Servizi di intermediazione online e mercato digitale: nuove sfide per l’Europa

di lettura

Nell’ambito della strategia per il mercato unico digitale è stato raggiunto un accordo politico fra le istituzioni europee in merito all’adozione di un nuovo regolamento UE che si prefigge quale obiettivo quello di assicurare  equità, trasparenza e prevedibilità nelle pratiche commerciali utilizzate dalle piattaforme di intermediazione online e dai motori di ricerca generici nei confronti delle imprese e degli operatori commerciali che ne fruiscono.

Servizi di intermediazione online e mercato digitale: nuove sfide per l’Europa

Introduzione: contesto e criticità dei servizi di intermediazione online

Le piattaforme digitali svolgono un ruolo che è divenuto di fondamentale importanza nel commercio online. Si stima che più di un milione di imprese dell’Unione europea utilizzi tali strumenti e che circa il 60% dei consumi privati e il 30% dei consumi pubblici di beni e servizi siano effettuati per il tramite di intermediari online. Per fornitori di servizi di intermediazione online si intendono i mercati di commercio elettronico per conto di terzi (come ad esempio Amazon, eBay o Zalando), gli store di applicazioni software (i c.d. “app store”, come ad esempio Google Play, Apple App Store, Microsoft Store, ecc), i social media usati a scopi professionali (ad esempio account Facebook o Instagram utilizzati con finalità professionali da artigiani) e gli strumenti di comparazione dei prezzi (ad esempio Skyscanner, Trivago o Google Shopping). Tali servizi hanno la funzione di facilitare il contatto e il successivo avvio di transazioni fra soggetti che intendono offrire sul mercato beni e servizi e consumatori.

Chiaramente tali piattaforme sono uno strumento estremamente utile per le imprese in quanto permettono un accesso rapido ed efficiente al mercato online nazionale ed internazionale. Tuttavia, queste possono trasformarsi in un’arma a doppio taglio in quanto le imprese sono sempre più dipendenti da tali intermediari online per raggiungere i propri clienti dovendone pertanto subire i vincoli. In particolare, secondo i dati riportati da un report Eurobarometro dell’aprile 2016 “The use of online marketplaces and search engines by SMEs”, il 42% delle piccole e medie imprese dell’Unione europea utilizza questi strumenti per portare sul mercato online i propri beni e servizi. Tuttavia, secondo quanto affermato dalla Commissione europea nell’impact assessment dell’aprile 2018, quasi il 50% di queste incontra problemi che possono anche causare perdite dal punto di vista economico.

Dal punto di vista dei fruitori dei servizi di intermediazione in qualità di utenti commerciali, tali problematiche sono principalmente legate a pratiche commerciali potenzialmente dannose poste in essere dalle piattaforme online e dalla mancanza di efficaci meccanismi di ricorso a livello europeo. In particolare, la Commissione considera pratiche commerciali potenzialmente dannose, ad esempio, le modifiche immotivate di termini e condizioni senza preavviso, la rimozione dalla piattaforma di beni e servizi o la sospensione dell’account senza che vi sia una chiara comunicazione dei motivi, la mancanza di trasparenza in relazione al posizionamento di beni e servizi e delle imprese che li offrono e condizioni poco chiare per l’accesso e l’utilizzo dei dati raccolti dai fornitori. Chiaramente, l’attuazione di pratiche commerciali di questo tipo ha conseguenze negative non solo sugli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online ma anche sui consumatori che fruiscono di detti servizi. D’altro canto, i fornitori di tali servizi online incontrano difficoltà nell’operare nel mercato europeo a causa della forte frammentazione normativa che si sta creando nell’Unione europea. 

È interessante notare come lo sviluppo delle piattaforme online faccia emergere questioni, come ad esempio quelle brevemente descritte, che al momento non sono coperte da alcuna normativa europea in quanto né le norme in materia di concorrenza, né quelle posta a tutela dei consumatori risultano adeguate a tal fine. Indubbiamente, queste sono complementari ma non sufficienti per affrontare in modo adeguato le nuove problematiche emergenti da questo di tipo di mercato.

