Francia: la disciplina degli investimenti esteri

di lettura
L’investitore italiano che acquista in Francia una società, una partecipazione maggioritaria, o un ramo d’azienda deve richiedere determinate autorizzazioni o adempiere a specifici obblighi dichiarativi.

Tali obblighi debbono essere presi in considerazione nella preparazione del calendario degli adempimenti necessari al perfezionamento dell’operazione, anche al fine di evitare l’annullamento dell’investimento e l’applicazione di sanzioni pecuniarie e penali.
Il calendario dovrà tener conto anche dell’eventuale procedura di controllo da parte delle autorità francesi in materia di concentrazioni, che non è oggetto della presente trattazione.

Gli investimenti stranieri in Francia sono disciplinati dagli artt. L.151-1 e ss. e R.151-1 a R.153-12 del Codice monetario e finanziario francese, che proclamano il principio della libertà delle relazioni finanziarie tra la Francia e i paesi stranieri, su riserva tuttavia della tutela degli interessi nazionali.

Il regime dell’autorizzazione

Qualora l’investitore estero, compreso l’investitore comunitario, desideri realizzare un investimento nei cd. settori sensibili in Francia, dovrà richiedere l’autorizzazione al Ministro dell’Economia francese.

Per investimento si intende l’acquisto del controllo di una società, diretto o indiretto, totale o parziale di un ramo di un’azienda aventi sede in Francia (art. R.153-3 del Codice monetario e finanziario francese).

Per “settori sensibili” si intendono attività:

  • che anche occasionalmente, partecipano all’esercizio della pubblica autorità in Francia
  • che per la loro natura possono mettere in pericolo l’ordine pubblico, la sicurezza pubblica o agli interessi della difesa nazionale
  • di ricerca, produzione o commercializzazione di armi, munizioni, polveri o sostanze esplosive.

L’autorizzazione si reputa concessa qualora il Ministro dell’Economia non risponda entro due mesi alla richiesta di autorizzazione. Peraltro il Ministro può subordinare l’autorizzazione a determinate condizioni per garantire che l’investimento prospettato non metta in pericolo gli interessi nazionali.

La mancata autorizzazione (il diniego di autorizzazione od il difetto di richiesta di autorizzazione) comporta la nullità dell’acquisizione e il rischio dell’applicazione di sanzioni pecuniarie (di un importo fino al doppio del valore dell’investimento) e penali (5 anni di reclusione e un’ammenda dell’importo uguale al doppio della somma oggetto dell’infrazione).

Il regime della dichiarazione

1. La dichiarazione amministrativa al Ministro dell’Economia

Gli «investimenti diretti» in Francia devono essere dichiarati al Ministro dell’Economia al momento della realizzazione dell’operazione. In caso di mancato ottemperamento all’obbligo dichiarativo, l’investitore si espone all’applicazione di un’ammenda di 750 €.

Sono considerati investimenti diretti:

  • la creazione di una società o di un’attività o l'acquisto totale o parziale di un ramo di un’azienda francese da parte di una società straniera o di una persona fisica non residente
  • qualsiasi operazione realizzata sul capitale di una società francese da parte di una società straniera o di una persona fisica non residente che consenta a tali soggetti di detenere più del 33,33 % del capitale o dei diritti di voto della società francese
  • le stesse operazioni realizzate da un’impresa francese, quando più del 33,33 % del capitale o dei diritti di voto di tale impresa siano detenuti da una società straniera o da una persona fisica non residente.

Tuttavia, sono esonerate dalla dichiarazione amministrativa le seguenti operazioni:

  • «La creazione o l’estensione di attività di una società francese detenuta direttamente o indirettamente da imprese estere o persone non residenti
  • L’aumento della partecipazione in società francesi da parte di imprese estere o persone non residenti che detenevano prima dell’operazione più del 50 % del capitale o dei diritti di voto della società francese
  • Gli aumenti di capitale in una società francese detenuta da imprese estere o persone non residenti, se tali operazioni non aumentano la loro partecipazione
  • Le operazioni di investimento diretto realizzate tra società appartenenti allo stesso gruppo societario
  • Le operazioni finanziarie, quali la concessione di prestiti, garanzie, rinuncia a crediti, sovvenzioni o dotazioni di succursali, etc., in favore di società francesi detenute da soggetti non residenti
  • Gli investimenti diretti realizzati in società francesi che svolgono attività immobiliari, escluse le attività di costruzione di immobili destinati alla vendita o alla locazione
  • Gli investimenti diretti fino a 1.5 milioni euro, in imprese francesi artigianali, hotel, esercenti commercio al dettaglio, ristorazione, servizi di prossimità o di sfruttamento di cave
  • Gli acquisti di terreni agricoli».

