La Tunisia entra nella zona di libero scambio con l’UE

di lettura

Il 1° gennaio 2008 la Tunisia è entrata nella zona di libero scambio dei prodotti industriali con l’UE. L’obiettivo è stato raggiunto a meno di dieci anni dall’entrata in vigore dell’accordo di associazione (1 marzo 1998) ed entro il termine transitorio prestabilito (2010).

Image

Primo ad essere stato concluso nell’ambito del Partenariato euro-mediterraneo, il 17 luglio 1995, l’Accordo stabilisce che i prodotti industriali originati in Tunisia sono esportati verso l’UE in franchigia dei diritti di dogana e delle tasse di effetto equivalente (art. 9), mentre i prodotti industriali originati nei Paesi UE sono importati in Tunisia col beneficio di uno smantellamento dei diritti di dogana e delle tasse equivalenti, attuato secondo uno schema di progressione temporale prestabilita, diviso per prodotti (artt. 11 ess.).

Le categorie individuate sono quattro:

  • materie prime e attrezzature;
  • prodotti semilavorati;
  • prodotti aventi succedanei fabbricati in Tunisia e considerati competitivi;
  • prodotti industriali “sensibili”, cioè prodotti semilavorati che hanno equivalenti nel Paese o che sono prodotti localmente e in grado di far concorrenza ai prodotti europei.

E’ importante richiamare l’attenzione sul fatto che l’Accordo non riguarda le importazioni di perfezionamento fatte dalle società in regime di off-shore. 

Nel settore agroalimentare lo smantellamento ha interessato solo la componente industriale, mentre quella agricola é stata esclusa dal processo per consentire da un lato, la salvaguardia dei prodotti locali e dall’altro, una maggiore competitività dello stesso settore industriale. Infine, é stata definita una lista “negativa”, contenente i beni non interessati dallo smantellamento tariffario (annesso 6 dell’Accordo).

La prossima tappa dei negoziati con l’Unione Europea riguarderà la liberalizzazione degli scambi nel settore agricolo ed in quello dei servizi. Sin dall’inizio dell’anno, la stampa ha colto ogni occasione utile per mettere in evidenza la realizzazione della zona, esaltando gli sforzi messi in campo da questi ambienti politico ed economico per rispettare la scadenza. L’accordo di associazione con l’Europa ha avuto un impatto positivo su questa economia ed ha stimolato l’aumento di competitività delle imprese, dando una spinta agli scambi commerciali tra la Tunisia e l’UE, che rimane il primo partner commerciale del Paese.

Il lungo periodo transitorio ha infatti permesso la messa in atto di un processo di smantellamento tariffario progressivo, durante il quale la Tunisia non ha ricorso alle misure protezionistiche previste nell’accordo. Il processo di adeguamento volto all’ingresso nella zona ha interessato tutti i settori produttivi, comprendendo la progressiva liberalizzazione dei commerci interni ed esteri, la privatizzazione di alcune delle più importanti società statali, la riforma fiscale, la promozione delle reti di comunicazione e delle nuove tecnologie, la modernizzazione di porti ed aeroporti, la riforma del settore bancario, dell’istruzione e della formazione professionale e la creazione di centri d’affari a livello regionale.

Primo tra i Paesi della sponda sud del Mediterraneo ad aver realizzato le diverse tappe di attuazione di una zona di libero scambio con l’UE, la Tunisia si è dotata di importanti programmi di accompagnamento tra i quali spicca il programma nazionale di adeguamento delle imprese ai moderni standard industriali (3470 imprese aderenti, delle quali 750 hanno ottenuto la certificazione ISO 9001).

Il Paese è arrivato ad occupare oggi il primo posto nella regione in termini di migliori risultati ottenuti a livello macro economico ed è stato classificato dal rapporto mondiale sulla competitività del Forum di Davos (2007-2008) primo nel Maghreb e in Africa, terzo nel mondo arabo e trentaduesimo a livello mondiale, su centotrentuno Paesi classificati

Fonte:
Ambasciata d’Italia a Tunisi

Tag dell'informativa

Analisi di mercato
Cresce l’export dei prodotti agroalimentari biologici italiani
Cresce l’export dei prodotti agroalimentari biologici italiani
Agli stati generali del biologico, promossi all’interno di SANA, presentata la ricerca sul bio Made in Italy con dati aggiornati sull’export.
SACE - Simest: export italiano luglio 2022
SACE - Simest: export italiano luglio 2022
Nei primi sette mesi del 2022 le vendite italiane oltreconfine sono risultate in crescita del 21,8% rispetto allo stesso periodo del 2021.
Olio di oliva: cala il raccolto e aumentano i costi di produzione
Olio di oliva: cala il raccolto e aumentano i costi di produzione
Il report “2022, la guerra dell’olio Made in Italy” di Coldiretti e Unaprol descrive uno scenario segnato dai cambiamenti climatici e dai rincari di energia e materie prime che pesano su aziende e famiglie.
SACE: Rapporto export 2022
SACE: Rapporto export 2022
Il Rapporto Export di SACE offre informazioni utili per le imprese alla ricerca di nuovi mercati.
L’impatto della guerra Russia – Ucraina sulla fornitura di alcune materie prime critiche
L’impatto della guerra Russia – Ucraina sulla fornitura di alcune materie prime critiche
Il Report dell’OECD analizza le gravi interruzioni causate dalla guerra in particolare nell'approvvigionamento di materie prime critiche per la produzione industriale e per la transizione verde.
Italian sounding Rapporto 2022
Italian sounding Rapporto 2022
Assocamerestero e The European House Ambrosetti hanno analizzato e quantificato l’impatto economico dell’Italian Sounding che indebolisce il posizionamento all’estero dei prodotti italiani.
Assoporti: dati I semestre 2022 dei porti italiani
Assoporti: dati I semestre 2022 dei porti italiani
Il primo semestre di quest’anno conferma la ripresa complessiva dei porti italiani, che continuano a registrare performance positive.
RetailX Italy Ecommerce Report 2022
RetailX Italy Ecommerce Report 2022
Retailx ha pubblicato il report sul commercio elettronico in Italia, realizzato in collaborazione con Aci Worldwide e Tealium.
Bollettino economico BCE 5 / 2022
Bollettino economico BCE 5 / 2022
L’attività economica nell’area dell’euro sta rallentando. L’aggressione della Russia verso l’Ucraina, l’impatto dell’elevata inflazione, i perduranti vincoli dal lato dell’offerta esercitano un effetto frenante.
SACE - Simest: export italiano giugno 2022
SACE - Simest: export italiano giugno 2022
Tra gennaio e giugno le vendite italiane oltreconfine sono risultate in crescita del 22,4% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Prosegue il forte rialzo dei valori medi unitari (+20,1%), mentre la componente dei volumi cresce a un ritmo più modesto (+2%).