Il nuovo regolamento europeo sui servizi di intermediazione online

Alla luce del contesto delineato, con la comunicazione “le piattaforme online e il mercato unico digitale - opportunità e sfide per l'Europa” del 25 maggio 2016 la Commissione ha delineato le principali problematiche e ha individuato gli ambiti in cui è necessario un maggiore sforzo da parte dell’Unione europea per garantire il rispetto dell’equità, della trasparenza e della legalità e allo stesso tempo permettere lo sviluppo e l’innovazione tecnologica. A seguito di ulteriori analisi e indagini in merito, questo processo è culminato il 26 aprile 2018 con la presentazione da parte della Commissione della “Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online”. La proposta è poi passata alla fase di prima lettura del Parlamento e del Consiglio, dopo che è stato pubblicato il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 settembre 2018. 

Il 14 febbraio 2019, con un comunicato stampa emesso dalla Commissione europea, è stato reso noto che le Istituzioni hanno raggiunto un accordo politico sulle principali norme volte a regolare la fruizione da parte di imprese e operatori commerciali delle piattaforme online. 

Rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento le piattaforme che offrono servizi di intermediazione online (come definiti sopra) e i motori di ricerca generici che facilitano le ricerche online partendo da una parola chiave indicata dall’utente (ad esempio Google Search, Yahoo!, Bing, ecc.). È importante sottolineare che i meri rivenditori online non sono soggetti al regolamento in quanto in questi casi non vi è un affidamento al servizio di intermediazione offerto da un terzo ma una vendita diretta online ai consumatori.

I principali vantaggi per le piccole e medie imprese dovrebbero essere i seguenti:

  • Divieto di alcune pratiche sleali come, ad esempio, la sospensione non motivata dell’account e condizioni chiare, comprensibili e facilmente accessibili con necessità di preavviso di almeno 15 giorni in caso di modifiche.
  • Maggiore trasparenza nelle piattaforme online rispetto al posizionamento (indicazione dei parametri utilizzati per il ranking) e obbligo di divulgazione di pratiche commerciali poste in essere (ad esempio, indicazione di eventuali benefici accordati ai propri prodotti rispetto a quelli di altri venditori presenti sulla piattaforma e comunicazione esaustiva rispetto alla raccolta e al trattamento di dati che viene effettuato).
  • Nuove forme di risoluzione delle controversie in favore degli operatori commerciali che fruiscono dei servizi di intermediazione online. In particolare, le piattaforme dovranno dotarsi di un sistema interno di gestione dei reclami e di mediatori che facilitino la risoluzione extragiudiziale delle controversie. Inoltre, nel caso in cui le piattaforme pongano in essere una sistematica violazione delle norme, le associazioni di categoria potranno citarle in giudizio. 

Come già accennato, la normativa introdotta per il tramite di questo regolamento non solo accorderà vantaggi agli utenti commerciali che fruiscono di tali piattaforme ma permetterà anche ai consumatori di beneficiare di riflesso degli effetti positivi che ne deriveranno in termini di prevedibilità, certezza e trasparenza del diritto nell’ambite commerciale online oltre che di una maggiore competitività tra le imprese.

La nuova normativa si applicherà 12 mesi dopo l’adozione e la pubblicazione e successivamente, dopo 18 mesi, verrà attivata una procedura di riesame per valutare l’adeguatezza delle norme rispetto all’evoluzione del mercato digitale. 

Conclusioni

I servizi di intermediazione online sono indubbiamente una grande opportunità per  gli imprenditori che intendono affacciarsi sul mercato digitale consentendo a questi ultimi di raggiungere una grande platea di consumatori. Come brevemente delineato, lo sviluppo delle piattaforme online fa emergere criticità che l’Unione europea è tenuta ad affrontare per poter raggiungere l’obiettivo di un mercato unico digitale equo e affidabile che sia però allo stesso tempo innovativo e competitivo. L’adozione di un regolamento europeo in questa materia è dunque un passo in avanti verso la creazione di una struttura normativa che tuteli efficacemente imprese e consumatori.