2 La semplice dichiarazione alla Direzione del Tesoro francese

Inoltre, la creazione di un’impresa in Francia, l’acquisto di beni immobili da parte di investitori esteri e la liquidazione di investimenti esteri danno luogo al momento della loro realizzazione ad una dichiarazione alla Direzione del Tesoro del Ministero dell’Economia francese.

L’investitore che ometta di effettuare questa dichiarazione si espone a sanzioni penali (5 anni di reclusione e un’ammenda di importo uguale al doppio della somma oggetto dell’infrazione).

3 La dichiarazione statistica alla Banca di Francia

Qualora un investimento estero in Francia superi i 15 milioni di euro e consista in un «investimento diretto» o nella sua liquidazione, i soggetti interessati devono effettuare una dichiarazione statistica alla Banca di Francia entro 20 giorni dalla data del pagamento delle somme investite.

Ai fini di questa dichiarazione, sono considerati investimenti diretti:

  • l’acquisto da parte di soggetti non residenti di almeno il 10% del capitale o dei diritto di voto di un’impresa francese
  • le operazioni finanziarie tra società collegate e gli investimenti immobiliari.

L’investitore estero che ometta di effettuare questa dichiarazione incorre sanzioni penali (5 anni di reclusione e un’ammenda di importo uguale al doppio della somma oggetto dell’infrazione).

Avv. Arianna Righi

Tag dell'informativa

Analisi di mercato
SACE - Simest: Export italiano novembre 2020
SACE - Simest: Export italiano novembre 2020
Nei primi undici mesi del 2020 l'export italiano di beni ha registrato una flessione del 10,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Rapporto economico 2020 Prosecco Conegliano Valdobbiadene
Rapporto economico 2020 Prosecco Conegliano Valdobbiadene
Il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG chiude il 2020 con una certificazione di bottiglie in linea con l’anno precedente.
Proiezioni economiche di Banca d’Italia
Proiezioni economiche di Banca d’Italia
Il Bollettino Economico di gennaio analizza la situazione internazionale e presenta le proiezioni macroeconomiche per il 2021-23.
Rapporto 2020 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole Dop, Igp e Stg
Rapporto 2020 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole Dop, Igp e Stg
Il Rapporto di Ismea e Fondazione Qualivita conferma la crescita del valore dei prodotti a Indicazione Geografica (IG) e delle loro performance sui mercati esteri nel 2019.
SACE - Simest: Export italiano ottobre 2020
SACE - Simest: Export italiano ottobre 2020
L'export italiano di beni mostra una contrazione del 12% nei primi dieci mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Risultati economici delle imprese e delle multinazionali nel 2018
Risultati economici delle imprese e delle multinazionali nel 2018
Secondo l'Istat nel 2018 il valore aggiunto è prodotto in Italia per il 37,8% al Nord-ovest e per il 25,5% nel Nord-est; seguono il Centro con il 20,4% e il Mezzogiorno con il 16,4%.
Rapporto di previsione Prometeia dicembre 2020
Rapporto di previsione Prometeia dicembre 2020
In Italia, dopo il calo del Pil nel quarto trimestre 2020 (-3,2%) e nel primo del 2021 (-0,4%), l’attività dovrebbe riprendere dalla prossima estate, grazie anche all’arrivo dei primi fondi Next Generation EU.
Ricavi in crescita per il Parmigiano Reggiano
Ricavi in crescita per il Parmigiano Reggiano
Secondo il bilancio preventivo 2021, i ricavi saranno pari a 51,8 milioni di euro (rispetto ai 38,4 del 2019 e ai 33,4 del 2018).
Indice PMI eurozona dicembre 2020
Indice PMI eurozona dicembre 2020
A dicembre, l’attività economica dell’eurozona si sta avvicinando alla stabilizzazione con una crescita più forte della produzione manifatturiera che compensa il calo ulteriore dell’attività terziaria.
Esportazioni delle regioni italiane III trimestre 2020
Esportazioni delle regioni italiane III trimestre 2020
Nel terzo trimestre l’Istat stima una forte crescita congiunturale delle esportazioni: +34,3% per il Centro, +33,4% per il Nord-est, +30,3% per il Nord-ovest e +27% per il Sud.