Elementi principali dell'accordo commerciale UE-Mercosur

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Dopo vent’anni di negoziati l’UE ed il Mercosur (mercato comune dell'America meridionale, ne fanno parte in qualità di Stati membri: Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay. Sono inoltre Stati associati la Bolivia e il Cile, il Perù, la Colombia e l'Ecuador) hanno finalmente trovato l’intesa sul testo dell’accordo di libero scambio che porterà ad un significativo abbattimento delle barriere doganali tra i due blocchi, ma non solo. Opportunità o minaccia?

Elementi principali dell'accordo commerciale UE-Mercosur

Proviamo nel presente articolo ad elencare le opportunità derivanti da tale storico accordo ma, anche, le possibili minacce.
Certamente tra le opportunità va annoverato l’eliminazione o forte riduzione dei dazi doganali di cui godranno le imprese europee che esportano nei paesi Mercosur. 

Elementi principali dell'accordo commerciale UE-Mercosur

Verranno infatti rimosse le tariffe per i prodotti europei sul settore auto (che oggi ha tariffe al 35%), componenti di automobili (14-18%), macchinari (14-20%), prodotti chimici (fino al 18%), prodotti farmaceutici (fino al 14%), abbigliamento e calzature (35%) o tessuti a maglia (26%), settori questi molto importanti per l’export italiano ed Europeo.
Il settore agroalimentare dell'Ue beneficerà del taglio delle attuali tariffe su prodotti come cioccolatini e dolciumi (oggi al 20%), vini (al 27%), bevande alcoliche (dal 20 al 35%) e bevande analcoliche (dal 20 al 35%). Previste quote di ingresso a dazio zero per i prodotti lattiero-caseari dell'Ue (attualmente una tariffa del 28%).

Cosa cambierà

I paesi del Mercosur riconosceranno tutela a 357 prodotti alimentari e bevande europei Dop e Igp, di cui 52 italiane.
Oltre alla summenzionata riduzione dei dazi l’accordo prevede una serie di importanti semplificazioni relativamente alle procedure doganali di import verso i Paesi del Mercosur, notoriamente con un elevato grado di difficoltà oltre che una progressiva adozione di medesimi regolamenti tecnici in linea con gli standard UE.
A fronte delle summenzionate importanti opportunità per l’UE e per l’Italia l’accordo ha altresì delle potenziali minacce soprattutto nel settore chiave dell’'agricoltura per entrambe le Parti e che vede scontentare i produttori europei di zucchero, di carni bovine, pollame e riso oltre che su molti altri prodotti agricoli interessati dalla eliminazione o riduzione dei dazi.
Le minacce potrebbero derivare non soltanto dalle grandi produzioni di arance, vino, carni, riso presenti nell’area del Mercosur ma anche da rischio di una potenziale concorrenza sleale derivante dalle condizioni di lavoro degli agricoltori del Mercosur ma anche da rischi alimentari conseguenti all’utilizzo nelle produzioni agricole di pesticidi e sostanze attive vietate dall'Unione europea a causa della loro tossicità e dei pericoli per l'uomo e l'ambiente. Il Brasile è, insieme agli Stati Uniti, il paese che utilizza il maggior numero di pesticidi al mondo, molti dei quali sono vietati in Europa. 
L’Unione Europea è il primo partner commerciale per il Mercosur, mentre per l’Europa il mercato in questione è il sesto per flussi commerciali. 
Negli ultimi anni, nonostante un rallentamento economico che ha investito entrambe le regioni del mondo, le esportazioni europee nella regione sono cresciute sensibilmente passando dai 28 miliardi di euro del 2007 ai 58 miliardi registrati nel 2013. 
Gli interessi europei si concentrano principalmente nell’esportazione di prodotti dell’industria manifatturiera, in particolare macchinari, equipaggiamenti per il settore dei trasporti e prodotti chimici. Anche i servizi e le materie prime costituiscono un interesse offensivo per l’UE. Al contrario le importazioni dal Mercosur riguardano principalmente i prodotti agricoli, che rappresentano il 43% del totale importato, e le materie prime, che sono il 28%.
Se complessivamente la bilancia commerciale è leggermente a favore dell’Unione Europea, in ambito agricolo lo squilibrio è molto forte. I paesi del Mercosur, infatti, esportano nel Mercato Unico prodotti agroalimentari per circa 21 miliardi di euro annui. Le importazioni in questo particolare settore, si fermano invece a soli 2 miliardi all’anno, confermando la vocazione esportatrice dei paesi sudamericani e la crescente domanda di prodotti di questa provenienza nel mercato europeo. 

Conclusioni

Possiamo dire che senza ombra di dubbio si tratta di un accordo che riguarderà quasi 800 milioni di consumatori, generando (almeno potenzialmente) flussi commerciali prima, inimmaginabili. Tuttavia, prima di entrare in vigore, l’accordo dovrà essere approvato dai Paesi del Mercosur, dal Parlamento Europeo e dagli Stati membri dell’Unione.
Dal lato Europeo, le maggiori criticità sono state espresse da varie associazioni di categoria e da diversi stati membri, guidati da Francia, Irlanda e Spagna e Italia.Le preoccupazioni sono dettate, oltre che da un eventuale effetto distorsivo causato da un eccessivo aumento delle importazioni nel Mercato Unico, anche da un approccio critico in materia di sicurezza dei prodotti alimentari. Non mancano altresì voci negative anche in Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay. Ma è indubbio che si tratta di un importante accordo commerciale ambizioso e globale, con qualche potenziale minaccia.

Prof. Dr. Giuseppe De Marinis
 

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