Nuove opportunità di investimento in Indonesia

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L’Indonesia è il paese con il maggior potenziale di crescita a lungo termine nel Sudest asiatico.                                                         

Nuove opportunità di investimento in Indonesia

Dalla crisi finanziaria, che ha colpito il continente asiatico nel 1998, l’Indonesia si è trasformata in un’economia dinamica, capace di mantenere il proprio PIL in crescita costante del 5%, prima della pandemia. Inoltre, i tassi di interesse si sono mantenuti bassi, mentre il consumo interno è cresciuto, arrivando a rappresentare il 60% del PIL. Il Paese è un importante produttore di capi di abbigliamento, prodotti tessili e automobili.

L’attuale governo per favorire maggiori investimenti nel Paese ha introdotto nuovi sistemi telematici per l’evasione delle principali procedure amministrative, tra cui, il deposito delle dichiarazioni dei redditi, la richiesta di licenze commerciali e la gestione delle pratiche doganali.

Membro del G20, l’Indonesia con 272 milioni di abitanti è il quarto paese più popoloso al mondo. L’età media è intorno ai 30 anni e il 60% della popolazione ha meno di 40 anni. La forza lavoro supera i 130 milioni di lavoratori. Solo 55 milioni sono però considerati operai “specializzati” e la produttività è relativamente bassa rispetto agli altri paesi del Sudest asiatico.                                         

Per favorire lo sviluppo del capitale umano, il Governo ha previsto incentivi fiscali a favore di quelle imprese, che offrono opportunità di tirocini e apprendistato.   

Incentivi Fiscali

Per il biennio 2020-2021, il Governo indonesiano ha ridotto l’aliquota fiscale sulle società dal 25% al 22% in vista di un’ulteriore riduzione al 20% nel 2022. Inoltre:

  • le aziende con un fatturato annuale di almeno $3.5 milioni hanno diritto a una riduzione pari al 50% dell’aliquota prevista
  • per quelle con un fatturato lordo non superiore a $341.000 è prevista un’imposizione pari allo 0.5% sul fatturato complessivo.  

Il Governo ha, inoltre, messo a punto una serie di ulteriori incentivi fiscali volti ad attrarre maggiori investimenti esteri nel Paese. Nel marzo del 2019, il Ministero delle Finanze ha emanato il Regolamento PMK-32, che ha sostituito il precedente PMK-70, attraverso il quale il Governo ha inteso favorire un maggiore sviluppo del settore dei servizi ed aumentarne la competitività nell’ambito del mercato globale, ampliando la lista dei servizi per l’esportazione non soggetti all’IVA. Tra questi, vale la pena ricordare i seguenti:

  • servizi di manutenzione e riparazione
  • servizi di spedizione merci destinate all’esportazione
  • servizi di consulenza edile (compresi sviluppo di studi di fattibilità, accertamenti, progettazione di edifici situati al di fuori del Paese)
  • servizi di tecnologia dell’informazione
  • servizi di ricerca e sviluppo
  • servizi di noleggio di aereo mobili o navi per viaggi internazionali, servizi di spedizione internazionale
  • servizi di consulenza aziendale e gestione
  • servizi di consulenza legale
  • servizi di marketing
  • servizi di contabilità
  • servizi di gestione di risorse umane
  • servizi di interconnessione, operatori satellitari, comunicazione e connettività dei dati.

Nel giugno 2019, il Governo ha emanato il Regolamento 45/2019, che prevede una serie di incentivi fiscali a favore di quelle imprese, che investono nel settore manifatturiero, nei programmi di formazione e in quello di ricerca e sviluppo.

Grazie a questo Regolamento, i contribuenti, che investono in settori innovativi, beneficeranno di una riduzione dell’imposta sul reddito netto pari al 60% degli investimenti complessivi effettuati in forma di immobilizzazioni materiali.

I contribuenti, che desiderano dar vita a programmi di apprendistato rivolti alla formazione di determinate competenze, possono beneficiare di una riduzione del reddito lordo: riduzione fino al 200% del totale dei costi sostenuti. E’ prevista, infine, un’ulteriore agevolazione fiscale, anch’essa in forma di riduzione del reddito lordo, per le aziende, che operano in Indonesia in attività di ricerca e sviluppo: la riduzione arriva fino al 300% dei costi sostenuti nello svolgimento di tali  attività.    

