100% della parte non coperta dal rischio e sarà prevista, per i primi 6 mesi, l’esenzione delle banche dall’obbligo di garanzia (strumento simile all’obbligo di accantonamento a garanzia previsto per le banche europee) così da consentire a quest’ultime di aumentare i limiti di credito esistenti per i clienti  in previsione dell’aumento di volumi di operazioni di credito documentario previsti.

Tuttavia preme rilevare che tale strumento di garanzia per le banche diverrà operativo soltanto a seguito dell’emanazione, da parte della CGC, delle linee guida e di funzionamento di tale iniziativa che ancora non sono state rese note.

Eccezioni

Sono previste alcune eccezioni all’applicazione della nuova procedura che NON si applicherà:

  • alle importazioni di modico valore (valore massimo pari a 5000  $, o valore equivalente se in altra valuta)
  • alle importazioni di medicinali, vaccini e/o principi attivi necessari alla produzione locale degli stessi
  • alle importazioni di tè, carne e prodotti a base di pollame, pesce, grano, olio, latte in polvere, latte artificiale per neonati, lenticchie, burro e mais;
  • alle importazioni effettuate da filiali di società estere e loro controllate con sede in Egitto per acquisti dalla casa madre, o per operazioni di acquisto infra gruppo
  • alle importazioni di merci effettivamente spedite prima dell’entrata in vigore della nuova procedura.

È innegabile che si creeranno automaticamente delle conseguenze per chi si accinge ad esportare in Egitto nei prossimi mesi. Innanzitutto chi prima esportava utilizzando altri sistemi di pagamento (ad esempio il contro documenti) dovrà organizzarsi per gestire operazioni di credito documentario che, come ben noto, sono decisamente più complesse e necessitano di maggiore attenzione e competenza.

Si raccomanda quindi particolare attenzione alla gestione del credito documentario sin dalle prime fasi (emissione, valutazione della banca emittente, analisi del testo e delle condizioni documentali ivi riportate).

In caso di credito documentario emesso da banca egiziana, è opportuno prevedere la conferma da parte di una banca italiana (o di altro paese terzo). In tal caso l’impresa esportatrice dovrà valutare l’impatto dei costi di conferma al credito che difficilmente si riescono a ribaltare sul cliente.

In conclusione si consiglia di chiarire bene con i clienti egiziani la regolamentazione delle condizioni di pagamento, ponendo particolare attenzione alla fase relativa alle condizioni del credito, dai documenti richiesti alla regolamentazione delle spese, in modo da evitare che poi, in presenza di riserve sollevate dalle banche, possa risultare compromesso il buon esito della transazione.

Alessandro Russo

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