La Cina verso un nuovo modello di sviluppo

di lettura
Le aspettative di crescita dell’economia cinese sono state gradualmente riviste al ribasso negli ultimi due anni. Secondo le ultime stime del FMI, nel 2013 il Pil dovrebbe crescere del 7,6% e nel 2014 del 7,3%.

Per decenni il paese più popoloso al mondo si è basato su una semplice formula per incrementare la crescita: un’ampia manodopera a basso costo e l’incremento degli investimenti in rapporto al Pil, da 35 a quasi il 50%, un livello mai sperimentato prima.

Ha investito in infrastrutture, in particolare in strade che collegano centri industriali con i porti, nello sviluppo di reti di telecomunicazione, nella

costruzione di nuove fabbriche e acquisto di macchinari per la produzione. Il favorevole contesto economico, promosso dalle autorità di Pechino, e le grandi opportunità di investimento hanno da sempre incoraggiato gli IDE in entrata nel paese.

Ora tutti questi driver sembrano aver raggiunto una fase matura:

  • l’elevata disponibilità di manodopera a basso costo si sta esaurendo l’occupazione nelle fabbriche ha raggiunto la sua capacità massima
  • il sistema autostradale può contare su una lunghezza totale di 42.000 miglia, la seconda al mondo dietro a quella degli Stati.

Le autorità stanno lavorando ad un profondo cambiamento del modello di sviluppo che possa assicurare, nel medio-lungo termine, una crescita più sostenibile di quella generata finora da investimenti ed esportazioni a basso costo. Questo implicherà tassi di crescita più contenuti rispetto a quelli registrati fino ad oggi e una maggiore attenzione alla qualità dello sviluppo piuttosto che alla sua quantità.

L’eccesso di manodopera rurale a basso costo ha giocato un ruolo fondamentale nel mantenere bassa l’inflazione e nel supportare il modello di crescita cinese. La Cina è oggi alla vigilia di un cambiamento demografico che avrà conseguenze profonde sul suo panorama economico e sociale.

A seguito della politica “One Child Only” , introdotta nel 1979, il paese sta perdendo il vantaggio di una popolazione in età lavorativa estremamente giovane. Per decenni la popolazione in età infantile e molto anziana è diminuita a favore di quella più produttiva. Ma nel giro di pochi anni, la popolazione in età lavorativa raggiungerà un picco storico, per poi iniziare un rapido declino.

Secondo le stime ONU tra il 2010 e il 2030 la popolazione in età lavorativa diminuirà di 67 milioni di lavoratori.

Una serie di proteste nelle fabbriche della Cina meridionale hanno acceso i riflettori sulle rivendicazioni dei lavoratori cinesi, emigrati in zone manifatturiere dalla campagna e dalla aree economiche meno sviluppate.

La contrazione della forza lavoro e le rivendicazioni sono oggi le principali cause di un’inflazione salariale. Il divario tra i salari dei lavoratori non qualificati e quelli istruiti si sta riducendo; per effetto della riduzione del numero dei braccianti nelle campagne, i salari dei contadini aumentano più velocemente di coloro che emigrano in città: il ritorno economico di andare in città a studiare e cercare un impiego, sta calando drasticamente.

I salari orari stanno aumentando a ritmi superiori a quelli della produttività e questo impone alle imprese di aumentare i prezzi finali delle merce per coprire i più alti costi di produzione, mettendo in seria discussione il modello dell’economia cinese basato sul lavoro a basso costo e sulle esportazioni.

Sempre più multinazionali straniere, ma anche le stesse imprese cinesi, delocalizzano le proprie produzioni verso altri paesi, che offrono un costo del lavoro molto più basso, come l’Indonesia, il Bangladesh e il Vietnam.

Gli incrementi dei salari nominali e la carenza di manodopera hanno sollevato interrogativi sul fatto che la Cina sia pronta a varcare il Lewis Turning Point (LTP), un punto di inversione in cui si muoverebbe da un eccesso ad una carenza di offerta di manodopera a basso costo. Varcare questa soglia avrebbe implicazioni di vasta portata non solo per la Cina ma anche per il resto del mondo.