Zone Economiche Speciali

In Indonesia sono state create 13 zone economiche speciali (SEZ), che offrono opportunità di investimento nei settori manifatturiero, agricolo, del turismo e delle risorse naturali. Il Governo ha previsto una serie di incentivi fiscali e non per le aziende, che operano in queste zone.

SEZ  

Settori di competenza

Arun Lhokseumawe

gas e petrolio, petrolchimico, logistica agroalimentare, carta 

Sei Mengkei

Lavorazione olio di palma, lavorazione, gomma, logistica, turismo

Galang Batang

Lavorazione bauxite, lavorazione alluminio, energia, logistica

Tanjung Api-api

Petrolchimico, lavorazione gomma, lavorazione olio di palma, logistica

Tanjung Lesung

Turismo

Tanjung Kelayang

Turismo

Singhasari

Turismo, sviluppo tecnologico

Mandalika

Turismo

Morotai

Turismo, lavorazione della pesca, logistica

Palu

Lavorazione del nichel e del ferro, lavorazione cacao, lavorazione alghe, lavorazione del legno, logistica

Bitung

Lavorazione del cocco, farmaceutico, lavorazione della pesca

Sorong

Cantieristica navale, industria mineraria, agricolo

Maloy Batuta Trans Kalimantan

Lavorazione olio di palma, lavorazione legno, logistica

Esenzioni fiscali

  • Sono previste delle riduzioni fiscali dell’imposta sul reddito delle società comprese tra il 20% e il 100% per un periodo compreso tra i 10 e i 25 anni, in caso di investimenti superiori a 67 milioni di USD.
  • In caso di investimenti superiori a 33 milioni di USD, le riduzioni, tra il 20% e il 100% dell’imposta sul reddito, potranno estendersi a un periodo compreso tra i 5 e i 15 anni.
  • In caso di investimenti inferiori ai 33 milioni di USD, la riduzione dell’imposta sul reddito, compresa tra il 20% e il 100%, potrà estendersi a un periodo tra i 5 e i 15 anni (tale riduzione si applica, unicamente, a quelle specifiche Zone Economiche selezionate dal Consiglio Nazionale).                

Requisiti

Al fine di beneficiare delle agevolazioni previste dal Governo, è espressamente richiesto che:

  • le aziende risultino soggetti fiscali indonesiani
  • gli investimenti effettuati, rientrino nei settori, espressamente, previsti dalle singole zone economiche speciali
  • venga presentato apposito piano di investimento
  • sia prodotta dichiarazione attestante la capacità dell’azienda di depositare presso banca locale almeno il 10% del totale dell’investimento programmato
  • l’azienda risulti operativa dal 2011.   

Detrazioni fiscali

Le aziende che hanno effettuato investimenti nei settori espressamente previsti dalle zone economiche speciali e non beneficiano di specifiche esenzioni (vedi sopra), o che hanno investito in nuove iniziative imprenditoriali in tali zone, possono usufruire delle seguenti misure:

  • riduzione del 30% del reddito imponibile netto per una durata massima di 6 anni
  • ammortamento accelerato
  • imposta del 10% su eventuali dividendi distribuiti
  • una sorta di compensazione per eventuali perdite fiscali per un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni.     

Gli investitori esteri possono beneficiare, al loro arrivo nel Paese, di un visto della durata di 30 giorni, rinnovabile per ben 5 volte, sempre per 30 giorni ciascuno. E’ prevista la possibilità di fare domanda per ottenere un permesso di lavoro all’interno delle Zone Economiche Speciali.

Il Governo ha predisposto delle procedure semplificate per ottenere permessi di ingresso multipli per gli imprenditori esteri e le loro famiglie. I cittadini stranieri, proprietari di un immobile sito in una delle Zone Economiche Speciali, riservate  al settore del turismo, possono ottenere il permesso di residenza come coloro, cittadini stranieri, che desiderano trasferirvisi per vivere.       

Il Governo ha, inoltre, stabilito procedure rapide per il rilascio delle licenze commerciali. Gli investitori esteri possono, infine, ottenere il “Diritto di Costruire” sul proprio terreno destinato ad uso commerciale ed ottenere un’estensione per ulteriori 80 anni; lo stesso diritto è previsto anche in relazione a quei terreni, destinati a uso residenziale.

Stefano Linares

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