Avv.ti Nicolò Maggiora e Gabriella Perotto

Altre tematiche
Aggregarsi per l'export
Aggregarsi per l'export Il panorama industriale italiano gode di un numero altissimo (circa 3 milioni) di piccole o addirittura micro aziende (rispettivamente con meno di 50 o 10 dipendenti). La media non raggiunge i 4 dipendenti per azienda, quando in Germania, ad esempio, è circa il triplo.
Il piano di business internazionale in 6 passi
Il piano di business internazionale in 6 passi L’elaborazione di un piano marketing per l’estero serve a formalizzare un approccio pianificato che permetta di ridurre tempi, costi e rischi del processo di internazionalizzazione, evitando di procedere per tentativi o in base ad una valutazione superficiale dei mercati esteri e dei punti di forza e di debolezza dell’impresa.
L’importanza di tutelare la proprietà intellettuale
L’importanza di tutelare la proprietà intellettuale Con il termine proprietà intellettuale (PI) si indica un sistema di tutela giuridica dei beni immateriali frutto dell’attività creativa e inventiva dell’uomo, come le opere artistiche e letterarie, le invenzioni industriali e i modelli di utilità, il design e i marchi.
Proprietà intellettuale e sorveglianza doganale
Proprietà intellettuale e sorveglianza doganale La piaga economico-sociale della contraffazione preoccupa e occupa ogni giorno moltitudini di imprese in tutto il mondo.
Trasporto internazionale su strada e lettera di vettura CMR
Trasporto internazionale su strada e lettera di vettura CMR La Convenzione di Ginevra del 1956, conosciuta come Convenzione CMR, disciplina i trasporti stradali internazionali di merce. Ne restano pertanto esclusi i trasporti in conto proprio, quelli realizzati dall’esportatore con veicoli propri e i trasporti nazionali che sono regolati da principi dell’ordinamento interno.
Conseguenze della Brexit sui diritti di proprietà intellettuale
Conseguenze della Brexit sui diritti di proprietà intellettuale Il Consiglio europeo ha adottato una decisione che proroga al 31/01/20 il termine per l’uscita del Regno Unito dall'UE. Il parlamento britannico sta cercando da mesi un accordo per l’uscita dall’UE, ma molti punti sono ancora controversi e per questo, nell’eventualità di un’uscita senza accordo (c.
Marchi registrati e violazioni online: la competenza giurisdizionale
Marchi registrati e violazioni online: la competenza giurisdizionale Nell'articolo è presentata la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che ha chiarito la portata dell'art.97(5) del Regolamento sul marchio dell'Unione, consentendo ai soggetti titolari di marchi di avvalersi di due o più fori alternativi competenti a decidere per gli atti di contraffazione.
Pagamenti Internazionali: Settlment, Risk Mitigation o Financing?
Pagamenti Internazionali: Settlment, Risk Mitigation o Financing? Numerose sono le forme di pagamento attivabili in un'operazione di compravendita internazionale. Scopri nell'articolo le principali e come utilizzarle al meglio nelle attività di import export.
Le nuove regole ICCIncoterms 2020
Le nuove regole ICC Incoterms 2020 L’azione più significativa della ICC diretta a facilitare gli scambi internazionali attraverso la standardizzazione delle pratiche commerciali è stata quella di codificare nel tempo una serie di regole, prassi e modelli, ormai accettati universalmente.
Operazioni di credito e incasso documentario: Le Nuove Regole Icc per la presentazione dei documenti in formato elettronico
Operazioni di credito e incasso documentario: Le Nuove Regole Icc per documenti in formato elettronico Lo scorso 1 Luglio 2019 sono entrate in vigore due importanti pubblicazioni della CCI riguardanti le operazioni documentarie. In particolare si tratta della nuova versione delle eUCP, da oggi eUCP 2.