Secondo le stime del FMI, la Cina dovrebbe raggiungere il proprio LTP tra il 2020 e il 2025. L’attuale modello di crescita, guidato da uno straordinario incremento degli input come il lavoro e il capitale non sarà pertanto più sostenibile; la Cina dovrà quindi investire meno, ma meglio. Questo implicherà il passaggio ad un modello di crescita basato sul miglioramento della produttività totale dei fattori e sulla crescita dei consumi privati.

Fonte: SACE

Tag dell'informativa

Analisi di mercato
Export agroalimentare 2021
L'export agroalimentare supererà i 50 miliardi nel 2021
Secondo l’Istat, l'export dei beni di consumo non durevole, di cui l'alimentare rappresenta una gran parte, ha registrato a giugno 2021 un incremento del +15,2% su giugno 2020 (quando l'export agroalimentare aveva registrato un +1,6%), sul semestre l'aumento tendenziale è dell'11,5% (nel semestre 2020 +2,2%).
Digitale in Italia 2021
Previsioni mercato digitale in Italia
Secondo il 52° rapporto Anitec-Assinform, nel 2020 il mercato digitale italiano vale oltre 71,5 miliardi di euro. L’incidenza del mercato digitale sul PIL è passata dal 4% al 4,3% nel triennio 2017-2020.
Yachting Italia 2021
Mercato italiano della cantieristica nautica
Secondo il report di Deloitte, Il valore della produzione della cantieristica nautica italiana ammonta a 2,8 miliardi di euro (crescita media del 12,7% tra il 2014 e il 2019).
Bollettino economico della BCE settembre 2021
Bollettino economico della BCE settembre 2021
Le proiezioni macroeconomiche formulate a settembre 2021 dagli esperti della BCE, rispetto all’esercizio precedente, segnano una lieve revisione al rialzo delle prospettive di crescita dell’economia mondiale.
Export Italia luglio 2021
SACE - Simest: Export italiano luglio 2021
Nei primi 7 mesi dell'anno si registra un incremento sostenuto delle vendite italiane all’estero (+22,8% vs. gen-lug’ 20). Tale dinamica continua a beneficiare del confronto con aprile e maggio 2020, mesi di restrizioni dovute alla pandemia, durante i quali le esportazioni di beni italiane sono crollate.
Congiuntura metalmeccanica
Congiuntura Metalmeccanica (settembre 2021)
Secondo l’Indagine congiunturale di Federmeccanica, nei mesi più recenti l’attività produttiva metalmeccanica ha superato i volumi di produzione che si realizzavano prima della pandemia.
Rapporto Export SACE 2021
Rapporto Export SACE 2021
La XV edizione del Rapporto Export di SACE offre informazioni utili per orientarsi sui mercati esteri e comprendere le dinamiche dell’export italiano.
Gap infrastrutture Italia
Il capitale infrastrutturale dell’Italia
La competitività delle imprese è legata alla disponibilità di una rete adeguata di trasporti e di telecomunicazioni, nonché alla qualità del servizio energetico e idrico input essenziali dei processi di produzione.
Regioni italiane export I semestre 2021
Esportazioni delle regioni italiane (II trimestre 2021)
Nel secondo trimestre l'Istat stima una crescita congiunturale delle esportazioni, con intensità diverse, per tutte le ripartizioni: +7,3% il Nord-est, +3,8% il Sud e Isole, +3,6% il Nord-ovest e +0,2% il Centro.
Promuovere il commercio di ortofrutta Italia-Cina
Promuovere il commercio di ortofrutta Italia-Cina
Dal Forum Italia-Cina, evento di apertura del Macfrut, arriva la proposta di creare un Hub logistico nel Nord-Est per servire il mercato della Cina (terzo importatore mondiale di ortofrutta).