GreenItaly 2020

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L’Italia è leader europeo nel riciclo dei rifiuti e nell’economia circolare secondo l’undicesimo rapporto sulla green economy italiana di Symbola e Unioncamere.

GreenItaly 2020

La Commissione Europea non solo non ha interrotto il cammino del Green Deal, ma ha alzato al 55% gli obiettivi di abbattimento della Co2 al 2030 (per puntare alla neutralità carbonica entro il 2050), facendo della lotta alla crisi climatica una chiave del modello economico europeo.

L’Europa può assumere una leadership in questa sfida per il futuro. Il settore agricolo dell'UE è, ad esempio, l'unico grande sistema al mondo che è riuscito a ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% dal 1990.

Il 2019 ha fatto registrare in Italia un picco con quasi 300 mila aziende che hanno investito sulla sostenibilità e l’efficienza (il dato più alto registrato da quando Symbola e Unioncamere hanno iniziato a misurare gli investimenti per la sostenibilità). Fanno la parte del leone l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili insieme al taglio dei consumi di acqua e rifiuti, la riduzione delle sostanze inquinanti e l’aumento dell’utilizzo delle materie seconde.

Nel 2019 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia è stata di poco inferiore al 40%, sono stati installati 1.210 MW di nuovi impianti di 737 MW di fotovoltaico.

Guardando alla distribuzione geografica delle imprese che negli ultimi 5 anni (2015-2019) hanno investito in prodotti e tecnologie green è la Lombardia l’area con la concentrazione di valori più elevati, quasi 78 mila, il 18% del totale nazionale. Segue il Veneto, con quasi 43 mila unità, che concentra il 9,9% delle investitrici green del Paese e, sempre con un valore che supera quota 40 mila, il Lazio (9,3%). Due regioni superano quota 30 mila: la Campania (36 mila, 8,3%), e l’Emilia-Romagna (37 mila, 8%).

Primati dell’Italia

Durante l’ultimo decennio, l’attenzione alla sostenibilità  del sistema produttivo italiano è cresciuta sia in termini assoluti, sia nel confronto con le altre economie europee.

  • Secondo Eurostat, l’Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti: 79%, il doppio rispetto alla media europea (39%) e ben superiore rispetto a Francia (56%), Regno Unito (50%) e Germania (43%).
  • Pur essendo il secondo Paese manifatturiero del continente, l’Italia è il paese europeo con il più basso consumo pro capite di materia (quasi dimezzato tra il 2000 ed oggi) ed ha la maggiore produttività delle risorse dopo la Gran Bretagna
  • Produciamo meno rifiuti: 42,3 milioni di tonnellate per ogni milione di euro, contro il 58,9 della media dei grandi Paesi Ue e i 59,5 della Germania.
  • Il primo produttore mondiale di rinnovabili è l’Enel.
  • L’industria italiana del legno arredo è prima in Europa in economia circolare: il 93% dei pannelli truciolari prodotti in Italia è fatto di legno riciclato.
  • L’agricoltura italiana - grazie al taglio del 20% sull’uso dei pesticidi dal 2011 al 2018 - è la più green d’Europa, e il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico (80.643 gli operatori coinvolti nel 2019).

Vantaggi competitivi delle aziende green

Le imprese più votate al green sembrano aver reagito meglio allo shock della pandemia. Secondo un’indagine Symbola e Unioncamere di ottobre 2020 condotta presso 1.000 imprese manifatturiere (5 - 499 addetti) chi è green, è più resiliente.

Il vantaggio competitivo delle imprese eco-investitrici si conferma in un periodo così complesso anche in termini occupazionali (assume il 9% delle green contro 7% delle altre) e di export (aumenta per il 16% contro il 12%).

Inoltre le aziende eco-investitrici innovano di più (73% contro 46%), investono maggiormente in R&S (33% contro 12%) e utilizzano in misura maggiore tecnologie 4.0. Dall’indagine emerge chiaramente anche che green e digitale insieme rafforzano la capacità competitiva delle aziende.

Le imprese eco-investitrici orientate al 4.0 nel 2020 hanno visto un incremento di fatturato nel 20% dei casi, quota più elevata del 16% del totale delle imprese green e più che doppia rispetto al 9% delle imprese non green.

Secondo la Commissione Europea,  nell’economia circolare esiste un chiaro vantaggio competitivo anche per le singole aziende, in quanto la spesa delle imprese manifatturiere per l'acquisto di materiali (circa il 40% della spesa complessiva) potrebbe sensibilmente ridursi grazie a modelli a ciclo chiuso, incrementando la loro redditività e proteggendole dalle fluttuazioni dei prezzi delle risorse.

Per quanto riguarda i cittadini, l'economia circolare fornirà prodotti di elevata qualità, funzionali, sicuri, efficienti e economicamente accessibili, che durano più a lungo e sono concepiti per essere riutilizzati, riparati o sottoposti a procedimenti di riciclaggio di elevata qualità.

Il Green New Deal Italiano

Con la Legge di Bilancio per il 2020, il Governo si allinea al Green New Deal annunciato dalla Commissione Europea e pone le basi per una serie di politiche che puntano al rilancio degli investimenti in chiave ambientale.

Un fondo da oltre 4 miliardi di euro nel periodo 2020-2023 punta a rilanciare lo sviluppo e gli investimenti nell’ottica di una sostenibilità ambientale al servizio del territorio e della società. Il fondo nel 2020 avrà una dotazione di 470 milioni di euro (930 nel 2021 e 1.420 milioni nel 2022 e nel 2023) e prevede la concessione di garanzie per specifici programmi di investimento, anche in partenariato pubblico-privato, destinati all’economia circolare e alla mitigazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico.

Viene istituito anche un fondo per il rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali, che con una dote di oltre 20 miliardi dal 2020 al 2034, punta a veicolare risorse da destinare anche per lo sviluppo dell’economia circolare, la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni.

Oltre al Green New Deal, c’è il rifinanziamento della Nuova Sabatini, per cui sono stati stanziati 540 milioni per gli anni dal 2020-2025. La misura è finalizzata alla concessione alle micro, piccole e medie imprese di finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi gli investimenti in beni strumentali Industria 4.0.

La Legge di Bilancio 2020 prevede ulteriori misure per le imprese, tra cui l’introduzione del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative a per la competitività delle imprese.

Criticità

In Italia si stanno accumulando ritardi dovuti soprattutto a complicazioni burocratiche che rallentano i processi autorizzativi. Dobbiamo invece accelerare sia sugli impianti fotovoltaici, da installare sui tetti ma anche a terra con la dovuta attenzione all’inserimento nel paesaggio e alla compatibilità con le attività agricole, che sull’eolico on-shore e off-shore.

Ma dobbiamo fare anche tanti impianti che producono biometano, promuovere la geotermia a ciclo chiuso e il mini idro. E bisogna proseguire su alcuni passi avanti fatti in quest’ultimo periodo: “superbonus”, rendendolo stabile e più efficace, e comunità energetiche, consentendone la diffusione sul territorio.

Fonte: GreenItaly 2020

 

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